Filatelia
4:40 pm, 19 Ottobre 24 calendario
4 minuti di lettura lettura

Torino: storia e tradizione filatelica in mostra

Di: Maria Vittoria Puzzo
condividi

Il settore filatelico e numismatico si trova attualmente in una fase contraddittoria: mentre le dichiarazioni di crisi da parte degli addetti ai lavori sono allarmanti, gli esiti delle aste nazionali ed internazionali mostrano un trend opposto, con i prezzi che non solo mantengono la loro solidità, ma addirittura tendono al rialzo. Questa situazione ha portato a un’interessante dicotomia: se da un lato i valori riportati nei cataloghi ufficiali appaiono decisamente ottimistici, dall’altro la diffusa immissione sul mercato di materiale di qualità inferiore ha provocato un notevole deprezzamento per i pezzi più comuni. Tale fenomeno è spesso causato da soggetti privati che dismettono collezioni di famiglia, approfittando talvolta delle lacune di individui poco esperti nel campo della filatelia e numismatica. Questa realtà ha portato a parlare di una “filatelia a doppia velocità”, in cui i commercianti risultano essere i più penalizzati.

Il nostro obiettivo rimane quello di formare, informare e appassionare le persone a un hobby di tradizione secolare e diffuso in tutto il mondo. È importante sfatare il pregiudizio che associa il collezionismo filatelico e numismatico a un’età avanzata e nostalgica, poiché esistono numerosi appassionati sotto i 40 anni desiderosi di approfondire lo studio in questo campo affascinante.

Abbiamo deciso di investire tempo ed energie nell’organizzazione del primo convegno a Torino, una città con una lunga tradizione filatelica che da tempo non ospita un evento del settore degno di nota. La filatelia torinese ha radici profonde, risalendo al 1850, anno in cui è stata emessa la prima serie di francobolli del Regno di Sardegna, segnando la prima emissione “italiana” in assoluto. Prima di questa, solo il Lombardo-Veneto austriaco aveva introdotto francobolli.

L’intera produzione filatelica sardo-italiana dal 1851 al 1863 è considerata una delle più belle e pregiate al mondo, sia per la particolarità della stampa in rilievo a partire dal 1853, sia per l’infinita varietà di tinte in base alle varie tirature dal 1855 al 1863. Si tratta, a giudizio dell’autore, di vere opere d’arte, con alcuni pezzi particolarmente pregiati che raggiungono valori molto elevati sul mercato.

I francobolli sardi si diffusero in tutto il territorio nazionale durante il periodo di espansione risorgimentale, e a Torino, nel novembre 1865, fu aperta la prima Officina Carte Valori, che produsse fino al 1925. Numerose sono anche le personalità che hanno contribuito all’eccellenza della filatelia subalpina e non solo, come l’incisore Matraire, litografo e tipografo che curò tutte le emissioni sardo-italiane dal 1851 al 1863; gli studiosi Lajolo e Rattone e l’intera famiglia Bolaffi, che oltre ad essere un punto di riferimento nel commercio internazionale di materiale filatelico e numismatico, annovera studiosi di fama mondiale.

Abbiamo scelto un padiglione espositivo situato in un parco pubblico a Grugliasco, con accesso libero ai visitatori e completamente accessibile ai disabili. Stiamo valutando anche la possibilità di organizzare un evento sociale con catering per la serata del venerdì, per favorire ulteriormente l’incontro e la socializzazione tra addetti ai lavori e collezionisti.

19 Ottobre 2024
© RIPRODUZIONE RISERVATA