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	<title>Moda</title>
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	<title>Moda</title>
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		<title>Emé, la moda 2026 sorprende: eleganza e look rivoluzionari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[salvatore puzzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 06:32:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>🌐 Emé reinventa l&#8217;eleganza con la nuova collezione autunno-inverno 2026/2027, presentata nella spettacolare cornice delle Terme di Diocleziano a Roma. Trenta look che mescolano maschile e femminile, pizzo e sartorialità, volumi importanti e tessuti leggeri. Dall&#8217;abito da cerimonia al tailleur contemporaneo, la moda diventa un racconto di personalità, libertà e bellezza imperfetta. Emé conquista Roma:&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/eme-la-moda-2026-sorprende-eleganza-e-look-rivoluzionari/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Emé, la moda 2026 sorprende: eleganza e look rivoluzionari</span></a></p>
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<div><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f310.png" alt="🌐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Emé reinventa l&#8217;eleganza con la nuova collezione autunno-inverno 2026/2027, presentata nella spettacolare cornice delle Terme di Diocleziano a Roma. Trenta look che mescolano maschile e femminile, pizzo e sartorialità, volumi importanti e tessuti leggeri. Dall&#8217;abito da cerimonia al tailleur contemporaneo, la moda diventa un racconto di personalità, libertà e bellezza imperfetta.</div>
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<h2>Emé conquista Roma: la nuova eleganza sfila tra storia e modernità</h2>
<p>Una passerella monumentale, trenta creazioni e un messaggio destinato a ridefinire il concetto di abbigliamento elegante. Il 13 ottobre 2026, nel Chiostro di Michelangelo delle Terme di Diocleziano, Emé ha presentato una collezione che rompe gli schemi tradizionali dell&#8217;abbigliamento da cerimonia.</p>
<p>La direttrice creativa Silvia Falconi ha immaginato un guardaroba capace di accompagnare le donne non soltanto durante matrimoni e occasioni solenni, ma anche nei momenti quotidiani che meritano uno stile speciale.</p>
<p>Il risultato è una moda sofisticata, contemporanea e sorprendentemente versatile.</p>
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<h2>Maschile e femminile: i contrasti diventano irresistibili</h2>
<p>Il cuore della collezione è l&#8217;incontro tra elementi apparentemente opposti.</p>
<p>Le giacche sartoriali dialogano con corsetti delicati, i pantaloni ampi incontrano tessuti luminosi e le costruzioni rigorose lasciano spazio a silhouette fluide.</p>
<p>La femminilità non viene più identificata esclusivamente con abiti romantici e forme aderenti, ma si esprime attraverso combinazioni inattese.</p>
<p>Un completo d&#8217;ispirazione maschile può diventare seducente grazie a dettagli preziosi. Una gonna ricamata acquista disinvoltura se abbinata a un cardigan essenziale.</p>
<p>È un&#8217;eleganza che non impone regole rigide, ma invita a sperimentare.</p>
<h2>Paillettes, corsetti e velluto: i protagonisti dell&#8217;inverno</h2>
<p>Tra gli elementi più riconoscibili della nuova proposta Emé spiccano paillettes tono su tono, ricami raffinati, pizzi e velluti luminosi.</p>
<p>Il corsetto, simbolo della tradizione sartoriale del marchio, cambia identità: diventa più leggero, si sovrappone alle giacche oppure completa tailleur dal carattere deciso.</p>
<p>Anche il cappotto nero si trasforma in un capo sorprendente grazie a decorazioni scintillanti e cinture che valorizzano il punto vita.</p>
<p>Non mancano tessuti gessati attraversati da fili metallici, camicie bianche dalle maniche elaborate e abbinamenti che combinano praticità e suggestioni couture.</p>
<p>Il lusso non coincide più necessariamente con l&#8217;abito importante: può nascondersi in un singolo dettaglio.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-639373" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/bBmB3QdJioDiYsKItb8Ws8T7hmopa-Pebisxj1Ikr22TGe82Ev1AqG8OQFAt4CvCxJBRHQOUr2Q3r9f9_jJ2AALWtl__0_XZhuQAFveVPBwOyvJwgep79Nd1B8WGIIYAD5gQE8p2J_ZM_q9S20UofspcSFZ5fTwORZuWQqySIhc.webp" alt="" width="1147" height="860" /></p>
<h2>I colori moda autunno-inverno 2026: dal burgundy all&#8217;ottanio</h2>
<p>La palette racconta un inverno intenso e ricercato.</p>
<p>Il nero resta un riferimento fondamentale, accompagnato da burgundy, marrone profondo, ottanio, terracotta e sfumature prugna.</p>
<p>Accanto alle tonalità più scure emergono rosa deciso, grigio tortora e azzurro delicato.</p>
<p>Sono colori pensati per valorizzare materiali differenti e creare contrasti sofisticati, senza sacrificare l&#8217;armonia dell&#8217;insieme.</p>
<h2>Dalla cerimonia all&#8217;aperitivo: come interpretare i nuovi look</h2>
<p>La vera rivoluzione proposta da Emé riguarda la versatilità.</p>
<p>Un blazer elegante può accompagnare una giornata lavorativa e trasformarsi con gli accessori per una cena importante. Un corsetto può essere indossato sopra una camicia, mentre un pantalone sartoriale può sostituire l&#8217;abito lungo nelle occasioni formali.</p>
<p>Tra gli abbinamenti più interessanti figurano tailleur con dettagli gioiello, gonne midi con maglieria raffinata e giacche strutturate abbinate a pantaloni fluidi.</p>
<p>L&#8217;obiettivo non è apparire eccessivamente sofisticate, ma costruire un&#8217;immagine personale, riconoscibile e autentica.</p>
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<h2>La bellezza imperfetta diventa il nuovo ideale della moda</h2>
<p>A ispirare la collezione è anche il wabi-sabi, sensibilità estetica giapponese che riconosce valore all&#8217;imperfezione e alla naturalezza.</p>
<p>Un principio che trova una traduzione contemporanea negli abiti: proporzioni inattese, sovrapposizioni libere e accostamenti solo apparentemente dissonanti.</p>
<p>Emé propone così una nuova idea di eleganza: non nascondere le differenze, ma trasformarle in punti di forza.</p>
<p>Perché le occasioni speciali non sono soltanto quelle segnate sul calendario. A volte basta un vestito capace di farci sentire pienamente noi stesse per rendere straordinario anche un giorno qualunque.</p>
<p>Le fotografie visualizzate sono riferimenti di repertorio di corredo all&#8217;articolo, meramente indicative.</p>
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		<title>Milano blindata nel cuore del lusso: da Duomo a Montenapoleone</title>
		<link>https://metrotoday.it/milano-blindata-nel-cuore-del-lusso-da-duomo-a-montenapoleone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[salvatore puzzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 05:39:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>🌐 Milano ferita nel suo cuore più esclusivo. Dopo gli scontri e i saccheggi del fine settimana, la paura di nuovi assalti arriva nel Quadrilatero della Moda, tra via Montenapoleone, via della Spiga, via Manzoni e le vie dello shopping attorno al Duomo. Le boutique di Chanel, Hermès e Pomellato abbassano le serrande, mentre Goyard&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/milano-blindata-nel-cuore-del-lusso-da-duomo-a-montenapoleone/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Milano blindata nel cuore del lusso: da Duomo a Montenapoleone</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f310.png" alt="🌐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Milano ferita nel suo cuore più esclusivo. Dopo gli scontri e i saccheggi del fine settimana, la paura di nuovi assalti arriva nel Quadrilatero della Moda, tra via Montenapoleone, via della Spiga, via Manzoni e le vie dello shopping attorno al Duomo. Le boutique di Chanel, Hermès e Pomellato abbassano le serrande, mentre Goyard annuncia la chiusura per le manifestazioni. Vetrine svuotate, merce ritirata e commercianti in allarme trasformano il celebre Fashion District milanese in uno dei simboli della crisi. La nuova mobilitazione annunciata sui social alimenta l&#8217;incertezza, mentre i danni dei disordini superano un milione di euro. Tra clienti disorientati e turisti preoccupati, il commercio del lusso lancia l&#8217;allarme: Milano rischia di pagare un prezzo altissimo anche in termini d&#8217;immagine internazionale.</p>
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<h2>Milano, il Quadrilatero della Moda abbassa le serrande dopo gli scontri</h2>
<p>La città del lusso, delle passerelle e delle vetrine più prestigiose del mondo mostra un volto inaspettato. Lunedì 19 ottobre 2026, dopo un fine settimana segnato da violenze e saccheggi, il Quadrilatero della Moda si ritrova a fare i conti con la paura.</p>
<p>Nelle strade che collegano piazza Duomo, San Babila, via Montenapoleone e via Manzoni, commercianti e responsabili dei negozi controllano gli ingressi, valutano le condizioni di sicurezza e decidono se continuare a lavorare.</p>
<p>Il clima è particolarmente teso dopo la diffusione di nuovi appelli alla mobilitazione attraverso i social. La possibilità di ulteriori disordini spinge alcune attività ad anticipare la chiusura, anche quando non hanno subito danni diretti.</p>
<p>Il risultato è un&#8217;immagine insolita: la Milano dello shopping internazionale costretta a proteggere le proprie boutique dalla minaccia di nuovi saccheggi.</p>
<h2>Via Montenapoleone, Chanel, Hermès e Pomellato chiudono i negozi</h2>
<p>Il segnale più eloquente arriva proprio da via Montenapoleone, tra gli indirizzi più prestigiosi dello shopping mondiale.</p>
<p>Chanel, Hermès e Pomellato hanno abbassato le serrande intorno alle 14, mentre nel vicino asse di via Manzoni è stata segnalata la presenza di un mezzo della polizia. Un blindato presidia anche l&#8217;area di San Babila.</p>
<p>Poco distante, in via Monti, Goyard ha esposto un avviso alla clientela per comunicare la sospensione dell&#8217;attività a causa delle manifestazioni.</p>
<p>La chiusura di nomi così rappresentativi dell&#8217;alta moda e della gioielleria internazionale assume un significato che va oltre il singolo punto vendita. È uno dei distretti commerciali più celebri d&#8217;Europa a vivere una giornata di paura.</p>
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<div><img decoding="async" src="https://images.openai.com/static-rsc-4/CC1TQbgXzODGzBr1RJoVb4KH8o9l2PLqjbRWBjsoL8Ax5Xe_PJr15DK4DJMIL5Cq59uTdifI_MZjqSebdcgkpNifcHAlz0VmSoQUvX4HQZ87rQbBSB0kwJKYcIWmd4U8zu2s9ZlFQsrDGgJcZnf6ORro1I_vRc1YZ2_XjKqkmTHYOi6wJHk7Ywth_S3t-Qw2?purpose=inline" alt="Boutique Hermès in via Montenapoleone, Milano" /></div>
</div>
<h3>Vetrine svuotate, borse e abbigliamento ritirati per precauzione</h3>
<p>Le misure adottate non riguardano soltanto le saracinesche. In diversi negozi del centro, gli addetti hanno provveduto a ritirare parte della merce esposta, riducendo la presenza degli articoli più esposti al rischio di furto.</p>
<p>L&#8217;attenzione si concentra soprattutto su abbigliamento sportivo, sneakers e accessori, categorie particolarmente richieste e facilmente rivendibili.</p>
<p>Le testimonianze dei commercianti descrivono negozi a luci spente, espositori alleggeriti e clienti che trovano gli ingressi chiusi. Non ogni boutique del Quadrilatero ha sospeso l&#8217;attività, ma le chiusure dei grandi marchi hanno alimentato una diffusa sensazione di allarme.</p>
<h2>Dal Duomo alla Galleria Vittorio Emanuele II, Milano teme per il suo salotto commerciale</h2>
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<div><img decoding="async" src="https://images.openai.com/static-rsc-4/eg5PaG83vGjcVfeHmSk7bS5Gs28P_h8tBp5ihanpkT9gURntoLcb2hWwkZFQPbdDB8Ko4gtQTwo-_tiDwQ_8B2p3FnVg1AvFq4xuN_YL4aCmBKGD0pAWm0B-JT-BVzctbfB6Wjg1lI3ALMORrn1SIj3ra5yeqmNloxLu5GDostQ?purpose=inline" alt="La Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, con boutique di lusso e insegne della moda internazionale" /></div>
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<p>La preoccupazione riguarda anche l&#8217;area che gravita attorno alla Galleria Vittorio Emanuele II, a piazza Duomo e a Corso Vittorio Emanuele II, dove convivono grandi marchi internazionali, negozi di moda, boutique storiche e attività frequentate dai turisti.</p>
<p>Durante gli scontri del fine settimana, proprio l&#8217;area centrale vicino al Duomo ha registrato devastazioni, interventi delle forze dell&#8217;ordine e momenti di forte tensione.</p>
<p>La differenza rispetto a una normale giornata di shopping è evidente: l&#8217;attenzione degli esercenti non è concentrata soltanto sulle vendite, ma soprattutto sulla sicurezza di clienti e dipendenti.</p>
<h3>Via della Spiga, via Sant&#8217;Andrea e via Manzoni: il Fashion District in allerta</h3>
<p>Anche via della Spiga, via Sant&#8217;Andrea, via Bagutta e via Manzoni fanno parte del sistema commerciale che ruota attorno a Montenapoleone.</p>
<p>Qui la presenza di importanti case di moda, showroom e negozi di fascia altissima rende particolarmente sensibile qualsiasi segnale di instabilità.</p>
<p>Non risultano confermate chiusure generalizzate di tutte le attività in queste vie. Tuttavia, il clima di apprensione coinvolge l&#8217;intero distretto, alimentato dai timori di ulteriori episodi di violenza e dalle decisioni precauzionali già adottate.</p>
<h2>«La situazione è surreale»: la testimonianza dei commercianti milanesi</h2>
<p>La paura emerge con chiarezza dalle parole di chi lavora nel centro storico. Un commerciante ha raccontato di aver ricevuto, attraverso una chat condivisa con altre attività e un&#8217;associazione di categoria, una segnalazione di allerta a partire dalle 15.</p>
<p>La comunicazione riguardava la possibile presenza di gruppi intenzionati a radunarsi in città.</p>
<p>«La situazione è surreale», è il giudizio dell&#8217;esercente, che descrive la decisione di chiudere come una precauzione necessaria dopo gli scontri del giorno precedente.</p>
<p>La preoccupazione riguarda anche chi arriva a Milano per turismo e trova improvvisamente chiuse le attività nelle quali aveva programmato di fare acquisti.</p>
<p>Il danno non è soltanto commerciale: viene colpita la percezione stessa di sicurezza del centro cittadino.</p>
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<div><img decoding="async" src="https://images.openai.com/static-rsc-4/ClulIprRw1D7ophK4KchtNylcq8hOR3c5vHxu8mw444tlZHCPGSTE78i8lY_bNF9zoJmCR1vGq7r_cIpaHJwGj20yH4QXpMI8mqh0BBw93lHC2n883lVjmgLxABoiTyZhC7Lq542vBMdoCi5_b7bM4QZC18MaZWQleb9PIxorVQ?purpose=inline" alt="Via della Spiga a Milano, con le boutique eleganti del Quadrilatero della Moda" /></div>
</div>
