Maurizio Cattelan dona un’opera al Mario Negri per la ricerca
🌐 Maurizio Cattelan, Mario Negri, malattie rare non diagnosticate e ricerca scientifica si incontrano in un progetto benefico che mette l’arte contemporanea al servizio della diagnosi. L’artista ha donato WINDOW, 2025, opera unica ispirata alla celebre banana di Comedian, destinata a un’asta per finanziare la ricerca sui pazienti ancora senza diagnosi.
È da questo incontro inatteso tra arte, vulnerabilità e ricerca che nasce la nuova iniziativa di Maurizio Cattelan a sostegno dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS. L’artista ha scelto di donare un’opera unica, WINDOW, 2025, che sarà messa all’asta a Milano per raccogliere fondi destinati alla ricerca sulle malattie rare ancora prive di diagnosi.
L’appuntamento è fissato per giovedì 8 ottobre, nell’ambito della terza edizione della Charity Dinner “Chiamiamola per nome”. L’opera rappresenterà il momento centrale della serata e il ricavato dell’asta sarà indirizzato alle attività scientifiche dedicate a quei pazienti per i quali il percorso diagnostico non ha ancora trovato una risposta.
WINDOW, la banana di Cattelan incontra Caravaggio
L’opera misura 70 per 50 centimetri ed è realizzata ad acquerello su carta. Il soggetto riprende uno degli elementi più riconoscibili dell’universo artistico di Cattelan: la banana fissata con il nastro adesivo, immagine diventata celebre con Comedian nel 2019.
Questa volta, però, la banana non è presentata nel consueto contesto dell’arte contemporanea. Cattelan la sovrappone alla Deposizione di Cristo di Caravaggio, creando un cortocircuito visivo che mette in dialogo due linguaggi lontanissimi nel tempo. Da una parte la provocazione, l’ironia e la cultura pop dell’artista contemporaneo; dall’altra una delle rappresentazioni più intense del dolore nella pittura seicentesca.
Il risultato è un’immagine volutamente spiazzante, ma proprio per questo capace di suggerire una lettura diversa. La leggerezza della banana si confronta con la drammaticità della scena caravaggesca, mentre il significato dell’opera si sposta dalla provocazione alla riflessione sulla condizione umana.
Il titolo, WINDOW, richiama idealmente l’idea di una finestra attraverso cui guardare oltre ciò che appare immediatamente visibile. È un concetto particolarmente adatto a una campagna dedicata alle malattie rare non diagnosticate: dietro un insieme di sintomi può infatti esserci una patologia che la ricerca deve ancora riuscire a identificare.
La ricerca sulle malattie rare parte anche dalla diagnosi
Per chi convive con una malattia rara senza una diagnosi definitiva, ottenere un nome non rappresenta soltanto un risultato scientifico.
Significa poter comprendere meglio ciò che sta accadendo, individuare il percorso assistenziale più appropriato, accedere eventualmente a valutazioni specialistiche mirate e, quando possibile, aprire la strada a trattamenti più adeguati.
Il tempo della diagnosi può quindi diventare una componente fondamentale della storia di un paziente e della sua famiglia. L’assenza di una risposta può alimentare anni di esami, visite e ipotesi, mentre una diagnosi permette di trasformare almeno una parte dell’incertezza in conoscenza.
È proprio su questo terreno che il progetto sostenuto da Cattelan assume il suo significato più concreto. La raccolta fondi non è infatti destinata genericamente alla ricerca, ma a un obiettivo preciso: sostenere gli studi necessari a dare un nome a patologie rare che ancora non ne hanno uno.
Cattelan: «Il mio lavoro può diventare concretamente utile»
L’artista ha spiegato di essere particolarmente soddisfatto della possibilità che il proprio lavoro possa trasformarsi in un sostegno concreto alla ricerca.
Il messaggio affidato all’iniziativa è semplice: continuare a cercare, anche quando la risposta non è immediata. Per Cattelan, dare un nome a una malattia rara non diagnosticata rappresenta già un primo passo importante.
È una prospettiva che cambia anche il modo di guardare all’opera. WINDOW non viene presentata soltanto come un nuovo capitolo della ricerca artistica di Cattelan, ma come uno strumento attraverso il quale il valore dell’arte può essere convertito in risorse per la ricerca biomedica.
