L’inquinamento minaccia il mare italiano
I dati preoccupanti di Legambiente Anche se a prima vista sembra un paradiso, la realtà nascosta è allarmante. Secondo l’analisi condotta da Legambiente, almeno il 36% delle acque marine esaminate risultano inquinati.
I principali risultati emergono da un check-up effettuato da Goletta Verde, la storica imbarcazione dell’associazione che si immerge per valutare lo stato di salute del mare italiano. E i risultati non sono confortanti: la colpa, nella maggior parte dei casi, ricade sulla cattiva depurazione.
Legambiente lancia l’allarme e sottolinea l’importanza di un Piano nazionale per la tutela di mare e laghi, che includa il potenziamento e il miglioramento dei depuratori, l’implementazione di Piani di adattamento al clima, la creazione di nuove aree marine protette entro il 2030 e una maggiore attenzione alle energie rinnovabili come l’eolico offshore. I dati raccolti da Goletta Verde e Goletta dei Laghi in 19 regioni italiane evidenziano che il 36% dei punti campionati è al di sopra dei limiti di inquinamento, con 101 punti considerati fortemente inquinati e 39 inquinati. Ma la situazione più critica si riscontra nel mare, dove si registra un punto inquinato ogni 76 km di costa, con una costante crescita dei punti oltre il limite negli ultimi anni.
Nel frattempo, nei laghi si registra un aumento del 10% dei punti oltre il limite rispetto all’anno precedente, con particolare preoccupazione per le foci dei fiumi e i corsi d’acqua che sfociano nel mare o nei laghi. Gli impianti di depurazione sono messi a dura prova anche dall’accelerata crisi climatica e dagli eventi meteorologici estremi. Legambiente sottolinea l’importanza di affrontare con determinazione queste sfide per preservare il nostro patrimonio marino e lacustre.
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