<h2>Milano, oltre un milione di euro di danni: il lusso teme il crollo degli incassi</h2>
<p>Il bilancio economico dei disordini è già pesante. Le prime stime diffuse da Confcommercio indicano oltre un milione di euro di danni, tra merce rubata, arredi distrutti e vetrine danneggiate.</p>
<p>Ma la cifra non comprende tutti gli effetti indiretti delle chiusure e della paura. Nel centro di Milano si registrano anche disdette di prenotazioni, soggiorni interrotti e preoccupazioni da parte dei visitatori stranieri.</p>
<p>Per il Fashion District questo significa rischiare di compromettere non soltanto una giornata di vendite, ma anche la reputazione internazionale di un luogo associato all&#8217;eleganza, all&#8217;esclusività e alla qualità dell&#8217;esperienza d&#8217;acquisto.</p>
<h3>Il danno d&#8217;immagine tra Montenapoleone e Corso Vittorio Emanuele</h3>
<p>Dalle maison dell&#8217;alta moda alle grandi catene fashion, il commercio milanese vive della capacità di attrarre persone.</p>
<p>Corso Vittorio Emanuele II, collegamento commerciale tra San Babila e Duomo, rappresenta una componente fondamentale di questo sistema, grazie alla presenza di flagship store e marchi internazionali.</p>
<p>Quando i clienti temono di entrare nel centro cittadino e le boutique preferiscono chiudere, gli effetti si estendono a ristoranti, alberghi, trasporti e servizi.</p>
<h2>Nuove manifestazioni a Milano: l&#8217;appello sui social riaccende la paura</h2>
<p>Il Movimento 17 ottobre ha annunciato attraverso i social l&#8217;intenzione di proseguire le mobilitazioni, indicando appuntamenti settimanali il sabato alle 15.</p>
<p>L&#8217;annuncio ha aumentato le preoccupazioni dei commercianti, già provati dagli scontri del 17 e 18 ottobre.</p>
<p>È però necessario distinguere le manifestazioni pacifiche, tutelate dalla legge, dagli episodi di violenza e saccheggio. La convocazione di una protesta non costituisce, da sola, la prova che si verificheranno nuovi assalti.</p>
<p>Nel frattempo, il sindaco Giuseppe Sala ha visitato alcune attività danneggiate insieme al presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, mentre il governo ha annunciato un rafforzamento delle misure di sicurezza, compreso l&#8217;arrivo di ulteriori militari.</p>
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<div><img decoding="async" src="https://images.openai.com/static-rsc-4/MbCLInAzb-SF16QIqYx1Ja2D34POKCdC-CGxZdp4LBWbzrHsx90qg2ruqCKi4adJJcz8SwfGwfeh14NUD5nu6GMU1LEoSYZRPSwW5L0gBPxqT5-V1e6p8jaSgRAWd5vh2WABKOaFqM3LUys4Y0oQ3iNYBtEXdwiJ0vi9MrkJikI?purpose=inline" alt="Corso Vittorio Emanuele II, una delle principali vie dello shopping di Milano vicino al Duomo" /></div>
</div>
<h2>Milano, la sfida è riaprire le boutique e restituire fiducia allo shopping</h2>
<p>Il Quadrilatero della Moda non è soltanto una concentrazione di negozi costosi. È un simbolo dell&#8217;identità economica e culturale di Milano, un luogo riconosciuto nel mondo per la moda, il design e la creatività.</p>
<p>Le serrande abbassate di Chanel, Hermès e Pomellato raccontano una crisi che va oltre il valore dei prodotti custoditi nelle boutique. Raccontano la paura di chi lavora, l&#8217;incertezza di chi investe e le preoccupazioni di chi visita la città.</p>
<p>Non tutte le attività sono rimaste chiuse, né risultano confermati nuovi saccheggi in ogni via del distretto. Ma le immagini di Montenapoleone in allerta hanno già un forte impatto simbolico.</p>
<p>Milano deve difendere il proprio centro commerciale senza rinunciare alla normalità della vita cittadina. Perché il rischio più grave non è soltanto quello di nuove vetrine infrante: è che il cuore mondiale del Made in Italy venga associato, anche solo temporaneamente, alla paura anziché all&#8217;eleganza che lo ha reso celebre.</p>
<p>Le fotografie visualizzate sono riferimenti di repertorio di corredo all&#8217;articolo, meramente indicative.</p>
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		<title>Kendall Jenner rilancia la lingerie a vista: il trend d&#8217;autunno</title>
		<link>https://metrotoday.it/kendall-jenner-rilancia-la-lingerie-a-vista-il-trend-dautunno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[salvatore puzzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 06:29:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>🌐 Kendall Jenner detta ancora una volta le regole della moda autunno-inverno 2026. La supermodella americana trasforma lingerie, pizzo e top in cashmere nei nuovi protagonisti dello street style, consacrando una tendenza che conquista passerelle e social. Reggiseni che diventano top, dettagli intimi da esibire e giochi di trasparenze: ecco come indossare il trend lingerie&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/kendall-jenner-rilancia-la-lingerie-a-vista-il-trend-dautunno/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Kendall Jenner rilancia la lingerie a vista: il trend d&#8217;autunno</span></a></p>
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<p><img decoding="async" src="https://images.openai.com/static-rsc-4/zYzYnoGl9kF11JRrdpom7JVO1V34AtWZs1KScu0qMcaKMxES6blMaUHHC4EP5FLu1ibUDsIW-eqse0hCHnbs_-P5VaklFnHJE_4TylaFv5tphsLD4yWYvjaogJJ2LM3DzN72RqcLym34nKMbsYX66mjUnpQ9vER3QLRzIlt91no?purpose=inline" alt="Kendall Jenner nella campagna moda autunno inverno 2026" /></p>
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<h2>Kendall Jenner rivoluziona la moda: la lingerie esce allo scoperto</h2>
<p>Chi ha detto che la lingerie debba necessariamente rimanere nascosta? Nell&#8217;autunno 2026, la moda ribalta le regole tradizionali dell&#8217;abbigliamento femminile e trasforma quello che un tempo era considerato un dettaglio intimo in un elemento centrale del guardaroba.</p>
<p>A guidare questa rivoluzione stilistica è Kendall Jenner, protagonista della nuova campagna digitale Intimissimi dedicata alla collezione Ultralight with Cashmere.</p>
<p>Il suo segreto? Un&#8217;eleganza apparentemente spontanea, capace di trasformare capi essenziali in oggetti del desiderio.</p>
<p>La tendenza non consiste semplicemente nel mostrare la biancheria intima. Il vero cambiamento è considerare lingerie e abbigliamento quotidiano parte dello stesso linguaggio estetico.</p>
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<h2>Il top in cashmere che conquista TikTok e Instagram</h2>
<p>Il protagonista assoluto della stagione è il top ultraleggero, morbido, elasticizzato e arricchito da una componente di cashmere.</p>
<p>Dallo scollo a barchetta alla versione con apertura a V e bordo in pizzo, i modelli interpretati dalla supermodella puntano sulla versatilità.</p>
<p>Indossati sotto una giacca sartoriale, abbinati a un cardigan aperto oppure utilizzati come elemento principale di un outfit minimalista, diventano capi capaci di adattarsi a situazioni differenti.</p>
<p>Sui social, le fashion creator hanno rilanciato questo tipo di styling attraverso combinazioni che mescolano sensualità e semplicità.</p>
<p>Il dettaglio vincente è proprio il contrasto tra l&#8217;effetto lingerie e la naturalezza dell&#8217;abbigliamento quotidiano.</p>
<h2>Pizzo e trasparenze: il nuovo lusso è mostrare senza esagerare</h2>
<p>La lingerie a vista non è una novità assoluta. Corsetti, sottovesti e reggiseni indossati come veri capi di abbigliamento hanno attraversato diverse stagioni della moda.</p>
<p>A cambiare, oggi, è soprattutto l&#8217;interpretazione.</p>
<p>L&#8217;estetica diventa più essenziale, meno teatrale. Il pizzo emerge sotto blazer oversize, le spalline sottili accompagnano maglioni morbidi e i tessuti trasparenti si alternano a capi strutturati.</p>
<p>Il risultato è un equilibrio tra femminilità e disinvoltura.</p>
<p>Anche Jenner aveva già mostrato questa direzione stilistica nel marzo 2026, scegliendo una canotta Dior d&#8217;archivio con dettagli lingerie per una cena a Los Angeles.</p>
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<h2>Come indossare la lingerie a vista senza sbagliare</h2>
<p>Il segreto per interpretare il trend è giocare con proporzioni, materiali e sovrapposizioni.</p>
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<p>Blazer e top in pizzo: il contrasto tra sartorialità e sensualità crea un outfit raffinato.</p>
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<p>Jeans a vita alta e canotta lingerie: una combinazione semplice per uno stile contemporaneo.</p>
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<p>Cardigan morbido e reggiseno coordinato: ideale per una sovrapposizione autunnale.</p>
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<p>Gonna midi e top satinato: la scelta più elegante per la sera.</p>
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<p>Pantaloni sartoriali e body: un&#8217;alternativa minimalista dal carattere deciso.</p>
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<p>Per quanto riguarda i colori, nero, avorio, cioccolato e tonalità neutre permettono di creare abbinamenti sofisticati senza appesantire l&#8217;insieme.</p>
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<h2>La lezione di Kendall Jenner: sensualità e libertà di stile</h2>
<p>Il successo della lingerie a vista racconta anche un cambiamento nel modo di concepire il guardaroba femminile.</p>
<p>Le categorie rigide tra abbigliamento intimo, casual ed elegante diventano sempre meno definite. Un capo può cambiare funzione a seconda degli abbinamenti e dell&#8217;occasione.</p>
<p>Kendall Jenner interpreta questa libertà attraverso uno stile riconoscibile, fatto di linee pulite, colori discreti e dettagli studiati.</p>
<p>La vera tendenza dell&#8217;autunno, dunque, non è mostrare il più possibile, ma scegliere consapevolmente cosa valorizzare.</p>
<p>Perché la nuova seduzione della moda non ha bisogno di eccessi: bastano un dettaglio di pizzo, un top leggerissimo e la sicurezza di indossarlo con personalità.</p>
<p>Le fotografie visualizzate sono riferimenti di repertorio di corredo all&#8217;articolo, meramente indicative.</p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/kendall-jenner-rilancia-la-lingerie-a-vista-il-trend-dautunno/">Kendall Jenner rilancia la lingerie a vista: il trend d&#8217;autunno</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
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		<title>Statement o minimal? I gioielli che cambiano davvero un look</title>
		<link>https://metrotoday.it/statement-o-minimal-i-gioielli-che-cambiano-davvero-un-look/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[forzaseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 07:24:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://metrotoday.it/?p=638880</guid>

					<description><![CDATA[<p>Basta un gioiello vistoso per dare carattere a un outfit essenziale? E quando, invece, funziona meglio un dettaglio quasi impercettibile? La risposta dipende meno dall’occasione e più dall’equilibrio del look. Anelli e collane possono spostare l’attenzione, ma sono soprattutto gli orecchini pendenti da donna, vicini al viso e in movimento, a cambiare subito la percezione&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/statement-o-minimal-i-gioielli-che-cambiano-davvero-un-look/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Statement o minimal? I gioielli che cambiano davvero un look</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Basta un gioiello vistoso per dare carattere a un outfit essenziale? E quando, invece, funziona meglio un dettaglio quasi impercettibile? La risposta dipende meno dall’occasione e più dall’equilibrio del look. Anelli e collane possono spostare l’attenzione, ma sono soprattutto gli orecchini pendenti da donna, vicini al viso e in movimento, a cambiare subito la percezione dell’insieme.</p>
<h2>Orecchini pendenti: il punto di partenza del look</h2>
<p>Un paio di <b>orecchini pendenti</b> può fare molto più che aggiungere luce all&#8217;outfit. Ad esempio, su un dolcevita nero o una t-shirt bianca, un design scultoreo diventerà il protagonista e porterà lo sguardo verso il viso. Se la maglia ha una stampa vivace o un colletto elaborato, dei pendenti sottili, semplici ma eleganti, potranno aggiungere movimento e carattere al look senza competere con il capo.</p>
<p>Le attuali tendenze in fatto di orecchini e gioielli ci raccontano che la lunghezza conta quanto il design. I pendenti che si fermano poco sotto il lobo danno un tocco di stile in più al look, mentre quelli più lunghi lo rendono ancora più accattivante. Con i capelli raccolti, la forma allungata degli orecchini emerge interamente e cattura ancor più l&#8217;attenzione.</p>
<p>Allora <strong>statement o minimal</strong>? Un orecchino piccolo ma dalla forma insolita può avere un bell&#8217;impatto così come un pendente lungo e sottilissimo. È l’effetto sul look a stabilire quale gioiello diventa protagonista e quale soluzione è la migliore.</p>
<h2>Anelli: un dettaglio che racconta lo stile</h2>
<p>Anche le mani contribuiscono al <b>linguaggio dell’outfit</b>. Proprio per questo, spesso quello che sta bene insieme agli orecchini ideali è un bell&#8217;anello. Tra gli <a href="https://it.pandora.net/it/anelli/">anelli da donna</a> più apprezzati del momento spuntano di certo gli anelli <b>Pandora,</b> in particolare le collezioni Pandora Talisman e Disney x Pandora. Anche gli anelli a forma di cuore di Pandora vanno per la maggiore: riescono ad aggiungere una nota più romantica a qualunque look.</p>
<p>Durante la scelta è bene ricordare che un solo anello con un design deciso può accompagnare bene una camicia semplice dalle linee pulite. Più anelli sottili, distribuiti su dita diverse, possono invece aggiungere un ritmo diverso al look, pur non diventando eccentrici.</p>
<h2>Il perfetto equilibrio tra collane, orecchini e anelli</h2>
<p>Se gli orecchini a pendente e gli anelli scelti sono importanti, una catenina essenziale può bastare a completare la parte alta dell’outfit. Quando invece si sceglie una collana statement, si possono prediligere degli orecchini più minimal, che lasciano spazio a entrambi. Per quanto riguarda i materiali, non serve che le finiture siano identiche: le tendenze degli ultimi anni spingono infatti a <strong>unire i</strong><strong> gioielli in </strong><strong>Argento Sterling 925 e i dettagli rifiniti in Oro</strong>. Entrambe le finiture possono convivere perfettamente, soprattutto quando forme e volumi mantengono un filo comune.</p>
<h2>Statement o minimal?</h2>
<p>Come scegliere, dunque, tra statement e minimal e tra le finiture da indossare? Non c&#8217;è una regola uguale per tutti e per tutti i look. Bisogna semplicemente fare una prova: indossare tutti i pezzi scelti e toglierne uno alla volta. Se il look perde personalità, rimettete ciò che avete tolto. Se acquista bellezza, allora avete trovato la<strong> </strong><strong>combinazione</strong><strong> giusta</strong>.</p>