Il passaggio è particolarmente significativo per un artista abituato a lavorare sulla provocazione e sul paradosso. La banana di Comedian, simbolo di un’opera che aveva interrogato il rapporto tra oggetto, valore e mercato dell’arte, viene qui inserita in un contesto nel quale il valore economico della creazione assume una destinazione immediatamente concreta.
Mario Negri, la sfida dei pazienti senza diagnosi
Per l’Istituto Mario Negri la donazione si inserisce in un percorso già orientato alla ricerca sulle malattie rare. L’istituto dispone di una rete di attività scientifiche e di servizi dedicati anche a queste patologie, con l’obiettivo di collegare ricerca, conoscenza clinica e bisogni dei pazienti.
La sede milanese dell’Istituto, trasferita nel 2007 nel quartiere della Bovisa, ospita strutture e tecnologie dedicate alla ricerca farmacologica e biologica. Nel tempo il Mario Negri ha sviluppato attività che comprendono anche lo studio delle malattie rare e il supporto informativo a medici, operatori sanitari e cittadini.
Il direttore Giuseppe Remuzzi ha sottolineato il valore della donazione proprio dal punto di vista di chi attende una diagnosi: sapere finalmente quale malattia si ha significa uscire da una condizione di incertezza e poter guardare con maggiore chiarezza alle possibilità future.
In questa prospettiva, il sostegno economico alla ricerca diventa una parte di un percorso più ampio. Ogni nuova conoscenza può contribuire a restringere il campo delle ipotesi, a individuare caratteristiche comuni tra pazienti e, in alcuni casi, a riconoscere condizioni che in precedenza non potevano essere identificate.
L’asta dell’8 ottobre a Milano
La vendita di WINDOW, 2025 si svolgerà durante la Charity Dinner “Chiamiamola per nome”, in programma a Milano l’8 ottobre presso Marièncò.
L’asta sarà il momento conclusivo di una serata costruita per avvicinare ricerca scientifica, mondo della filantropia, imprese, istituzioni e collezionismo d’arte contemporanea. L’opera di Cattelan diventa così il punto di incontro tra due mondi apparentemente distanti, ma accomunati dalla necessità di investire nel futuro.
Chi intende partecipare può presentare una pre-offerta attraverso i canali predisposti dall’Istituto. È prevista anche la possibilità di partecipare a distanza per chi avrà effettuato la pre-offerta ma non potrà essere fisicamente presente alla serata.
L’iniziativa arriva inoltre dopo le precedenti edizioni della Charity Dinner, che avevano consentito di finanziare strumentazioni scientifiche destinate allo studio delle malattie renali e delle patologie neurologiche. Anche quest’anno l’obiettivo resta legato a un investimento concreto nella ricerca.
Quando arte e scienza condividono la stessa domanda
Il valore simbolico di WINDOW sta forse proprio nella sua capacità di mettere insieme elementi che, a prima vista, sembrano incompatibili.
La banana di Cattelan rappresenta l’ironia, Caravaggio rappresenta il dolore, la ricerca rappresenta la possibilità di trasformare l’incertezza in conoscenza.
La sovrapposizione tra le due immagini non cancella il significato dell’una né quello dell’altra. Al contrario, crea uno spazio nel quale la fragilità umana diventa il punto di contatto tra epoche e linguaggi diversi.
Per i pazienti con una malattia rara non diagnosticata, quella stessa idea assume un valore molto concreto. La ricerca procede spesso proprio attraverso ciò che ancora non è conosciuto: un sintomo apparentemente isolato, un’anomalia biologica, una mutazione genetica, una combinazione di elementi che richiede ulteriori studi prima di poter essere ricondotta a una diagnosi.
Dare un nome significa aprire una porta. Non necessariamente significa avere già una cura, ma può consentire di comprendere meglio una condizione e di orientare il percorso successivo.
È questo il messaggio che accompagna la donazione di Cattelan al Mario Negri. Un’opera nata dall’incontro tra la banana più famosa dell’arte contemporanea e uno dei capolavori della pittura italiana diventa così parte di una raccolta destinata a un obiettivo molto concreto: aiutare la ricerca a vedere ciò che ancora non riesce a riconoscere e trasformare una domanda senza risposta in una possibilità di diagnosi.
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