1:26 pm, 28 Agosto 25 calendario

Un viaggio non è più lo stesso se persino un caffè lungo la strada diventa un lusso

Di: Redazione Metrotoday
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La sosta che costa cara: tra vecchio fascino e nuovi salassi

C’era una volta la sosta all’Autogrill: un rito, un momento di ristoro semplice, accessibile, quasi affettuoso, capace di coniugare la tradizione gastronomica italiana con una praticità moderna. Un caffè, un cono gelato, un mitico panino Camogli, “metà rovente e metà ghiacciato” — piccoli piaceri quotidiani che non pesavano sul bilancio. Oggi, quel rito è diventato un salasso, una tappa da evitare per molti viaggiatori e un simbolo del caro vita lungo la strada.

Prezzi esorbitanti, abitudini che cambiano

L’estate 2025 ha segnato un nuovo record nei prezzi delle aree di sosta: un litro d’acqua minerale sfiora i 3 euro, mediamente cinque volte il costo in supermercato. Il caffè costa 1,50 euro, con un aumento costante negli ultimi anni che lo rende più caro del 20-25% rispetto ai bar cittadini. Il cappuccino è ormai stabilmente oltre i 2 euro, mentre le brioche viaggiano intorno a questa soglia con rincari che superano il 40% rispetto ai centri urbani.

Il panino semplice, un tempo comfort food del viaggiatore, si trova oggi a non meno di 7 euro, con punte oltre gli 8,50 per le versioni più elaborate. Il gelato, simbolo di vacanze e leggerezza, sfiora ormai i 3,50 euro a cono. E le bevande gassate hanno raggiunto prezzi da record: una bottiglietta di cola può arrivare a costare l’equivalente di 8 euro al litro, con rincari superiori al 400% rispetto alla grande distribuzione.

Una “fine di un’era” raccontata anche dagli utenti

Non sono solo i numeri a raccontare la storia: sui social e nei racconti dei viaggiatori emerge un sentimento diffuso di disillusione. “Una volta bastava un caffè e una brioche per sentirsi in viaggio, oggi ti passa la voglia di fermarti”, scrive un automobilista. Altri parlano di “fine di un’era”, ricordando quando il mitico Camogli o il cono gelato “metà rovente e metà ghiacciato” erano tappe obbligate e non un lusso da calcolare nel budget.

La nostalgia per quei gesti semplici si scontra con una realtà economica che spinge molti a saltare la sosta o a ridimensionarla drasticamente.

Autogrill: da simbolo del boom economico a luogo del caro-prezzi

L’Autogrill non è solo un brand: è un pezzo di storia italiana. Nato negli anni Cinquanta e Sessanta dalle intuizioni dei grandi marchi alimentari dell’epoca, è diventato il simbolo del boom economico, delle nuove autostrade e della motorizzazione di massa. Le aree di servizio rappresentavano modernità e comodità, un’Italia che correva veloce e che si fermava per condividere un pasto in viaggio.

Oggi la catena conta centinaia di punti vendita lungo le principali arterie italiane e internazionali. Ma il fascino dell’epoca pionieristica si è trasformato in percezione di monopolio e prezzi fuori scala.

Perché paghiamo così tanto?

Le ragioni dietro i prezzi elevati sono diverse. In primo luogo, la mancanza di concorrenza: sulle autostrade operano pochissimi marchi e le concessioni hanno costi elevati che si riflettono sul consumatore finale. Poi c’è la componente logistica: rifornire quotidianamente punti vendita in aree di servizio isolate comporta spese superiori rispetto a un bar di quartiere. Infine, gioca un fattore psicologico: il viaggiatore è disposto a pagare di più pur di avere comodità, rapidità e sicurezza, trovando tutto a portata di mano senza uscire dall’autostrada.

Chi rinuncia alla pausa e chi resiste

Il “ceto medio” è il più colpito. Se un tempo la sosta all’autogrill era parte integrante del viaggio, oggi per molti è diventata un lusso da concedersi raramente. Cresce così l’abitudine di partire con la borsa frigo in macchina, portando acqua, snack e panini preparati a casa. Una sorta di ritorno alle origini, quando le famiglie in vacanza si fermavano nelle piazzole con il pranzo al sacco.

Chi viaggia per lavoro, come rappresentanti o autotrasportatori, si trova spesso costretto a fermarsi, ma con attenzione: meno consumazioni, più selettività, e in molti casi si preferisce approfittare delle aree di sosta solo per servizi essenziali come toilette o carburante.

Un’icona che deve reinventarsi

L’Autogrill resta un simbolo italiano conosciuto anche all’estero. Ma l’immagine di “casa lontano da casa”, di luogo accogliente e familiare, si sta offuscando sotto il peso dei rincari. Alcuni propongono una maggiore diversificazione dell’offerta, con formule più accessibili per le famiglie o promozioni stagionali. Altri vedono nell’innovazione digitale — app, prenotazioni veloci, sconti personalizzati — la chiave per riportare i viaggiatori ai banconi delle aree di servizio.

Il lusso di un caffè

La sosta in autostrada è diventata un momento di riflessione sulla condizione economica del Paese. Quello che un tempo era un gesto spensierato, oggi si trasforma in calcolo, rinuncia o resistenza. Il caffè, il gelato, il panino: tre icone che raccontano non solo l’evoluzione di un brand, ma soprattutto la trasformazione del potere d’acquisto e delle abitudini degli italiani.

C’è un paradosso in questa storia: mai come oggi viaggiamo di più, percorriamo strade migliori e più veloci, ma ci fermiamo meno per gustare quei piccoli piaceri che un tempo davano senso al viaggio stesso. E forse, in questa rinuncia, si intravede la fine di un’epoca: quella in cui l’Autogrill era parte del viaggio e non solo una tappa costosa da evitare.

28 Agosto 2025 ( modificato il 27 Agosto 2025 | 13:32 )
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