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		<title>Lady Amanda Harlech, la musa della moda che ha sfilato per Gucci</title>
		<link>https://metrotoday.it/lady-amanda-harlech-la-musa-della-moda-che-ha-sfilato-per-gucci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[salvatore puzzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 10:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Rumors]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>🌐 Lady Amanda Harlech torna al centro della scena fashion: dopo avere contribuito alla costruzione di Vogue World: Milano 2026, la creativa britannica ha sfilato per Gucci by Demna, confermando un ruolo nella moda che va ben oltre quello di semplice musa. Consulente creativa, editor, stylist e presenza capace di trasformare riferimenti culturali in immagini,&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/lady-amanda-harlech-la-musa-della-moda-che-ha-sfilato-per-gucci/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Lady Amanda Harlech, la musa della moda che ha sfilato per Gucci</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f310.png" alt="🌐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Lady Amanda Harlech</strong> torna al centro della scena fashion: dopo avere contribuito alla costruzione di <strong>Vogue World: Milano 2026</strong>, la creativa britannica ha sfilato per <strong>Gucci by Demna</strong>, confermando un ruolo nella moda che va ben oltre quello di semplice musa. Consulente creativa, editor, stylist e presenza capace di trasformare riferimenti culturali in immagini, Harlech appartiene a quella rara generazione di figure che hanno attraversato decenni di moda senza smettere di reinventarsi.</p>
<p class="isSelectedEnd">C&#8217;è un momento, nella moda, in cui il concetto di <strong>musa</strong> rischia di diventare troppo semplice per raccontare una persona.</p>
<p class="isSelectedEnd">Lady Amanda Harlech appartiene esattamente a questa categoria.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il suo nome è associato a <strong>John Galliano e Karl Lagerfeld</strong>, due personalità che hanno contribuito in modo radicale alla trasformazione della moda contemporanea. Ma ridurre Harlech a una musa significherebbe perdere la parte più interessante della sua storia: quella di una <strong>creativa capace di osservare, interpretare, costruire atmosfere e mettere in relazione abiti, cultura, letteratura e immaginario</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">A settembre 2026, durante la Milano Fashion Week, questa storia è tornata sotto i riflettori con una doppia apparizione particolarmente significativa.</p>
<p class="isSelectedEnd">Prima, il ruolo centrale nella costruzione di <strong>Vogue World: Milano 2026</strong>, l&#8217;evento che il 22 settembre ha trasformato la Galleria Vittorio Emanuele II in un gigantesco palcoscenico dedicato alla moda italiana e all&#8217;artigianalità.</p>
<p class="isSelectedEnd">Poi la passerella di <strong>Gucci</strong>, dove Harlech ha indossato una creazione di Demna per la collezione <em>The Store Show</em>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Due momenti diversi, ma legati dalla stessa idea: la moda come racconto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-634922" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/T_uSysvcBXOisCMhm9LOGYzrSWa757dfXUM9T7D6xcRFFHnOjOzZ54kWCDwCbI6GOs_M4Omrujj0MyqBowXE6V9SiXEr4Rz5wKEV5YypThuLgYhO9IGtSweqzkkyEAOuamgfSLPVkoPv7XybKFVq9y8_x6Bpurx3hP6EHYgUv_jEi7r750GjIYKuokJH7gvO.webp" alt="" width="1365" height="2048" /></p>
<h2>Chi è Lady Amanda Harlech</h2>
<p class="isSelectedEnd">Nata a Londra nel <strong>1959</strong>, Amanda Jane Grieve cresce in un ambiente nel quale cultura, arte e moda diventano presto parte del suo universo personale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Studia <strong>Letteratura inglese a Oxford</strong>, ma il percorso accademico non diventa la sua destinazione finale. Grazie all&#8217;incontro con Sophie Hicks entra nel mondo editoriale come junior fashion editor di <em>Harper&#8217;s &amp; Queen</em>, esperienza che le permette di sviluppare quella sensibilità visiva destinata a diventare uno dei tratti distintivi della sua carriera.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il passaggio decisivo arriva però con <strong>John Galliano</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">È un incontro che cambia la traiettoria professionale di entrambi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Galliano è ancora un giovane designer quando Harlech entra nel suo universo creativo. Lei non si limita a seguirne il lavoro: contribuisce alla costruzione di quell&#8217;immaginario fatto di <strong>teatro, storia, letteratura, romanticismo, eccentricità e trasformazione</strong> che diventerà una delle cifre riconoscibili del designer.</p>
<p class="isSelectedEnd">È proprio in questo periodo che la figura della musa comincia a sovrapporsi a quella della collaboratrice creativa.</p>
<p class="isSelectedEnd">E questa distinzione è fondamentale.</p>
<h2>Da Galliano a Lagerfeld: due modi diversi di essere musa</h2>
<p class="isSelectedEnd">Quando Galliano si sposta verso le grandi maison internazionali, il percorso di Harlech prende una nuova direzione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nel <strong>1996 Karl Lagerfeld la invita a lavorare con Chanel</strong>. Il rapporto professionale proseguirà anche nell&#8217;universo Fendi, diventando uno dei sodalizi più duraturi della sua carriera.</p>
<p class="isSelectedEnd">Lagerfeld individua in lei quello che definisce il suo <strong>“outside eye”</strong>: uno sguardo esterno capace di osservare il processo creativo da una prospettiva diversa.</p>
<p class="isSelectedEnd">È un ruolo quasi opposto rispetto a quello costruito accanto a Galliano.</p>
<p class="isSelectedEnd">Con Galliano, Harlech è immersa nell&#8217;universo creativo e contribuisce alla sua costruzione. Con Lagerfeld diventa anche <strong>osservatrice, interlocutrice e filtro culturale</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il risultato è comunque lo stesso: essere parte di un processo nel quale la moda non nasce soltanto dal disegno di un abito, ma dalla costruzione di un mondo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-634924" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/zY-eKN7l_a6v2dlh1dMRmhXd8v7saxKUiXpQJOFDp5qfIqtYR-S2Kr425QuhYck4QwtJefTFH2yFJjZAL8KsYMnuTHP3GNEjk7lQROYkdqR_NjW1Gztb2n4aMt_l9NT06GiWFCeEDUCM6OVXZ7sIZCcxGZKmSKa630gzxqAF90I.webp" alt="" width="1024" height="1222" /></p>
<h2>Non soltanto una musa: la forza dello sguardo creativo</h2>
<p class="isSelectedEnd">È qui che la definizione di “musa” comincia a stare stretta.</p>
<p class="isSelectedEnd">Harlech ha infatti costruito una carriera fondata sulla capacità di <strong>creare connessioni</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Connessioni tra passato e presente, tra letteratura e moda, tra abito e personaggio, tra memoria e contemporaneità.</p>
<p class="isSelectedEnd">La sua sensibilità per il vintage è una parte importante di questo metodo. Nel corso degli anni ha sviluppato una conoscenza profonda dell&#8217;abbigliamento storico e dei suoi codici, utilizzando capi e riferimenti del passato non come semplici oggetti da conservare, ma come strumenti per costruire nuove narrazioni.</p>
<p class="isSelectedEnd">È una filosofia particolarmente adatta alla moda contemporanea, dove il rapporto con l&#8217;archivio è diventato sempre più centrale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il passato non viene semplicemente citato.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Viene reinterpretato.</strong></p>
<h2>La moda come letteratura visiva</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il background letterario di Harlech aiuta a comprendere anche il suo approccio allo styling.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un abito, nella sua visione, non è soltanto un prodotto.</p>
<p class="isSelectedEnd">È un personaggio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Una silhouette può suggerire un&#8217;epoca, un carattere, una personalità. Un tessuto può evocare un ricordo. Un accessorio può trasformare una figura reale in una presenza narrativa.</p>
<p class="isSelectedEnd">È un modo di lavorare particolarmente evidente nei grandi editoriali di moda e nei progetti spettacolari.</p>
<p class="isSelectedEnd">Non sorprende quindi che Harlech sia stata scelta per contribuire alla costruzione di <strong>Vogue World: Milano 2026</strong>, un evento che ha fatto proprio del rapporto tra artigianato, storia e futuro il proprio tema centrale.</p>
<h2>Vogue World: Milano 2026, il nuovo capitolo</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il 22 settembre la Galleria Vittorio Emanuele II è diventata il teatro della prima edizione milanese di Vogue World.</p>
<p class="isSelectedEnd">Lo spettacolo è stato articolato in <strong>cinque atti</strong>, dedicati rispettivamente alla rivoluzione artigianale, alla rivoluzione industriale, al Made in Italy, all&#8217;era dell&#8217;intelligenza e alla rivoluzione dell&#8217;immaginazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un progetto enorme, nel quale moda, performance, musica e storia italiana sono stati messi in dialogo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Harlech ha guidato il <strong>dipartimento fashion</strong>, lavorando insieme a una squadra creativa internazionale che comprendeva Anna Wintour, Francesca Ragazzi, Juan Costa Paz e Judith Clark.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il suo contributo è diventato particolarmente evidente nell&#8217;ultimo atto dello show.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-634921" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/RugQPNaQItoljH-AaBBryaBHw_ypkcQTq6z0N7p0HpVpxgLFrxcYasiIWIrgzJOODpEGNRSpbbcVxBakphBXCnECk8OhQkSPuOSSRWjB-F9D86pFjvzOl6hqKJ6oYtLfZrViboKabHzmHyV0fCm9Qsh4lJPVgXboWtX3_lNzCknQJRuCP7OjJ68CYAvF7JEI.webp" alt="" width="1600" height="1067" /></p>
<h2>I Memory Dresses e l&#8217;idea di un futuro che guarda al passato</h2>
<p class="isSelectedEnd">Per il finale di Vogue World, le principali maison italiane sono state chiamate a creare abiti speciali.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Valentino, Giorgio Armani, Dolce&amp;Gabbana, Gucci, Fendi, Ferragamo, Bottega Veneta e Prada</strong> hanno realizzato look custom pensati per chiudere lo spettacolo con una riflessione sul rapporto tra memoria e futuro.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il progetto è stato chiamato <strong>Memory Dresses</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;idea, spiegata dalla stessa Harlech, era quella di chiedere ai designer di guardare contemporaneamente avanti e indietro: costruire qualcosa di nuovo partendo dall&#8217;identità e dalla memoria delle rispettive maison.</p>
<p class="isSelectedEnd">È un concetto perfettamente coerente con la sua carriera.</p>
<p class="isSelectedEnd">Harlech lavora infatti proprio sulla zona di confine tra <strong>archivio e invenzione</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il passato non viene trattato come un museo immobile, ma come materiale creativo.</p>
<h2>Gucci by Demna: dalla consulenza alla passerella</h2>
<p class="isSelectedEnd">Ed è proprio dopo questo grande progetto che arriva l&#8217;immagine destinata a catturare l&#8217;attenzione della Milano Fashion Week.</p>
<p class="isSelectedEnd">Lady Amanda Harlech sfila per <strong>Gucci by Demna</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Alla presentazione <em>The Store Show</em>, la creativa britannica appare in passerella con un look Gucci che ne valorizza l&#8217;attitudine personale: <strong>abito bianco, dettaglio a morsetto, tacchi a spillo e maxi occhiali a mascherina</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Non è soltanto una presenza celebrity.</p>
<p class="isSelectedEnd">È quasi una dichiarazione di metodo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Harlech, dopo avere contribuito a costruire il linguaggio visivo di un evento come Vogue World, torna davanti all&#8217;obiettivo e sulla passerella per interpretare direttamente una visione creativa.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il confine tra <strong>stylist, consulente, musa e modella</strong> si dissolve.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ed è probabilmente proprio questa ambiguità a rendere la sua presenza così interessante.</p>
<h2>Perché Demna e Amanda Harlech rappresentano un incontro significativo</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il rapporto tra Harlech e Demna non va necessariamente letto come un nuovo sodalizio paragonabile a quelli storici con Galliano o Lagerfeld.</p>
<p class="isSelectedEnd">È però significativo che una figura con una storia così profondamente legata alla costruzione dell&#8217;immaginario fashion sia stata scelta per entrare nell&#8217;universo Gucci del designer georgiano.</p>
<p class="isSelectedEnd">Demna ha costruito il proprio linguaggio proprio attraverso la capacità di <strong>mescolare codici, riferimenti culturali e quotidianità</strong>, trasformando elementi apparentemente incompatibili in nuove forme di moda.</p>
<p class="isSelectedEnd">Harlech appartiene a una generazione precedente, ma condivide una sensibilità simile verso la contaminazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il suo lavoro non consiste semplicemente nel trovare il vestito giusto.</p>
<p class="isSelectedEnd">Consiste nel capire <strong>che cosa quel vestito può raccontare</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-634923" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/WyQ9gwFjn6nbd-GLJX5rivvllrES6pKc1WcARpp5FZcVb4qzbTjRBIDJjtnUwxxqobLVgkLYitufozP3lldGwkGS1RhjgDU5MtEs8CS_cUbQXcPgVNN_VwVB0cYuLJqpsntxUFNJHyeosaCERYtnkF6h2upKQ0-KJiVPMG2rBNdcfij6BpNTDcxIc5-83P0P.webp" alt="" width="630" height="800" /></p>
<h2>Una carriera costruita sull&#8217;arte della trasformazione</h2>
<p class="isSelectedEnd">La storia di Harlech può essere letta anche come la storia di un cambiamento nel ruolo della figura creativa nella moda.</p>
<p class="isSelectedEnd">Negli anni Ottanta e Novanta il sistema era dominato soprattutto dai grandi designer e dalle grandi riviste.</p>
<p class="isSelectedEnd">Oggi, invece, l&#8217;immagine di una maison nasce dalla collaborazione tra moltissime professionalità: creative director, stylist, casting director, scenografi, fotografi, consulenti, artisti e performer.</p>
