10:29 am, 29 Settembre 26 calendario

San Siro, Inter e Milan e i seggiolini per i tifosi da portare a casa

Di: Redazione Metrotoday

🌐 San Siro, Inter e Milan valutano la cessione di oltre 60 mila seggiolini agli abbonati prima della demolizione del vecchio Giuseppe Meazza. L’ipotesi, contenuta nel Rapporto Ambientale VAS legato al progetto del nuovo stadio, trasformerebbe uno dei simboli più riconoscibili del calcio milanese in un cimelio da conservare. La stima parla di 60.654 sedute recuperabili, pari a circa l’80% della dotazione complessiva, con un beneficio ambientale quantificato in 272.943 chilogrammi di plastica, quasi 273 tonnellate.

 

Un pezzo di San Siro potrebbe finire nelle case dei tifosi

Per decenni il seggiolino di San Siro è stato semplicemente il posto da cui guardare una partita. Derby, scudetti, notti europee, feste e delusioni sono passati da quelle file colorate che hanno accompagnato generazioni di tifosi.

Ora quel posto potrebbe diventare un ricordo fisico dello storico stadio.

Il progetto delineato nella documentazione ambientale prevede infatti la possibilità di recuperare una parte consistente dei seggiolini del Giuseppe Meazza prima delle operazioni di demolizione. L’ipotesi riguarda 75.817 sedute complessive, dalle quali si stima di poter recuperare circa l’80%, arrivando a 60.654 pezzi.

L’idea allo studio è quella di consentire agli abbonati di Inter e Milan di entrare in possesso di un seggiolino, attraverso una procedura organizzata e controllata.

Non è ancora una vendita con prezzi, calendario e modalità operative già definiti. Il documento descrive infatti un’ipotesi progettuale da inserire nella più ampia strategia di recupero dei materiali del vecchio impianto.

Ma il significato dell’operazione è già evidente: prima che San Siro venga smontato e demolito, una parte della sua storia potrebbe essere affidata direttamente ai suoi tifosi.

Giornate speciali per smontare il proprio seggiolino

La formula immaginata nel rapporto ambientale ha anche un aspetto quasi rituale.

L’ipotesi è quella di organizzare giornate dedicate, con prenotazione preventiva e ingressi scaglionati in base ai diversi settori dello stadio.

I tifosi non entrerebbero quindi liberamente nel cantiere, ma seguirebbero un percorso organizzato. Lo smontaggio sarebbe assistito o controllato dal personale incaricato, con procedure precise per evitare interferenze con le successive attività di demolizione.

Una volta rimosso, il seggiolino verrebbe consegnato al tifoso attraverso un sistema tracciato.

L’obiettivo è duplice: da una parte rendere possibile il recupero di un oggetto dal forte valore affettivo, dall’altra evitare che decine di migliaia di sedute diventino semplicemente materiale da smaltire.

È una differenza importante perché il progetto non considera il seggiolino soltanto come un rifiuto da gestire, ma come un elemento che può avere una seconda vita.

60.654 seggiolini, quasi 273 tonnellate di plastica

Il dato più sorprendente emerge dai numeri.

La stima progettuale considera un peso medio prudenziale di 4,5 chilogrammi di plastica per seggiolino. Moltiplicando questo valore per i 60.654 posti potenzialmente recuperabili, si arriva a 272.943 chilogrammi, equivalenti a circa 273 tonnellate di plastica.

Una quantità che, secondo il Rapporto Ambientale VAS, potrebbe essere sottratta al flusso dei rifiuti grazie al riutilizzo diretto.

Il rapporto, però, non presenta l’operazione come una soluzione capace di incidere in maniera sostanziale sul bilancio economico dell’intero intervento.

Il valore è soprattutto quello dell’economia circolare e della memoria.

I progettisti sottolineano infatti che, rispetto alle dimensioni complessive della demolizione e ai volumi di materiale coinvolti, il risparmio economico sarebbe limitato. Il recupero dei seggiolini assume invece un significato particolare proprio perché consente di evitare che un oggetto ancora utilizzabile venga trasformato immediatamente in rifiuto.

Il vero valore è la memoria

C’è poi una seconda dimensione, impossibile da quantificare con una tabella.

Un seggiolino di San Siro non è un semplice pezzo di plastica per chi ha trascorso anni sulle tribune del Meazza.

Potrebbe essere stato il posto di un padre che portava allo stadio il figlio. Oppure quello occupato durante il primo derby, una finale europea, una notte di Champions League o una partita rimasta nella memoria per un gol segnato all’ultimo minuto.

Il valore del cimelio dipenderebbe quindi molto più dalla storia personale che dal materiale con cui è costruito.

