Preti a Milano: un dialogo profondo con i giovani
Testimonianze su come vivere la propria vocazione
Con tutto il nostro umano. What was I made for? (B. Eilish) nasce dall’intenso dialogo, pieno di stima, tra otto preti che in vario modo sono presenti a Milano. Li presentiamo: un cappuccino biblista, noto per le sue predicazioni, fr. Roberto Pasolini OFMCap (53 anni), un domenicano storico della Chiesa, docente della Cattolica, fr. Marco Rainini OP (57 anni), il cappellano del Beccaria, don Claudio Burgio (55 anni), un prete scrittore molto famoso sui social, don Alberto Ravagnani (31 anni), un educatore dell’Opus Dei, appassionato di letteratura, don Carlo De Marchi (52 anni) e tre insegnanti del Seminario di Milano: un biblista noto per i suoi studi su san Paolo, don Franco Manzi (58 anni), un liturgista esperto di rito ambrosiano, don Norberto Valli (56 anni), e un docente di patrologia amante di Sant’Ambrogio, don Pierluigi Banna (41 anni).
I protagonisti dell’iniziativa, nel confronto con i ragazzi che incontrano nelle loro diverse attività, hanno condiviso l’interesse a dire la propria sul clima di crisi che da più parti segna il nostro tempo. Proprio questo tempo, infatti, può essere l’occasione per non rassegnarsi e mettere a tema le domande più vere e, talvolta, più scomode. Intervistati da alcuni ragazzi, questi preti racconteranno come vivono in prima persona queste domande e cercano di rispondervi con tutta la propria vita, con tutto il proprio umano.
I preti non sono uomini di un altro mondo, vivono i drammi e le domande di tutti. Spesso, però, si cede ai pregiudizi sulla Chiesa, senza avere la possibilità di un dialogo franco; oppure si fa di tutta l’erba un fascio, senza saper apprezzare la ricchezza delle differenze di posizioni anche all’interno della Chiesa. Il desiderio è quello di varcare la frontiera di autoreferenzialità che ci polarizza nelle nostre posizioni e non ci fa accorgere delle fatiche e delle diversità di chi vive accanto a noi nella stessa città. I destinatari degli incontri saranno perciò idealmente tutti i giovani, universitari e lavoratori, della Milano di oggi, disponibili a un confronto senza preclusioni di fedi e di orientamenti.
Di volta in volta, due preti, molto diversi tra di loro, saranno intervistati sui precisi temi che proporranno loro giovani presentatori. Non si tratterà, perciò, di meditazioni spirituali o di conferenze accademiche, ma di dialoghi senza peli sulla lingua, lasciando anche spazio in ogni appuntamento alle domande del pubblico. I titoli degli incontri saranno: Bibbia vs social, la Parola e il like, con F. Manzi e A. Ravagnani (4 novembre 2024); Cappuccino vs Domenicano: L’affetto e la ragione con fr. R. Pasolini OFMCap e fr. M. Rainini OP (16 dicembre 2024); Tradizione vs Cambiamento: i primi secoli e l’era post-cristiana con C. De Marchi e P. Banna (7 aprile 2025); Beccaria vs Liturgia: il peccato e il perdono con C. Burgio e N. Valli (19 maggio 2025).
A partire dall’indicazione dei temi proposti, le domande degli intervistatori spazieranno a 360 gradi, dal racconto della propria storia e della scelta di diventare prete, fino alla specificità delle competenze di ciascuno. Sarà possibile ascoltare come un prete vive la gioia del proprio impegno, ma anche l’esperienza del fallimento, la paura di non farcela, la ribellione nei confronti della Chiesa o l’incomprensione delle scelte dei propri superiori. Ci sarà un capitolo dedicato alla scelta del celibato e alle tentazioni, come anche all’importanza degli studi e al valore della tradizione e della Bibbia, anche nelle loro parti a prima vista più inattuali e incomprensibili. Uno spazio sarà dedicato agli scandali della Chiesa, ma anche all’attenzione alle persone più escluse. In questa direzione, infine, non si possono dimenticare i gesti rituali della Chiesa, il loro significato, spesso incomprensibile o incompreso, come anche alle diverse forme di preghiera e di meditazione.
Oggi, anche se si sperimenta da più parti il senso di inutilità di un’esistenza che non viene investita, ma lentamente si consuma, si ha, però, molta paura di compiere scelte definitive, che poi si potrebbero rivelare fallimentari. Durante le quattro interviste sarà possibile incontrare uomini per i quali il problema della felicità si è spostato dalla preoccupazione di fare scelta giusta, all’attenzione alla voce di Dio che chiama, realmente chiama, proprio attraverso le circostanze più critiche e problematiche del quotidiano. La finalità ultima è quella di testimoniare come vivendo ogni tipo crisi, è possibile scoprire e vivere la propria vocazione, cioè qual è il posto che Dio sta preparando per ciascuno di noi in questo mondo.
Con tutto il proprio umano: otto sacerdoti raccontano come ogni domanda e ogni ambito della vita possono diventare luogo dell’incontro e del dialogo tra il proprio io e il Tu di Dio.
Un dialogo drammatico ed entusiasmante, dove si può persino scoprire ciò per cui siamo fatti: What I was made for.
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