<p class="isSelectedEnd">Harlech è una delle figure che hanno contribuito ad anticipare questo modello.</p>
<p class="isSelectedEnd">Non è necessariamente la persona che deve comparire in primo piano.</p>
<p class="isSelectedEnd">È quella che può contribuire a decidere <strong>che cosa il pubblico vedrà quando il sipario si apre</strong>.</p>
<h2>Da Prada a Gucci: quando la musa diventa protagonista</h2>
<p class="isSelectedEnd">C&#8217;è poi un dettaglio della sua biografia che rende ancora più interessante la nuova passerella Gucci.</p>
<p class="isSelectedEnd">Harlech aveva già camminato su una passerella negli anni Novanta.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nel <strong>1993 partecipò a una sfilata Prada</strong>, accanto a modelle come Kate Moss, Christy Turlington e Amber Valletta. La stessa Harlech ha ricordato quell&#8217;esperienza come un momento particolarmente intenso, legato anche all&#8217;atmosfera creativa della moda italiana di quegli anni.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il ritorno in passerella non è quindi una novità assoluta.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ma oggi assume un significato diverso.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nel frattempo Harlech è diventata una delle figure più riconoscibili del sistema creativo internazionale.</p>
<p class="isSelectedEnd">E la sua presenza non viene percepita come quella di una ex modella che torna a sfilare.</p>
<p class="isSelectedEnd">È quella di <strong>una creativa che decide di interpretare direttamente un&#8217;immagine di moda</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-634927" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/QdZayScqTV4ioXcRqVxHjtsS0HJxqp1akghdyqMBnPy1UL4qm8sxnJfmA1LMn3U4Uhx9NXPg-0L6-KT2EoIb_clQ-JEW_kMnGy4Bv7JhZFS70mo1fq3-kbxlQ6RzY35vZLsM6Z6dKYl3k5Qf5DTgoQxWmcRrrT9DNf2JChc4FnSjWzBZCvzmK95VM28YuMHd.webp" alt="" width="1038" height="1500" /></p>
<h2>Lady Amanda Harlech, un&#8217;icona senza bisogno di nostalgia</h2>
<p class="isSelectedEnd">La parte più interessante della sua storia è forse proprio questa.</p>
<p class="isSelectedEnd">Harlech non appartiene soltanto alla memoria della moda degli anni Ottanta e Novanta.</p>
<p class="isSelectedEnd">Continua a essere presente nel suo presente.</p>
<p class="isSelectedEnd">È stata accanto a Galliano, ha lavorato con Lagerfeld, ha attraversato Chanel e Fendi, ha sviluppato un proprio linguaggio attraverso il vintage e la cultura, ha collaborato con Vogue e oggi contribuisce a uno dei più grandi eventi fashion internazionali.</p>
<p class="isSelectedEnd">E poi torna sulla passerella di Gucci.</p>
<p class="isSelectedEnd">Non come celebrazione nostalgica di un&#8217;epoca passata, ma come <strong>figura ancora pienamente attiva nella costruzione dell&#8217;immaginario contemporaneo</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">È questo, forse, il significato più interessante della sua apparizione.</p>
<h2>Il vero lusso è avere uno sguardo</h2>
<p class="isSelectedEnd">In un sistema della moda sempre più veloce, dove le immagini si moltiplicano e le tendenze durano spesso pochissimo, la traiettoria di Amanda Harlech suggerisce un&#8217;altra idea di lusso.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il lusso di avere <strong>uno sguardo riconoscibile</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Non soltanto un guardaroba, non soltanto un archivio, non soltanto una rete di relazioni.</p>
<p class="isSelectedEnd">Uno sguardo capace di riconoscere una storia dentro un tessuto, una personalità dentro una silhouette e una possibilità futura dentro un riferimento del passato.</p>
<p class="isSelectedEnd">È lo stesso principio che ha guidato Vogue World: Milano 2026, dove l&#8217;artigianato italiano è stato raccontato non come qualcosa di statico, ma come un patrimonio capace di alimentare l&#8217;innovazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ed è anche ciò che rende la presenza di Harlech da Gucci particolarmente simbolica.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>La musa è tornata in passerella, ma oggi è molto più di una musa.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">È una figura creativa autonoma, una memoria vivente della moda contemporanea e, soprattutto, una professionista capace di trasformare la conoscenza del passato in un linguaggio ancora attuale.</p>
<p class="isSelectedEnd">A 67 anni, Lady Amanda Harlech dimostra così che nella moda l&#8217;età può essere irrilevante quando ciò che conta davvero è la capacità di <strong>continuare a vedere, interpretare e reinventare</strong>.</p>
<p>E forse è proprio questa la sua forma più sofisticata di modernità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/lady-amanda-harlech-la-musa-della-moda-che-ha-sfilato-per-gucci/">Lady Amanda Harlech, la musa della moda che ha sfilato per Gucci</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
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		<title>Deva Cassel sposa Dior a Milano: Monica Bellucci in prima fila</title>
		<link>https://metrotoday.it/deva-cassel-sposa-dior-a-milano-monica-bellucci-in-prima-fila/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[salvatore puzzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 05:06:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>🌐 :: la scena ha avuto tutta la grazia di un matrimonio, ma non si è trattato di nozze. La figlia di Monica Bellucci e Vincent Cassel è stata protagonista di uno dei momenti più suggestivi di Vogue World: Milano 2026, sfilando in passerella con un abito Dior Haute Couture bianco, etereo e ricamato. In&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/deva-cassel-sposa-dior-a-milano-monica-bellucci-in-prima-fila/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Deva Cassel sposa Dior a Milano: Monica Bellucci in prima fila</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f310.png" alt="🌐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>::</strong> la scena ha avuto tutta la grazia di un matrimonio, ma non si è trattato di nozze. La figlia di Monica Bellucci e Vincent Cassel è stata protagonista di uno dei momenti più suggestivi di <strong>Vogue World: Milano 2026</strong>, sfilando in passerella con un abito Dior Haute Couture bianco, etereo e ricamato. In prima fila, a osservarla, c’era sua madre.</p>
<h2>Deva Cassel in bianco: una sposa che non sta andando all’altare</h2>
<p class="isSelectedEnd">Per qualche istante, l&#8217;immagine poteva sembrare quella di una giovane donna pronta a pronunciare il fatidico sì.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Deva Cassel ha sfilato a Milano in un abito da sposa Dior</strong>, con un lungo strascico bianco, le spalle scoperte e una cascata di dettagli floreali. Ma quella scena non apparteneva a un matrimonio: era uno dei momenti più teatrali di <strong>Vogue World: Milano 2026</strong>, l&#8217;evento che ha unito moda, spettacolo e celebrazione dell&#8217;artigianato italiano.</p>
<p class="isSelectedEnd">La scelta dell&#8217;abito ha però prodotto proprio quell&#8217;effetto cinematografico che la moda cerca quando porta in passerella una creazione couture. E al centro della scena c&#8217;era una ragazza che, negli ultimi anni, ha progressivamente costruito una propria identità nel mondo della moda e dello spettacolo.</p>
<p class="isSelectedEnd">A rendere il momento ancora più significativo è stata la presenza di <strong>Monica Bellucci</strong>, seduta in prima fila. La madre ha assistito alla sfilata della figlia mentre Deva attraversava la passerella con il look Dior, in una sorta di ideale dialogo tra due generazioni di donne legate alla moda, al cinema e alla cultura dell&#8217;immagine.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-635186" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/Qgb17hEYDdntSfn9r0hP2bfibyUw8KsJctBUC6r4eTzDMFHl_funp_Xd06d20sSWbdK71gK-THIuSmwozbMiio1JqXckAtxlabtzETJxpOI9yoPhZvSuepqOvYwC7pfrror_GxqsixgmsftNF32saO-3aEJVhi9-01nIHXkq8fQ.webp" alt="" width="800" height="1199" /></p>
<h2>L&#8217;abito Dior che ha trasformato Deva in una sposa poetica</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il protagonista della scena era l&#8217;abito <strong>“Aurore”</strong>, il look numero 66 della collezione Dior Haute Couture Autunno-Inverno 2026-2027 firmata da <strong>Jonathan Anderson</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">La creazione era stata presentata nella sfilata Haute Couture della maison a Parigi e, a Milano, è tornata in passerella indossata da Deva. Il modello è costruito attorno a una silhouette aderente che segue il corpo per poi aprirsi nello strascico.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il primo elemento a catturare lo sguardo è naturalmente il <strong>bianco assoluto</strong>, ma l&#8217;abito diventa interessante soprattutto osservandolo da vicino.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il tessuto combina infatti <strong>chiffon bianco plissettato a mano e pizzo dégradé</strong>, decorato con motivi botanici. Fiori di cactus e felci emergono dalla superficie, mentre altre felci sono impreziosite da perline e piccoli elementi piumati che ricordano soffioni bianchi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il risultato è volutamente leggero e quasi sospeso.</p>
<p class="isSelectedEnd">Lo strascico accompagna la figura senza trasformarsi in una massa pesante. La trasparenza e la lavorazione tridimensionale creano invece una sensazione di <strong>movimento e fragilità</strong>, quasi come se l&#8217;abito fosse composto da elementi raccolti dalla natura e trasformati in alta moda.</p>
<h2>Spalle scoperte e dettagli botanici: la costruzione del look</h2>
<p class="isSelectedEnd">La parte superiore dell&#8217;abito presenta una linea <strong>off-the-shoulder</strong>, con uno scollo dritto che lascia scoperte spalle e décolleté.</p>
<p class="isSelectedEnd">Piccoli elementi floreali tridimensionali incorniciano la parte alta della silhouette e proseguono lungo il corpetto, creando continuità con le decorazioni botaniche della gonna.</p>
<p class="isSelectedEnd">È proprio il contrasto tra struttura e leggerezza a caratterizzare il look.</p>
<p class="isSelectedEnd">Da una parte c&#8217;è un corpetto costruito, preciso, quasi scultoreo. Dall&#8217;altra il tessuto sembra dissolversi nello strascico, creando un&#8217;immagine più morbida e romantica.</p>
<p class="isSelectedEnd">Deva ha completato la scelta con <strong>capelli scuri lasciati morbidi e ondulati</strong> e un make-up essenziale, evitando di sovraccaricare un abito che aveva già una forte presenza scenica.</p>
<h2>Monica Bellucci in prima fila: il momento più emozionante</h2>
<p class="isSelectedEnd">Se Deva era al centro della passerella, <strong>Monica Bellucci rappresentava lo sguardo dall&#8217;altra parte della scena</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;attrice era presente al Vogue World di Milano e ha assistito alla sfilata della figlia dalla prima fila. Per l&#8217;occasione ha scelto un look total black, con un trench in velluto dalle lavorazioni effetto animalier, una gonna leggera e sandali con zeppa. A completare il look, capelli sciolti, frangia e grandi occhiali da sole neri.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il contrasto era quasi perfetto: <strong>Deva in bianco, Monica in nero</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Due generazioni, due momenti differenti della stessa storia familiare e professionale. Da una parte la figlia che sfila in una delle manifestazioni più importanti della settimana della moda milanese; dall&#8217;altra una madre che osserva dalla platea.</p>
<p class="isSelectedEnd">Non serve aggiungere altro per comprendere perché quella fotografia abbia attirato tanta attenzione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-635185" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/2HWHWco8UvfYwGWbYHuBj268dq7stzVAfe841fVjH-cyjsjBJja1wx3Hc-DjFBt-BTLn7X9EAP1cFL_d4fhI8mmVW0sDevyvA3ENMnnxFnONPxWy77y6mIfaY6JsUmIhfLhXwxsTKnqVG3XTVFWGwiRdC_CcvALjQJwajp2Uctx4vVmIGinCunlF0nCMlRhp.webp" alt="" width="1024" height="1280" /></p>
<h2>Deva Cassel, dalla passerella alla recitazione</h2>
<p class="isSelectedEnd">Quello di Milano non è un episodio isolato nel percorso di Deva.</p>
<p class="isSelectedEnd">La giovane ha debuttato nel mondo della moda nel <strong>2021</strong> e da allora ha lavorato con importanti maison, partecipando a sfilate, campagne e appuntamenti internazionali. Nel 2024 è arrivata anche la copertina di Vogue Italia per il numero dedicato ai 60 anni della rivista, fotografata da Steven Meisel.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ma negli ultimi anni la sua attività si è spostata sempre più anche verso la recitazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Deva è apparsa nel film <strong>La bella estate</strong> e nella serie <strong>Il Gattopardo</strong>, mentre tra i suoi prossimi progetti figura <em>Il fantasma dell&#8217;Opera</em>, nel quale è attesa accanto a Romain Duris e Julien de Saint-Jean.</p>
<p class="isSelectedEnd">La moda, dunque, continua a essere una parte importante del suo percorso, ma non rappresenta necessariamente l&#8217;unico orizzonte professionale.</p>
<h2>Il peso di un cognome importante</h2>
<p class="isSelectedEnd">Essere figlia di <strong>Monica Bellucci e Vincent Cassel</strong> significa inevitabilmente partire da una posizione particolare.</p>
<p class="isSelectedEnd">Deva ha affrontato pubblicamente anche il tema dell&#8217;etichetta di <em>nepo baby</em>, spiegando in un&#8217;intervista citata da Vanity Fair di voler trasformare la propria eredità familiare in una <strong>motivazione</strong>, piuttosto che considerarla un peso. Il suo obiettivo dichiarato è stato quello di costruire una strada personale senza limitarsi a seguire quella dei genitori.</p>
<p class="isSelectedEnd">È una questione che accompagna inevitabilmente la sua esposizione pubblica.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ogni passerella viene osservata anche attraverso il rapporto con la madre. Ogni copertina viene confrontata con l&#8217;immagine di Monica Bellucci. Ogni ruolo cinematografico viene inevitabilmente inserito nella storia di una famiglia che ha già una presenza enorme nel cinema europeo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ma proprio per questo, il percorso di Deva appare oggi sempre più articolato: <strong>modella, attrice e volto di una nuova generazione</strong>, con una presenza che non si limita alla semplice eredità estetica familiare.</p>