Ed è proprio questa componente affettiva a trasformare l’operazione in qualcosa di diverso da una normale attività di recupero.

Il vecchio seggiolino potrebbe diventare un oggetto da conservare in casa, in un ufficio, in una collezione privata o semplicemente in un angolo dedicato alla propria squadra.

Per Inter e Milan sarebbe anche un modo per accompagnare la transizione tra il vecchio impianto e il futuro stadio mantenendo un legame concreto con il passato.

La demolizione di San Siro sarà un cantiere enorme

Il recupero dei seggiolini rappresenta soltanto una piccola parte di un’operazione molto più complessa.

La documentazione ambientale descrive infatti la futura demolizione del Meazza come un intervento di elevata complessità tecnica e ambientale, basato sulla rimozione preventiva degli elementi recuperabili e sulla successiva demolizione delle strutture.

Prima delle ruspe sarà necessario procedere con una lunga fase di smontaggio, durante la quale verranno rimossi impianti, dotazioni, arredi e componenti tecniche.

Il piano contempla il recupero di grandi quantità di materiali diversi: dall’acciaio alle macerie delle strutture, passando per impianti, plastica, cartongesso e altri componenti.

Per le strutture in calcestruzzo armato è prevista anche una fase di trattamento e separazione dei materiali, con l’obiettivo di massimizzare il recupero e ridurre i trasporti verso gli impianti di destinazione.

In questo scenario, i seggiolini rappresentano dunque uno dei primi elementi facilmente separabili e direttamente riutilizzabili.

Quanto costerà demolire il Meazza

La portata dell’intervento emerge anche dalla stima economica.

Secondo i documenti richiamati nelle cronache, la demolizione del San Siro è quantificata in circa 115,26 milioni di euro. A questa cifra si aggiungono gli interventi collegati al Tunnel Patroclo, per ulteriori circa 12 milioni.

Il valore complessivo delle due operazioni supera quindi 127 milioni di euro.

In questo quadro, l’operazione sui seggiolini non nasce per produrre un risparmio determinante sul costo dell’intero cantiere. La stessa documentazione ne ridimensiona l’impatto economico rispetto ai volumi complessivi.

Il suo significato è un altro: ridurre gli sprechi, recuperare materia e trasformare un elemento destinato alla rimozione in un oggetto capace di continuare a vivere fuori dallo stadio.

Il futuro di San Siro passa anche da questa transizione

Il progetto del nuovo stadio e la trasformazione dell’area del Meazza prevedono una successione di fasi autorizzative e operative. Il Comune di Milano ha spiegato che il primo stralcio della riqualificazione comprende la realizzazione del nuovo impianto, lo spostamento del Tunnel Patroclo e la successiva parziale demolizione dell’attuale stadio.

Il recupero dei seggiolini si inserisce proprio in questo passaggio tra il San Siro conosciuto da generazioni di tifosi e il nuovo impianto destinato a prendere il suo posto.

Prima della demolizione vera e propria ci sarebbe quindi una sorta di fase di restituzione: porte, impianti, materiali e componenti potranno essere separati e recuperati secondo le diverse possibilità previste dal progetto.

E tra tutti questi elementi ce n’è uno che ha un valore particolare per il pubblico: il posto in cui per anni ci si è seduti a guardare il Milan o l’Inter.

Il seggiolino come ultimo biglietto per il vecchio Meazza

Se l’operazione verrà concretizzata secondo l’ipotesi contenuta nel rapporto, il momento della rimozione potrebbe diventare una delle ultime occasioni per entrare a San Siro da tifosi prima dell’avvio delle fasi più invasive del cantiere.

L’idea delle giornate dedicate e degli accessi regolamentati avrebbe proprio questa funzione: trasformare un’operazione tecnica in un momento controllato, consentendo agli appassionati di recuperare personalmente un frammento dello stadio.

Non sarà il cemento delle tribune, né una porzione della storica struttura.

Sarà qualcosa di molto più piccolo, ma probabilmente molto più facile da conservare.

Un seggiolino.

Quello su cui qualcuno potrebbe aver visto il suo primo derby. Quello da cui qualcun altro ha esultato per un gol indimenticabile. Quello che, una volta rimosso, potrebbe smettere di essere soltanto una parte dello stadio e diventare una parte della storia di chi lo porta a casa.

E mentre il vecchio Meazza si prepara alla trasformazione, quei 60.654 seggiolini potrebbero così rappresentare una delle ultime immagini di San Siro prima del cambiamento: non finiti tra i rifiuti, ma distribuiti tra le case di chi, per decenni, ha dato un significato a quelle tribune.

29 Settembre 2026 ( modificato il 28 Settembre 2026 | 23:30 )
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