Uso diffuso e improprio di dispositivi a scarica elettrica da parte delle forze di sicurezza
Il rapporto di Amnesty International denuncia l’uso diffuso e improprio di dispositivi a scarica elettrica da parte delle forze di sicurezza, sottolineando la necessità di regolamentazione
Amnesty International ha pubblicato il rapporto “Non riesco ancora a dormire la notte” che evidenzia l’improprio utilizzo globale dei dispositivi a scarica elettrica da parte di stati e aziende per infliggere maltrattamenti e torture. L’organizzazione chiede un trattato globale per regolamentare la produzione e il commercio di tali dispositivi, sottolineando una “preoccupante assenza di regolamentazione”.
Il rapporto documenta come pistole stordenti e manganelli elettrici vengano utilizzati in strada, alle frontiere, nei centri di detenzione per migranti e rifugiati, negli istituti psichiatrici, nelle stazioni di polizia, nelle carceri e in altri luoghi di reclusione. Questi dispositivi, che infliggono dolorose scariche premendo un pulsante, vengono usati contro manifestanti, studenti, oppositori politici, donne, minori e difensori dei diritti umani, causando ustioni, intorpidimento, aborti spontanei, disfunzioni urinarie, insonnia e traumi psicologici.
Amnesty International denuncia l’uso discriminatorio delle armi a scarica elettrica contro gruppi razzializzati ed emarginati, evidenziando casi di grave violenza e perfino morte. L’organizzazione chiede un divieto immediato delle armi a scarica elettrica a contatto diretto e un rigoroso controllo sul commercio di tali dispositivi.
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