<h2>Milano diventa il palcoscenico perfetto</h2>
<p class="isSelectedEnd">La scelta di portare proprio a Milano un&#8217;immagine così fortemente legata all&#8217;idea della sposa ha un valore anche scenografico.</p>
<p class="isSelectedEnd">Vogue World 2026 ha trasformato la città in un grande palcoscenico dedicato alla moda e alle tradizioni artigianali italiane. La presenza di Deva, in un abito Dior nato a Parigi ma attraversato da un immaginario universale, si inseriva perfettamente in questa dimensione internazionale.</p>
<p class="isSelectedEnd">E poi c&#8217;era quella coincidenza visiva quasi perfetta: <strong>una giovane donna vestita di bianco che attraversa la passerella mentre sua madre la guarda dalla prima fila</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Non era un matrimonio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ma la moda, soprattutto quando incontra l&#8217;alta couture, spesso lavora proprio sulla capacità di trasformare pochi minuti in una storia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-635187" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/S2NSP6dXHAYkzORSxMCy9mtj0yOHif3kh29ClatSM9JU-acIUTtKu3DHiWxRIjWZs9c5zi1J8DXieaxrEf4z_-deKdUEvyWfrK8mA5eVhskprgXIJMUXhUoum9wq60m7riFEgave0aQzhiMzcL5EdvKjmdcv2uU37g3UKXs_-8w.webp" alt="" width="1024" height="1538" /></p>
<h2>Non un matrimonio, ma una fotografia destinata a restare</h2>
<p class="isSelectedEnd">La scena di Deva Cassel in abito bianco ha tutte le caratteristiche di un&#8217;immagine destinata a essere ricordata: il lungo strascico, il pizzo, i dettagli botanici, la passerella milanese e, soprattutto, <strong>Monica Bellucci seduta davanti alla figlia</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">È un momento costruito per la moda, ma assume una dimensione familiare proprio grazie a quello sguardo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Deva non stava pronunciando alcun sì e non c&#8217;era nessuna cerimonia nuziale. Stava semplicemente interpretando un abito Dior. Eppure, per la forza dell&#8217;immagine, sembrava di assistere a qualcosa di molto più intimo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Forse è questa la magia dell&#8217;alta moda: <strong>prendere un abito e trasformarlo in un racconto</strong>.</p>
<p>A Milano, per qualche minuto, Deva Cassel è diventata la sposa più osservata della passerella. E Monica Bellucci, dalla prima fila, ha assistito a quella scena con lo sguardo di una madre davanti a una figlia che, passo dopo passo, sta costruendo il proprio percorso.</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Milano Fashion Week 2026, sfilate, assenti ed eventi da non perdere</title>
		<link>https://metrotoday.it/milano-fashion-week-2026-sfilate-assenti-ed-eventi-da-non-perdere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[salvatore puzzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 08:49:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>🌐 Milano Fashion Week 2026 al via dal 22 al 28 settembre con 203 appuntamenti, 61 sfilate, grandi debutti e nomi internazionali. Da Prada a Giorgio Armani, passando per Vogue World, Gucci, Fendi, Moschino e la mostra Dalì e la Moda, Milano torna al centro della scena globale. Attesi circa 141mila visitatori per la Fashion&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/milano-fashion-week-2026-sfilate-assenti-ed-eventi-da-non-perdere/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Milano Fashion Week 2026, sfilate, assenti ed eventi da non perdere</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="flex max-w-full flex-col gap-4 grow">
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<p dir="auto" data-start="71" data-end="499"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f310.png" alt="🌐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="74" data-end="102">Milano Fashion Week 2026</strong> al via dal 22 al 28 settembre con <strong data-start="137" data-end="157">203 appuntamenti</strong>, <strong data-start="159" data-end="173">61 sfilate</strong>, grandi debutti e nomi internazionali. Da <strong data-start="216" data-end="242">Prada a Giorgio Armani</strong>, passando per <strong data-start="257" data-end="272">Vogue World</strong>, Gucci, Fendi, Moschino e la mostra <strong data-start="309" data-end="327">Dalì e la Moda</strong>, Milano torna al centro della scena globale. Attesi <strong data-start="380" data-end="408">circa 141mila visitatori</strong> per la Fashion Week e quasi mezzo milione complessivamente in città nel mese di settembre.</p>
<h2 dir="auto" data-start="543" data-end="595">Milano Fashion Week 2026, un calendario da record</h2>
<p dir="auto" data-start="597" data-end="1068">Milano torna a essere per una settimana una delle capitali mondiali della moda. Da <strong data-start="680" data-end="716">martedì 22 a lunedì 28 settembre</strong>, il capoluogo lombardo ospita la Fashion Week dedicata alle collezioni <strong data-start="788" data-end="819">donna primavera-estate 2027</strong>, con un programma particolarmente fitto: <strong data-start="861" data-end="893">203 appuntamenti complessivi</strong>, tra sfilate, presentazioni ed eventi. Il calendario comprende 61 sfilate, di cui 54 fisiche e 7 digitali, 88 presentazioni e 54 eventi.</p>
<p dir="auto" data-start="1070" data-end="1286">Ma i numeri raccontano soltanto una parte della storia. Perché questa edizione arriva in una fase di importanti cambiamenti per molte maison, tra <strong data-start="1216" data-end="1285">nuovi direttori creativi, debutti, addii e passaggi generazionali</strong>.</p>
<p dir="auto" data-start="1288" data-end="1541">A inaugurare il calendario delle passerelle è <strong data-start="1334" data-end="1343">Prada</strong>, mentre sarà Giorgio Armani a chiudere la parte principale degli show domenica 27 settembre. Il 28 resterà invece dedicato ad altri appuntamenti in calendario.</p>
<p dir="auto" data-start="1543" data-end="1656">Il risultato è una settimana nella quale la moda si intreccia sempre più con arte, cultura, spettacolo e turismo.</p>
<p dir="auto" data-start="1543" data-end="1656"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-634507" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/K7Rd6wBiLcDhgahnnLZKfhjoblsbFZPW6jnOMEqbdUymezmmwAGU7CweRYQ_0mmT7Du8bVpHYC2YfKJyKKjlsX4CgHszjqmTeYwmqyEeaDC7PFelE8CBtVUWZGVcw98T6VbiTtA-2gawaZ0uNuvTi9Tqp3_9tFhD0-pn7ZSTKZI.webp" alt="" width="774" height="516" /></p>
<h2 dir="auto" data-start="1658" data-end="1713">Vogue World Milano 2026 apre la settimana della moda</h2>
<p dir="auto" data-start="1715" data-end="1840">Il primo grande appuntamento è <strong data-start="1746" data-end="1769">Vogue World: Milano</strong>, in programma il 22 settembre nella <strong data-start="1806" data-end="1839">Galleria Vittorio Emanuele II</strong>.</p>
<p dir="auto" data-start="1842" data-end="2203">Per la prima volta l&#8217;evento globale di Vogue arriva in Italia e sceglie Milano come palcoscenico per raccontare il rapporto tra creatività, artigianato e innovazione tecnologica. Il tema scelto è <strong data-start="2038" data-end="2084">“The Human Touch in the Age of Technology”</strong>, un omaggio al valore del lavoro umano nell&#8217;epoca dell&#8217;intelligenza artificiale.</p>
<p dir="auto" data-start="2205" data-end="2462">La scelta della Galleria non è casuale. Il monumento simbolo del centro di Milano diventerà una passerella spettacolare, trasformando per una sera uno dei luoghi più conosciuti della città in un punto d&#8217;incontro tra <strong data-start="2421" data-end="2461">moda italiana, performance e cultura</strong>.</p>
<p dir="auto" data-start="2464" data-end="2737">L&#8217;evento è riservato a circa 500 ospiti, ma il progetto ha anche una ricaduta sulla città: l&#8217;iniziativa prevede infatti un contributo di <strong data-start="2601" data-end="2698">2 milioni di euro destinato alla riqualificazione della biblioteca comunale di Quarto Oggiaro</strong>.</p>
<h2 dir="auto" data-start="2739" data-end="2795">Prada, Gucci, Fendi e Moschino: le sfilate più attese</h2>
<p dir="auto" data-start="2797" data-end="2938">Tra i grandi nomi del calendario non mancano i marchi che da decenni contribuiscono a definire l&#8217;identità internazionale della moda milanese.</p>
<p dir="auto" data-start="2940" data-end="3317"><strong data-start="2940" data-end="2949">Prada</strong> apre ufficialmente la giornata inaugurale con la nuova collezione primavera-estate 2027 firmata da Miuccia Prada e Raf Simons. Nello stesso giorno arriva anche un appuntamento particolarmente atteso: l&#8217;ultima sfilata di <strong data-start="3170" data-end="3198">Glenn Martens per Diesel</strong>, prima della conclusione della sua esperienza alla direzione creativa del brand.</p>
<p dir="auto" data-start="3319" data-end="3542">Il 23 settembre riflettori puntati su <strong data-start="3357" data-end="3366">Fendi</strong>, alla seconda collezione prêt-à-porter firmata da Maria Grazia Chiuri. Nella stessa giornata sfileranno anche Jil Sander, Antonio Marras, Missoni, MM6 Maison Margiela ed Etro.</p>
<p dir="auto" data-start="3544" data-end="3707">Il 25 settembre sarà invece la giornata di <strong data-start="3587" data-end="3596">Gucci</strong>, seguita da Moschino. Proprio quest&#8217;ultima maison rappresenta uno dei principali appuntamenti della settimana.</p>
<p dir="auto" data-start="3544" data-end="3707"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-634511" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/Ono_bpL1FcqAw-U6Y93dZZ2_tRYS7F8vyt2BOjZiXel57M1e11NhN0M-UFyDnbHHfKn3myX6vHnEwnS-wwM8nzCqOegUTpNWBDDm8H0eig7qLRbr-csleeDLN_YgsbQjULerH7SZ2GEbmBPsdCV6PhIO8cf6gCrICB8Q5eeYlpQ.webp" alt="" width="1218" height="762" /></p>
<h3 dir="auto" data-start="3709" data-end="3765">Moschino, il debutto di Loris Messina e Simone Rizzo</h3>
<p dir="auto" data-start="3767" data-end="3860">La nuova era di <strong data-start="3783" data-end="3795">Moschino</strong> entrerà ufficialmente nel vivo con Loris Messina e Simone Rizzo.</p>
<p dir="auto" data-start="3862" data-end="4039">I due designer, fondatori di Sunnei, presenteranno la loro <strong data-start="3921" data-end="3955">prima collezione per la maison</strong>, segnando un cambio di direzione particolarmente osservato dagli addetti ai lavori.</p>
<p dir="auto" data-start="4041" data-end="4328">La novità non riguarda soltanto il nome dei direttori creativi. La collezione sarà infatti <strong data-start="4132" data-end="4141">co-ed</strong>, riunendo uomo e donna nello stesso racconto creativo. È uno dei debutti destinati a caratterizzare maggiormente questa edizione della Fashion Week.</p>
<h2 dir="auto" data-start="4330" data-end="4392">Emporio Armani non sfila: la nuova fase dopo Giorgio Armani</h2>
<p dir="auto" data-start="4394" data-end="4541">Tra gli appuntamenti più osservati c&#8217;è anche quello legato ad <strong data-start="4456" data-end="4474">Emporio Armani</strong>, che quest&#8217;anno non sarà protagonista di una tradizionale sfilata.</p>
<p dir="auto" data-start="4543" data-end="4663">La collezione primavera-estate 2027 sarà presentata il 24 settembre all&#8217;<strong data-start="4615" data-end="4632">Armani/Teatro</strong>, attraverso una presentazione.</p>
<p dir="auto" data-start="4665" data-end="4963">La scelta arriva in un momento di transizione per il marchio, dopo la nomina di <strong data-start="4745" data-end="4761">Dario Vitale</strong> alla direzione creativa di Emporio Armani e degli accessori. La collezione presentata sarà quella firmata da <strong data-start="4871" data-end="4889">Silvana Armani</strong>, prima del nuovo capitolo creativo.</p>
<p dir="auto" data-start="4965" data-end="5179">Il cambio di formula rende l&#8217;appuntamento particolarmente significativo: più che una semplice assenza dal calendario delle sfilate, è uno dei segnali della trasformazione in corso all&#8217;interno della galassia Armani.</p>
<h2 dir="auto" data-start="5181" data-end="5225">Chi non c&#8217;è alla Milano Fashion Week 2026</h2>
<p dir="auto" data-start="5227" data-end="5294">Anche le assenze raccontano l&#8217;evoluzione della moda internazionale.</p>
<p dir="auto" data-start="5296" data-end="5639">Tra i nomi che non compaiono nel calendario delle passerelle spicca <strong data-start="5364" data-end="5375">Versace</strong>, recentemente entrata in una nuova fase creativa con la nomina di <strong data-start="5442" data-end="5459">Pieter Mulier</strong> alla direzione artistica. La maison non sarà quindi tra i protagonisti della settimana milanese dedicata al womenswear primavera-estate 2027.</p>
<p dir="auto" data-start="5641" data-end="5818">L&#8217;assenza di Versace si inserisce in un panorama nel quale le maison stanno ridisegnando calendari e strategie, alternando show tradizionali, presentazioni e formule più ibride.</p>
<p dir="auto" data-start="5820" data-end="6088">Non significa però una Milano più povera di grandi nomi. Il programma resta infatti affollato di maison storiche e brand emergenti, con <strong data-start="5956" data-end="6055">Gucci, Fendi, Prada, Bottega Veneta, Dolce&amp;Gabbana, Ferragamo, Max Mara, Marni e Giorgio Armani</strong> tra gli appuntamenti più attesi.</p>
<p dir="auto" data-start="5820" data-end="6088"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-634508" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/KJpDgcWV769qgeqfzj62xDUQqEhc__MQhBTPXXTxVMqM-eAb9k78H-CKsI7OXDwD9SR5CELGwWGEsi8e_v9zUxS5yAFKyD1l19C2FYT4HyQmx24GsqDzdVuiGbGy88_VAFFWgVFs_-cPK5zlrDVKX4f1EDPK-tSn2_gesFFksmc.webp" alt="" width="1290" height="860" /></p>
<h2 dir="auto" data-start="6090" data-end="6147">Dalì e la Moda, quando l&#8217;arte incontra la Fashion Week</h2>
<p dir="auto" data-start="6149" data-end="6192">La moda non sarà soltanto sulle passerelle.</p>
<p dir="auto" data-start="6194" data-end="6388">Dal <strong data-start="6198" data-end="6214">24 settembre</strong>, Palazzo Reale ospiterà <strong data-start="6239" data-end="6259">“Dalì e la Moda”</strong>, una grande mostra dedicata al rapporto tra Salvador Dalí e il mondo dell&#8217;abbigliamento, del costume e dell&#8217;immaginario fashion.</p>
<p dir="auto" data-start="6390" data-end="6597">L&#8217;esposizione resterà aperta fino al <strong data-start="6427" data-end="6446">31 gennaio 2027</strong> e riunirà oltre <strong data-start="6463" data-end="6488">200 opere e documenti</strong>, tra dipinti, disegni, fotografie, abiti, gioielli, oggetti e filmati.</p>
<p dir="auto" data-start="6599" data-end="6924">È un progetto che si inserisce perfettamente nel clima della Fashion Week perché racconta un rapporto molto profondo: Dalí non si limitò a osservare la moda, ma collaborò con stilisti, fotografi e maison, contribuendo a trasformare elementi come <strong data-start="6845" data-end="6881">scarpe, guanti, gioielli e abiti</strong> in strumenti dell&#8217;immaginario surrealista.</p>
<p dir="auto" data-start="6926" data-end="7078">L&#8217;inaugurazione della mostra sarà accompagnata, il 23 settembre, dal gala dinner di apertura della Fashion Week.</p>
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<h2 dir="auto" data-start="7124" data-end="7177">Milano Fashion Week 2026, quanto vale per la città</h2>
<p dir="auto" data-start="7179" data-end="7286">Dietro le passerelle c&#8217;è un impatto economico che coinvolge hotel, ristoranti, negozi, trasporti e servizi.</p>
<p dir="auto" data-start="7288" data-end="7642">Secondo le stime del Centro Studi di Confcommercio Milano, la Fashion Week dovrebbe portare in città <strong data-start="7389" data-end="7417">circa 140.900 visitatori</strong>, con una componente internazionale in crescita. L&#8217;indotto della spesa turistica è stimato in <strong data-start="7511" data-end="7536">219,5 milioni di euro</strong>, distribuiti tra shopping, ricettività, ristorazione e trasporti.</p>
<p dir="auto" data-start="7644" data-end="7830">Le previsioni indicano inoltre un aumento del <strong data-start="7690" data-end="7722">22% dei visitatori stranieri</strong> rispetto alla precedente edizione di settembre, mentre è stimato in calo il numero dei visitatori italiani.</p>
<p dir="auto" data-start="7832" data-end="8077">È un dato che conferma quanto la Fashion Week sia ormai molto più di una sequenza di sfilate riservate agli addetti ai lavori. Per Milano rappresenta un appuntamento internazionale capace di influenzare turismo, commercio e immagine della città.</p>
<h2 dir="auto" data-start="8079" data-end="8128">Le nuove generazioni conquistano il calendario</h2>
<p dir="auto" data-start="8130" data-end="8230">Accanto alle grandi maison, questa edizione presta particolare attenzione ai <strong data-start="8207" data-end="8229">designer emergenti</strong>.</p>
<p dir="auto" data-start="8232" data-end="8396">Il <strong data-start="8235" data-end="8255">CNMI Fashion Hub</strong> a Palazzo Morando sarà uno dei punti di riferimento per la creatività più giovane, con presentazioni e iniziative dedicate ai nuovi talenti.</p>
<p dir="auto" data-start="8398" data-end="8686">Nel calendario compaiono inoltre due nomi portoghesi, <strong data-start="8452" data-end="8488">Marques&#8217; Almeida e Miguel Vieira</strong>, che entrano nel programma milanese, mentre domenica 27 settembre torna anche <strong data-start="8567" data-end="8591">Milano Moda Graduate</strong>, dedicata agli studenti delle scuole di moda italiane.</p>
<p dir="auto" data-start="8688" data-end="8894">È un aspetto importante perché la Fashion Week non racconta soltanto il presente delle grandi maison: rappresenta anche uno spazio nel quale si cerca di intercettare <strong data-start="8854" data-end="8893">i protagonisti della moda di domani</strong>.</p>
<p dir="auto" data-start="8688" data-end="8894"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-634514" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/G9XoRiXy-yo7pQ_otinlw1BIJ9NxDhDJuvQW7NOK3XdtyHSZ3VxDzjZvLIFaTN_5o5FZAO-9TdAcMaP1NCKuDXss7URuZq22s8Okp5lUAIK6Rrf2-wPb7WOcZb-N-v6_mM9Qk-0dKsBpGEYXDKtn7EFfjLpRHYmGqFyk8x-X6IRi3jcRWZX-daKesYKqw0gr.webp" alt="" width="440" height="293" /></p>
<h2 dir="auto" data-start="8896" data-end="8936">Gli appuntamenti da segnare in agenda</h2>
<p dir="auto" data-start="8938" data-end="9044">Per chi vuole seguire la Fashion Week anche oltre le passerelle, il calendario offre diversi appuntamenti.</p>
<p dir="auto" data-start="9046" data-end="9300">Tra il <strong data-start="9053" data-end="9077">24 e il 26 settembre</strong> arriva il Vogue Café Milano a Palazzo Giureconsulti, mentre il 25 e 26 settembre la Cineteca Arlecchino ospita <strong data-start="9189" data-end="9201">Cinemoda</strong>, rassegna dedicata al rapporto tra cinema, moda e costume.</p>
<p dir="auto" data-start="9302" data-end="9475">Il programma culturale prosegue con le mostre e con gli appuntamenti dedicati ai nuovi designer, trasformando il centro di Milano in una sorta di grande laboratorio diffuso.</p>
<p dir="auto" data-start="9477" data-end="9636">La Fashion Week, insomma, non vive soltanto negli spazi delle maison: <strong data-start="9547" data-end="9566">invade la città</strong>, dai palazzi storici alle gallerie, dai musei alle strade del centro.</p>
<h2 dir="auto" data-start="9682" data-end="9744">Milano capitale della moda tra grandi ritorni e nuovi inizi</h2>
<p dir="auto" data-start="9746" data-end="9831">La settimana appena iniziata fotografa una Milano della moda in piena trasformazione.</p>
<p dir="auto" data-start="9833" data-end="10107">Da una parte ci sono <strong data-start="9854" data-end="9917">Prada, Gucci, Fendi, Dolce&amp;Gabbana, Bottega Veneta e Armani</strong>, nomi che continuano a rappresentare il peso internazionale del Made in Italy. Dall&#8217;altra emergono nuovi direttori creativi, giovani brand e formule differenti per presentare le collezioni.</p>
<p dir="auto" data-start="10109" data-end="10401">Il calendario record con <strong data-start="10134" data-end="10154">203 appuntamenti</strong> rende evidente la dimensione raggiunta dalla manifestazione, mentre l&#8217;arrivo di Vogue World aggiunge un evento globale capace di portare Milano al centro dell&#8217;attenzione internazionale già dal primo giorno.</p>
<p dir="auto" data-start="10403" data-end="10534">E poi c&#8217;è il dialogo con l&#8217;arte, rappresentato dalla mostra su Dalí, che amplia il racconto oltre il semplice concetto di tendenza.</p>
<p dir="auto" data-start="10536" data-end="10894" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Per sette giorni, Milano diventa quindi un grande palcoscenico nel quale <strong data-start="10609" data-end="10670">moda, artigianato, creatività, spettacolo, arte e turismo</strong> si incontrano. E mentre le maison presentano le collezioni che definiranno la primavera-estate 2027, la città si prepara a trasformare ancora una volta la Fashion Week in uno dei suoi principali appuntamenti internazionali.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/milano-fashion-week-2026-sfilate-assenti-ed-eventi-da-non-perdere/">Milano Fashion Week 2026, sfilate, assenti ed eventi da non perdere</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
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		<item>
		<title>Donatella Versace torna alla moda: il nuovo brand con Revolve</title>
		<link>https://metrotoday.it/donatella-versace-torna-alla-moda-il-nuovo-brand-con-revolve/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[salvatore puzzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 19:25:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>🌐 Donatella Versace torna alla direzione creativa con un nuovo progetto indipendente dedicato a moda e beauty, realizzato insieme a Revolve. Il nome del brand è ancora segreto e i primi prodotti arriveranno nel 2027: ecco cosa sappiamo sulla nuova era annunciata dalla stilista. Donatella Versace, una nuova era dopo l&#8217;addio alla Medusa La pausa&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/donatella-versace-torna-alla-moda-il-nuovo-brand-con-revolve/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Donatella Versace torna alla moda: il nuovo brand con Revolve</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f310.png" alt="🌐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Donatella Versace torna alla direzione creativa</strong> con un nuovo progetto indipendente dedicato a <strong>moda e beauty</strong>, realizzato insieme a <strong>Revolve</strong>. Il nome del brand è ancora segreto e i primi prodotti arriveranno nel <strong>2027</strong>: ecco cosa sappiamo sulla nuova era annunciata dalla stilista.</p>
<h2>Donatella Versace, una nuova era dopo l&#8217;addio alla Medusa</h2>
<p class="isSelectedEnd">La pausa è durata poco più di un anno. Ora <strong>Donatella Versace torna protagonista della moda</strong> con un progetto che, almeno nelle intenzioni, rappresenta una cesura netta rispetto al passato. L&#8217;annuncio è arrivato il 21 settembre 2026, alla vigilia della Milano Fashion Week, attraverso i social della stilista e di Revolve.</p>
<p class="isSelectedEnd">La nuova iniziativa nasce da una <strong>joint venture tra Donatella e il gruppo americano Revolve</strong>, realtà fortemente legata all&#8217;e-commerce, alla comunicazione digitale e alle nuove generazioni. Non si tratta di un semplice incarico creativo o di una capsule collection: il progetto prevede la costruzione di <strong>un brand indipendente</strong>, pensato per unire moda e bellezza e svilupparsi nel lungo periodo.</p>
<p class="isSelectedEnd">È proprio questo il punto che rende l&#8217;annuncio particolarmente significativo. Dopo quasi trent&#8217;anni trascorsi alla guida creativa della maison fondata dal fratello Gianni, Donatella riparte da un foglio bianco, con <strong>un nome ancora da svelare e una nuova identità da costruire</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-634488" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/dv4.webp" alt="" width="350" height="196" /></p>
<h2>Il nome resta top secret: tutto sarà svelato nel 2027</h2>
<p class="isSelectedEnd">Per ora, il mistero è parte integrante dell&#8217;operazione. <strong>Il nuovo marchio non ha ancora un nome pubblico</strong> e non sono stati presentati i prodotti che ne definiranno l&#8217;identità.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le prime proposte sono attese nel <strong>2027</strong>, quando dovrebbe arrivare anche la rivelazione ufficiale del nome. Il progetto partirà da <strong>moda e beauty</strong>, ma l&#8217;ambizione dichiarata va oltre il tradizionale concetto di maison: l&#8217;idea è costruire un universo capace di intrecciare stile, cultura, contenuti, intrattenimento e nuove modalità di acquisto e condivisione.</p>
<p class="isSelectedEnd">È una strategia che riflette anche il modo in cui è cambiato il rapporto tra pubblico e moda. Il consumatore non è più soltanto spettatore di una sfilata: scopre un prodotto sui social, segue il processo creativo, interagisce con il brand e spesso contribuisce a costruirne la reputazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">In questo scenario, <strong>Donatella Versace mette la propria esperienza creativa al servizio di un modello più digitale e contemporaneo</strong>.</p>
<h2>Donatella Versace e Revolve, l&#8217;alleanza per parlare ai giovani</h2>
<p class="isSelectedEnd">La scelta di Revolve non è casuale. Il gruppo californiano ha costruito una parte importante della propria identità sul rapporto con le generazioni più giovani, attraverso piattaforme digitali, moda, influencer, celebrity e collaborazioni con personalità capaci di generare attenzione culturale.</p>
<p class="isSelectedEnd">La partnership punta proprio su questa combinazione: da una parte <strong>l&#8217;esperienza creativa e l&#8217;immaginario di Donatella Versace</strong>, dall&#8217;altra tecnologia, infrastrutture commerciali e distribuzione internazionale di Revolve.</p>
<p class="isSelectedEnd">La stilista ha spiegato di voler parlare alle nuove generazioni in modo nuovo e personale, prendendo ispirazione non soltanto dalla moda ma anche da <strong>musica, cinema e arte</strong>. Un approccio che appare coerente con la sua storia: nel corso della carriera Donatella ha costruito un rapporto particolarmente stretto con la cultura pop e con alcune delle più importanti protagoniste dello spettacolo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il nuovo progetto dovrebbe inoltre avere una vocazione internazionale fin dall&#8217;inizio. Le aree indicate per il lancio comprendono <strong>Stati Uniti, America Latina, Asia-Pacifico e Medio Oriente</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-634486" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/dv2.webp" alt="" width="494" height="619" /></p>
<h2>Dalla maison Versace a un progetto tutto suo</h2>
<p class="isSelectedEnd">Per capire la portata della notizia bisogna tornare a <strong>marzo 2025</strong>, quando Donatella lasciò il ruolo di chief creative officer di Versace dopo quasi tre decenni. La maison annunciò allora la nomina di Dario Vitale alla direzione creativa, mentre Donatella assunse il ruolo di <strong>chief brand ambassador</strong>, mantenendo un legame ufficiale con il marchio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Quella decisione aveva segnato una svolta storica. Dal 1997, dopo la morte di Gianni Versace, era stata Donatella a raccogliere l&#8217;eredità creativa del fratello e a portare avanti il linguaggio della Medusa attraverso generazioni diverse.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il nuovo progetto segue quindi una strada differente. <strong>Non è un ritorno alla guida creativa di Versace</strong>, ma la nascita di qualcosa che porta direttamente la sua visione personale.</p>
<p class="isSelectedEnd">La differenza è sostanziale: questa volta non si tratta di reinterpretare un archivio costruito nel tempo, bensì di decidere da zero <strong>nome, prodotti, linguaggio e pubblico</strong>.</p>
<h2>Una firma che continua a parlare alla cultura pop</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il peso del nuovo progetto non dipenderà soltanto dai prodotti che arriveranno nel 2027. Donatella entra infatti in questa nuova fase con un patrimonio di riconoscibilità costruito in decenni di moda e cultura pop.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il suo nome è rimasto centrale anche dopo l&#8217;uscita dalla direzione creativa. Nel 2026 ha continuato a comparire in importanti appuntamenti internazionali e a essere associata a look e momenti mediatici legati al mondo della moda. La sua capacità di dialogare con celebrità e nuove generazioni rappresenta uno degli elementi su cui Revolve punta per il nuovo progetto.</p>
<p class="isSelectedEnd">Anche la presenza digitale ha un ruolo importante. L&#8217;account Instagram di Donatella continua a essere uno strumento diretto di comunicazione con il pubblico e l&#8217;annuncio della nuova avventura è arrivato proprio attraverso i social, con un messaggio costruito attorno al concetto di <strong>“new era”</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">La modalità dell&#8217;annuncio racconta già qualcosa del progetto: prima ancora di mostrare un abito, un profumo o un prodotto beauty, Donatella sta presentando <strong>un&#8217;idea di identità</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-634487" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/dv3.webp" alt="" width="335" height="597" /></p>
<h2>Moda e beauty, ma non solo</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il beauty potrebbe rappresentare uno dei territori più interessanti della nuova operazione. Il confine tra moda, cosmetica, intrattenimento e contenuti digitali è diventato sempre più sottile e la collaborazione con Revolve sembra progettata proprio per muoversi in questo spazio.</p>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;obiettivo dichiarato è creare una piattaforma capace di accompagnare il pubblico non soltanto nel momento dell&#8217;acquisto, ma anche nella scoperta di <strong>stile, cultura e nuovi linguaggi</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per Donatella significa poter lavorare senza essere vincolata alla necessità di reinterpretare continuamente i codici di una maison storica. Per Revolve significa invece associare alla propria infrastruttura digitale una delle firme più riconoscibili della moda internazionale.</p>
<p class="isSelectedEnd">È una combinazione che punta sulla forza di due patrimoni differenti: <strong>la creatività e l&#8217;identità personale da una parte, la tecnologia e la distribuzione dall&#8217;altra</strong>.</p>
<h2>Cosa aspettarsi dal 2027</h2>
<p class="isSelectedEnd">La parte più interessante della storia, però, deve ancora essere scritta. Al momento mancano il <strong>nome del brand, le collezioni, i prezzi, i primi prodotti e il calendario dettagliato del debutto</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le informazioni disponibili indicano il 2027 come anno chiave per la presentazione dei primi prodotti e per la rivelazione dell&#8217;identità completa del marchio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Resta inoltre da capire quanto il progetto sarà vicino all&#8217;universo personale di Donatella e quanto invece svilupperà un linguaggio autonomo. È una delle questioni che accompagneranno l&#8217;attesa nei prossimi mesi: <strong>quanto della Donatella che il pubblico conosce emergerà nel nuovo brand e quanto spazio verrà lasciato alla sorpresa?</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Per ora, la stilista ha scelto di non anticipare quasi nulla. Il mistero sul nome e sui prodotti diventa così parte della strategia di lancio.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-634485" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/dv1.webp" alt="" width="494" height="619" /></p>
<h2>La nuova sfida di Donatella Versace</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il ritorno di Donatella Versace arriva dunque in un momento di forte trasformazione per il sistema moda. Le grandi maison stanno attraversando continui cambiamenti ai vertici creativi, mentre nuove piattaforme cercano di costruire rapporti sempre più diretti con il pubblico.</p>
<p class="isSelectedEnd">In questo scenario, <strong>Donatella sceglie di non limitarsi a essere il volto di un&#8217;eredità</strong>. Dopo aver rappresentato per decenni uno dei nomi più potenti della moda italiana, torna a progettare un&#8217;identità nuova.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il primo capitolo sarà scritto nel 2027. Prima arriveranno il nome, i prodotti e i primi segnali dello stile. Solo allora sarà possibile capire quale direzione avrà davvero preso questa nuova era.</p>
<p>Per ora resta una certezza: <strong>Donatella Versace è tornata a fare moda, ma questa volta il progetto parte da lei e da una pagina completamente nuova</strong>.</p>
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		<title>Unghie milky a Venezia 83: la manicure che conquista le star</title>
		<link>https://metrotoday.it/unghie-milky-a-venezia-83-la-manicure-che-conquista-le-star/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[salvatore puzzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 11:16:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>🌐 Unghie milky protagoniste a Venezia 83: la manicure lattiginosa torna sotto i riflettori e conquista il red carpet con sfumature bianco latte, rosa trasparente e finish glossy. Un trend minimal che valorizza le mani, dona un effetto otticamente più giovane e interpreta alla perfezione l’estetica clean del 2026. A Venezia 83 il dettaglio beauty&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/unghie-milky-a-venezia-83-la-manicure-che-conquista-le-star/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Unghie milky a Venezia 83: la manicure che conquista le star</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="64" data-end="383"><strong data-start="64" data-end="383"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f310.png" alt="🌐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Unghie milky protagoniste a Venezia 83: la manicure lattiginosa torna sotto i riflettori e conquista il red carpet con sfumature bianco latte, rosa trasparente e finish glossy. Un trend minimal che valorizza le mani, dona un effetto otticamente più giovane e interpreta alla perfezione l’estetica clean del 2026.</strong></p>
<p data-start="385" data-end="763">A Venezia 83 il dettaglio beauty da osservare non è soltanto il trucco, il colore del rossetto o l’acconciatura. <strong data-start="498" data-end="571">Sono le mani a raccontare una delle tendenze più forti della stagione</strong>. Tra red carpet, photocall e arrivi al Lido, la manicure si fa discreta, luminosa, quasi impalpabile: sono le <strong data-start="682" data-end="698">unghie milky</strong>, nelle loro diverse interpretazioni, a conquistare l&#8217;attenzione.</p>
<p data-start="765" data-end="1140">Il principio è semplice, ma proprio per questo estremamente efficace. Una base lattiginosa, bianca o rosata, leggermente trasparente, lascia intravedere l&#8217;unghia naturale e la riveste con un velo di colore. Il risultato è una manicure <strong data-start="1000" data-end="1051">pulita, sofisticata e incredibilmente versatile</strong>, capace di accompagnare tanto un abito da sera importante quanto un look più essenziale.</p>
<p data-start="1142" data-end="1581">A Venezia il trend ha trovato il suo palcoscenico ideale. Le ultime apparizioni delle star confermano infatti che il minimalismo non è affatto tramontato: si è semplicemente evoluto verso una bellezza più curata, luminosa e naturale. Tra le protagoniste c&#8217;è <strong data-start="1400" data-end="1417">Penélope Cruz</strong>, che al festival ha scelto una versione più calda e rosata della milky manicure, con forma a mandorla e lunghezza importante.</p>
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<h2 data-section-id="189aoi5" data-start="1625" data-end="1683">Unghie milky, perché sono il trend beauty di Venezia 83</h2>
<p data-start="1685" data-end="1785">La forza delle <strong data-start="1700" data-end="1715">milky nails</strong> sta nella loro capacità di sembrare naturali senza essere trascurate.</p>
<p data-start="1787" data-end="1991">Non sono semplicemente un&#8217;unghia bianca. Il bianco tradizionale è spesso pieno, coprente e molto evidente. La versione milky, invece, gioca sulla <strong data-start="1933" data-end="1948">trasparenza</strong>, sulla luce e sulla profondità del colore.</p>
<p data-start="1993" data-end="2174">Il pigmento viene generalmente modulato fino a ottenere un effetto simile a quello del latte: morbido, uniforme, leggermente opaco oppure luminoso a seconda del top coat utilizzato.</p>
<p data-start="2176" data-end="2413">Nel 2026 questa estetica continua a dialogare con la cosiddetta <strong data-start="2240" data-end="2256">clean beauty</strong>, un universo nel quale pelle luminosa, capelli ordinati e manicure impeccabile costruiscono un&#8217;immagine sofisticata senza apparire eccessivamente costruita.</p>
<p data-start="2415" data-end="2556">Le unghie milky si inseriscono perfettamente in questa filosofia. Il loro messaggio estetico è chiaro: <strong data-start="2518" data-end="2555">cura, semplicità e lusso discreto</strong>.</p>
<p data-start="2558" data-end="2851">Non sorprende quindi che siano diventate una delle scelte più interessanti anche sul red carpet veneziano. La tendenza delle tonalità lattiginose e delle finiture pulite è indicata come una delle più forti del 2026 anche dai professionisti della manicure.</p>
<h2 data-section-id="tty2rz" data-start="2853" data-end="2898">Il segreto dell&#8217;effetto “mani più giovani”</h2>
<p data-start="2900" data-end="3025">C&#8217;è poi un altro motivo per cui questa manicure piace così tanto: <strong data-start="2966" data-end="3024">può rendere visivamente le mani più curate e armoniose</strong>.</p>
<p data-start="3027" data-end="3191">Il colore semitrasparente non crea uno stacco netto tra pelle e unghia. Al contrario, accompagna il tono naturale delle dita e riflette la luce in maniera uniforme.</p>
<p data-start="3193" data-end="3376">Una tonalità rosa latte può inoltre dare all&#8217;unghia un aspetto più sano e luminoso, mentre un bianco troppo freddo o completamente coprente rischia di creare un contrasto più marcato.</p>
<p data-start="3378" data-end="3598">Non significa, naturalmente, che uno smalto possa realmente “ringiovanire” la pelle. Si tratta di un <strong data-start="3479" data-end="3497">effetto ottico</strong> legato alla luminosità, alla forma dell&#8217;unghia e alla continuità cromatica tra manicure e incarnato.</p>
<p data-start="3600" data-end="3717">Ed è proprio questa discrezione a rendere la milky manicure interessante anche per chi non ama le nail art elaborate.</p>
<h2 data-section-id="1smfo0a" data-start="3719" data-end="3777">Dal bianco latte al rosa trasparente: tutte le varianti</h2>
<p data-start="3779" data-end="3858">La definizione “milky” comprende oggi una famiglia piuttosto ampia di manicure.</p>
<p data-start="3860" data-end="4020">La versione più classica è il <strong data-start="3890" data-end="3906">bianco latte</strong>, una tonalità delicata che mantiene una certa trasparenza e che può essere modulata in base al numero di passate.</p>
<p data-start="4022" data-end="4203">Poi c&#8217;è il <strong data-start="4033" data-end="4047">rosa milky</strong>, probabilmente una delle varianti più facili da indossare. È più calda, meno contrastata e particolarmente indicata quando si desidera un effetto naturale.</p>
<p data-start="4205" data-end="4303">Un&#8217;altra possibilità è il <strong data-start="4231" data-end="4246">nude rosato</strong>, quasi impercettibile, con una componente beige o pesca.</p>
<p data-start="4305" data-end="4662">Nel caso di Penélope Cruz, la reinterpretazione vista a Venezia spinge proprio verso un milky più caldo e rosato, applicato su unghie lunghe dalla forma a mandorla. È un&#8217;evoluzione interessante rispetto alla versione bianca e quasi trasparente che aveva contribuito a rendere popolare la tendenza negli anni precedenti.</p>
<p data-start="4664" data-end="4792">Il risultato è meno “latte puro” e più <strong data-start="4703" data-end="4717">rosa crema</strong>, una soluzione che si presta particolarmente bene alla stagione autunnale.</p>
<h2 data-section-id="fuwzlx" data-start="4794" data-end="4846">La manicure milky piace perché sta bene con tutto</h2>
<p data-start="4848" data-end="4930">Il vero vantaggio di questa manicure è la sua capacità di adattarsi al guardaroba.</p>
<p data-start="4932" data-end="5171">Sul red carpet questo aspetto diventa fondamentale. Un&#8217;unghia rossa, nera o decorata può creare un preciso contrasto con l&#8217;abito e diventare parte integrante dello styling. Una milky manicure, invece, tende a <strong data-start="5141" data-end="5170">non competere con il look</strong>.</p>
<p data-start="5173" data-end="5299">Può accompagnare un abito rosso intenso, un completo nero, una tonalità pastello o un vestito ricoperto di ricami e cristalli.</p>
<p data-start="5301" data-end="5433">È proprio questa neutralità sofisticata a renderla particolarmente adatta alle occasioni in cui il protagonista deve essere l&#8217;abito.</p>
<p data-start="5435" data-end="5621">Ma il vantaggio vale anche nella vita quotidiana. Le unghie lattiginose funzionano con un jeans e una camicia bianca così come con un tailleur, un abito da sera o un outfit da cerimonia.</p>
<p data-start="5623" data-end="5682"><strong data-start="5623" data-end="5682">È una manicure passe-partout, ma tutt&#8217;altro che banale.</strong></p>
<h2 data-section-id="1y5tbtf" data-start="5684" data-end="5729">Forma delle unghie: meglio corte o lunghe?</h2>
<p data-start="5731" data-end="5773">La tendenza non impone una sola lunghezza.</p>
<p data-start="5775" data-end="5916">Le <strong data-start="5778" data-end="5808">unghie corte e arrotondate</strong> enfatizzano il lato naturale della manicure e sono perfette per chi vuole un risultato pratico e raffinato.</p>
<p data-start="5918" data-end="6079">Una lunghezza media con forma ovale o squoval, invece, permette di ottenere una mano visivamente più slanciata senza arrivare all&#8217;effetto estremamente costruito.</p>
<p data-start="6081" data-end="6323">La forma a mandorla, scelta da Penélope Cruz, porta il trend verso un territorio più glamour. La superficie maggiore permette inoltre di valorizzare maggiormente la sfumatura e la luminosità dello smalto.</p>
<p data-start="6325" data-end="6426">La regola, però, rimane una sola: <strong data-start="6359" data-end="6425">la forma deve seguire quella naturale dell&#8217;unghia e delle dita</strong>.</p>
<p data-start="6428" data-end="6510">Una manicure milky funziona proprio perché appare intenzionale ma non artificiosa.</p>
<h2 data-section-id="1kmtim2" data-start="6512" data-end="6557">Il finish glossy è la parte più importante</h2>
<p data-start="6559" data-end="6660">Se il colore rappresenta la base, il vero elemento capace di trasformare la manicure è il <strong data-start="6649" data-end="6659">finish</strong>.</p>
<p data-start="6662" data-end="6890">Una superficie estremamente lucida cattura la luce e rende il colore lattiginoso ancora più sofisticato. È il cosiddetto effetto “glass”, che dialoga con le tendenze beauty caratterizzate da pelle luminosa e texture trasparenti.</p>
<p data-start="6892" data-end="7090">Il risultato ideale non è necessariamente uno smalto spesso. Al contrario, l&#8217;effetto più contemporaneo nasce da <strong data-start="7004" data-end="7033">strati sottili e uniformi</strong>, capaci di creare profondità senza appesantire l&#8217;unghia.</p>
<p data-start="7092" data-end="7232">Anche la cura del contorno diventa quindi fondamentale: cuticole ordinate, forma regolare e superficie levigata fanno una differenza enorme.</p>
<p data-start="7234" data-end="7465">Non è un caso che le tendenze manicure del 2026 continuino a premiare proprio le finiture sheer e lattiginose, considerate eleganti, pulite e facilmente adattabili a differenti stili personali.</p>
<h2 data-section-id="rq3jkv" data-start="7467" data-end="7534">Dalla clean girl alla quiet luxury: perché il milky look resiste</h2>
<p data-start="7536" data-end="7650">Le milky nails non sono un fenomeno isolato. Fanno parte di una trasformazione più ampia del concetto di bellezza.</p>
<p data-start="7652" data-end="7898">Per alcune stagioni la cosiddetta <strong data-start="7686" data-end="7710">clean girl aesthetic</strong> ha imposto un ideale fatto di make-up leggero, pelle luminosa, capelli raccolti e manicure nude. Successivamente sono arrivate interpretazioni come soap nails, glass nails e glazed nails.</p>
<p data-start="7900" data-end="7958">La milky manicure si colloca proprio in questa evoluzione.</p>
<p data-start="7960" data-end="8168">Il suo punto di forza è l&#8217;equilibrio: non rinuncia alla componente glamour, ma la rende meno evidente. Non è completamente naturale, ma <strong data-start="8096" data-end="8115">sembra naturale</strong>. Non è invisibile, ma non chiede di essere guardata.</p>
<p data-start="8170" data-end="8358">A Venezia questo linguaggio beauty trova una corrispondenza perfetta con il concetto di <strong data-start="8258" data-end="8274">quiet luxury</strong>, cioè un lusso espresso attraverso qualità, cura dei dettagli e assenza di eccessi.</p>
<h2 data-section-id="10ljcgk" data-start="8360" data-end="8426">Le star scelgono il minimal anche quando il look è spettacolare</h2>
<p data-start="8428" data-end="8561">Il contrasto tra un abito da red carpet e una manicure quasi impercettibile è uno degli elementi più interessanti di questa tendenza.</p>
<p data-start="8563" data-end="8817">Kendall Jenner, presente alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia, è stata tra le protagoniste del festival e ha contribuito, insieme ad altre celebrity, a riportare l&#8217;attenzione sulle manicure essenziali e lucidissime.</p>
<p data-start="8819" data-end="8913">Il messaggio è evidente: <strong data-start="8844" data-end="8912">non sempre il dettaglio beauty più efficace è quello più vistoso</strong>.</p>
<p data-start="8915" data-end="9043">Una manicure discreta può diventare parte di un&#8217;immagine molto sofisticata proprio perché non interrompe la continuità del look.</p>
<p data-start="9045" data-end="9182">È un principio che il mondo della moda conosce bene: quando ogni elemento è calibrato, anche ciò che sembra più semplice acquista valore.</p>
<h2 data-section-id="1hbjvzg" data-start="9184" data-end="9224">Come replicare le unghie milky a casa</h2>
<p data-start="9226" data-end="9335">Per ottenere una milky manicure dall&#8217;effetto professionale non servono necessariamente decorazioni elaborate.</p>
<p data-start="9337" data-end="9506">Il primo passaggio è la preparazione. Le unghie devono essere limate nella forma desiderata e la superficie deve essere uniforme. Anche il contorno deve essere ordinato.</p>
<p data-start="9508" data-end="9635">Si può quindi applicare una <strong data-start="9536" data-end="9577">base trasparente o leggermente rosata</strong>, seguita da uno smalto milky in uno o più strati sottili.</p>
<p data-start="9637" data-end="9815">La quantità di prodotto determina il risultato finale: una sola passata produce un effetto più sheer, mentre più strati rendono il bianco o il rosa progressivamente più evidente.</p>
<p data-start="9817" data-end="9968">L&#8217;ultimo passaggio è il top coat lucido, fondamentale per ottenere quella superficie liscia e riflettente che caratterizza le manicure più sofisticate.</p>
<p data-start="9970" data-end="10176">Chi desidera un risultato ancora più naturale può scegliere una tonalità con <strong data-start="10047" data-end="10067">sottotono rosato</strong>, mentre chi preferisce un effetto più grafico può orientarsi verso un bianco latte leggermente più coprente.</p>
<h2 data-section-id="zxws7p" data-start="10178" data-end="10227">Il prossimo passo: dal milky al “milky matcha”</h2>
<p data-start="10229" data-end="10307">La forza della manicure lattiginosa sta anche nella sua capacità di evolversi.</p>
<p data-start="10309" data-end="10625">Con l&#8217;arrivo dell&#8217;autunno 2026, infatti, il concetto di “milky” sta iniziando a contaminare anche altre palette. Tra le nuove interpretazioni si fa strada il <strong data-start="10467" data-end="10483">milky matcha</strong>, un verde molto tenue e cremoso che conserva la trasparenza e la morbidezza del classico effetto latte.</p>
<p data-start="10627" data-end="10741">È una trasformazione significativa: la struttura della manicure rimane minimal, ma il colore acquista personalità.</p>
<p data-start="10743" data-end="10858">Il principio, però, non cambia. Superficie lucida, tonalità morbida, effetto curato e nessuna decorazione invasiva.</p>
<p data-start="10860" data-end="11019">Ed è probabilmente proprio questa capacità di adattarsi a spiegare perché le <strong data-start="10937" data-end="11018">unghie milky continuino a essere una delle manicure più interessanti del 2026</strong>.</p>
<h2 data-section-id="vakei3" data-start="11021" data-end="11098">Venezia 83 conferma: la manicure più elegante è quella che sembra naturale</h2>
<p data-start="11100" data-end="11184">Dal Lido arriva dunque una tendenza destinata a superare la stagione dei red carpet.</p>
<p data-start="11186" data-end="11368">Le unghie milky funzionano perché condensano in pochi millimetri molte delle parole chiave della bellezza contemporanea: <strong data-start="11307" data-end="11367">minimalismo, luminosità, naturalezza, cura e versatilità</strong>.</p>
<p data-start="11370" data-end="11508">La loro forza non sta nel farsi notare a tutti i costi, ma nel migliorare l&#8217;aspetto complessivo delle mani senza rubare la scena al resto.</p>
<p data-start="11510" data-end="11579">E forse è proprio questo il motivo per cui piacciono tanto alle star.</p>
<p data-start="11581" data-end="11817">In un momento in cui la manicure può diventare una vera dichiarazione di stile, Venezia 83 suggerisce una strada diversa: <strong data-start="11703" data-end="11816">meno decorazioni, più luce; meno colore pieno, più trasparenza; meno effetto costruito, più eleganza naturale</strong>.</p>
<p data-start="11819" data-end="12144" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La milky manicure torna così al centro della scena con una versione aggiornata, più rosata, più glossy e ancora più sofisticata. Un piccolo dettaglio beauty che, sul red carpet come nella vita quotidiana, riesce a fare sembrare le mani <strong data-start="12055" data-end="12105">più luminose, ordinate e visivamente armoniose</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/unghie-milky-a-venezia-83-la-manicure-che-conquista-le-star/">Unghie milky a Venezia 83: la manicure che conquista le star</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
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		<title>NOAM XXIe Siècle debutta a Londra con “Soft Shell” di Izaak Brandt</title>
		<link>https://metrotoday.it/noam-xxie-siecle-debutta-a-londra-con-soft-shell-di-izaak-brandt/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[salvatore puzzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 10:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://metrotoday.it/?p=632756</guid>

					<description><![CDATA[<p>Al Serpentine Pavilion di Londra, il nuovo programma globale di arte contemporanea di NOAM prende il via con una performance che mette in dialogo scultura, breaking e vulnerabilità. Londra ha fatto da palcoscenico al debutto di NOAM XXIe Siècle, il nuovo programma globale dedicato alle arti performative lanciato da NOAM, lager bavarese da tempo presente in&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/noam-xxie-siecle-debutta-a-londra-con-soft-shell-di-izaak-brandt/">Continue reading <span class="screen-reader-text">NOAM XXIe Siècle debutta a Londra con “Soft Shell” di Izaak Brandt</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/noam-xxie-siecle-debutta-a-londra-con-soft-shell-di-izaak-brandt/">NOAM XXIe Siècle debutta a Londra con “Soft Shell” di Izaak Brandt</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Al Serpentine Pavilion di Londra, il nuovo programma globale di arte contemporanea di NOAM prende il via con una performance che mette in dialogo scultura, breaking e vulnerabilità.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Londra ha fatto da palcoscenico al debutto di <strong>NOAM XXIe Siècle</strong>, il nuovo programma globale dedicato alle arti performative lanciato da NOAM, lager bavarese da tempo presente in alcuni dei più importanti luoghi internazionali legati al design, all&#8217;ospitalità e alla cultura contemporanea. Il progetto è stato inaugurato mercoledì 9 settembre al <strong>Serpentine Pavilion</strong>, progettato quest&#8217;anno dall&#8217;atelier LANZA di Città del Messico.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-632757" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/noam-xxie-siecle-debutta-a-londra-con-soft-shell-di-izaak-brandt-5.webp" alt="" width="1877" height="2500" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Ad aprire il programma è stato <strong>“Soft Shell”</strong>, nuovo lavoro dell&#8217;artista multidisciplinare e danzatore <strong>Izaak Brandt</strong>, presentato per la prima volta al pubblico proprio in occasione dell&#8217;inaugurazione di XXIe Siècle.</p>
<p style="font-weight: 400;">La performance combina una scultura con una coreografia affidata a sei danzatori e radicata nella cultura del <strong>breaking</strong>. Un linguaggio fisico riconoscibile viene così portato all&#8217;interno di uno spazio dedicato all&#8217;arte contemporanea, diventando strumento per esplorare temi più intimi: la tensione tra durezza e morbidezza, forza e fragilità, e soprattutto il rapporto dei giovani uomini con una percezione di sé spesso fratturata.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per Brandt, “Soft Shell” rappresenta il lavoro più vulnerabile realizzato finora. L&#8217;artista ha trasformato oltre 18 anni di esperienza nel breaking internazionale in una ricerca personale sul rapporto tra individuo e ambiente, portando la propria pratica verso una dimensione più intima. Cresciuto tra Londra e Bristol, Brandt ha definito particolarmente significativo il debutto dell&#8217;opera vicino alla Serpentine, auspicando che possa entrare in risonanza con il pubblico.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-632759" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/noam-xxie-siecle-debutta-a-londra-con-soft-shell-di-izaak-brandt-3.webp" alt="" width="2500" height="1877" /></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Un nuovo capitolo per NOAM</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il lancio di XXIe Siècle arriva nell&#8217;anno in cui NOAM celebra il suo <strong>decimo anniversario</strong>. Il programma nasce come un&#8217;estensione dell&#8217;identità del marchio, che negli ultimi dieci anni ha costruito la propria reputazione all&#8217;incrocio tra birra, design e cultura contemporanea. Le collaborazioni con creativi e il dialogo con realtà legate al design e alla cultura fanno parte da tempo dell&#8217;approccio di NOAM.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il nome stesso del programma guarda al presente e al futuro. <strong>“XXIe Siècle”</strong>, cioè “XXI secolo”, viene presentato da Noah Sheikh, fondatore di NOAM, come un omaggio allo spirito culturale che ha ispirato il marchio e, allo stesso tempo, come un impegno a contribuire alla cultura che verrà. Una dichiarazione sintetizzata in una formula precisa: <strong>non nostalgia, ma presente</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il progetto non si limiterà alle arti performative. Secondo il comunicato, XXIe Siècle è concepito come un programma globale e continuativo dedicato a <strong>performance art, musica ed esperienze culturali</strong>, con ulteriori iniziative previste dopo il debutto londinese.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Izaak Brandt, tra breaking e arte contemporanea</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La scelta di Brandt per inaugurare il programma si inserisce nel percorso di un artista la cui ricerca attraversa diversi linguaggi: <strong>scultura, performance, suono e cinema</strong>. La sua pratica nasce anche dall&#8217;esperienza maturata in oltre 18 anni come breaker competitivo a livello internazionale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-632758" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/noam-xxie-siecle-debutta-a-londra-con-soft-shell-di-izaak-brandt-4.webp" alt="" width="1876" height="2500" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Al centro del suo lavoro ci sono temi quali <strong>mascolinità, ego, paesaggio interiore e connessione</strong>, oltre alla trasformazione del simbolismo della cultura hip-hop nel contesto dell&#8217;arte contemporanea. Nel corso della sua attività Brandt ha sviluppato collaborazioni con importanti realtà della moda e della cultura, tra cui Louis Vuitton, Alexander McQueen Foundation – Sarabande, Salomon Sportstyle, Dom Pérignon, Christian Louboutin, The Face, Loewe e Saul Nash.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con “Soft Shell”, il corpo diventa quindi il punto d&#8217;incontro tra esperienza urbana, danza e ricerca artistica. Una scelta che inaugura XXIe Siècle nel segno della contaminazione tra discipline e di una riflessione sulla vulnerabilità, mostrando come il movimento possa diventare anche uno strumento per interrogare identità e percezione di sé.</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-632762" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/noam-xxie-siecle-debutta-a-londra-con-soft-shell-di-izaak-brandt.webp" alt="" width="1080" height="1350" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Il debutto al Serpentine Pavilion segna così il primo capitolo di un progetto destinato a proseguire attraverso nuove esperienze artistiche e culturali. Per NOAM, il XXI secolo non è soltanto un riferimento temporale, ma una direzione: <strong>guardare alla cultura contemporanea e contribuire a ciò che viene dopo.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/noam-xxie-siecle-debutta-a-londra-con-soft-shell-di-izaak-brandt/">NOAM XXIe Siècle debutta a Londra con “Soft Shell” di Izaak Brandt</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
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