7:15 am, 8 Settembre 26 calendario

Highland Spirit: Paul Smith e Barbour, il ritorno del British style

Di: Ginevra Fiano

🌐 Paul Smith e Barbour tornano insieme per il terzo capitolo della loro collaborazione e per l’Autunno/Inverno 2026 guardano alle Highlands scozzesi e agli Highland Games. Tra tartan reinterpretati, lana Merino, velluto a coste e colori inattesi, il guardaroba country britannico ritrova una nuova energia, ironica e contemporanea.

C’è un modo molto britannico di reinventare la tradizione: non cancellarla, ma cambiarne il punto di vista.

È questa la filosofia che accompagna il terzo capitolo della collaborazione tra Paul Smith e Barbour, due nomi profondamente legati alla cultura britannica che tornano a incontrarsi per la stagione Autunno/Inverno 2026. Una collezione di 38 pezzi, pensata per uomo e donna, che comprende outerwear, abbigliamento, accessori e footwear e che questa volta prende ispirazione dalle Highlands scozzesi e dal mondo degli Highland Games.

Il risultato è un guardaroba che conosce perfettamente le proprie radici, ma non ha alcuna intenzione di prendersi troppo sul serio.

Da una parte c’è l’eredità outdoor di Barbour, fatta di funzionalità, resistenza e cultura del countryside. Dall’altra l’inconfondibile approccio di Paul Smith, capace di trasformare colore, humour e dettagli inattesi in strumenti di stile.

È proprio nel dialogo tra questi due linguaggi che nasce una collezione capace di guardare al passato senza sembrare nostalgica.

Il tartan cambia volto

Il tartan è naturalmente uno dei protagonisti di Highland Spirit.

Paul Smith interviene su due motivi Original and Authentic di Barbour, Classic Tartan e Muted Tartan, modificandone radicalmente la percezione attraverso una palette più audace.

Alle tonalità tradizionali si affiancano infatti rosa, arancio e giallo, colori capaci di introdurre una nota inattesa all’interno di un immaginario profondamente legato alla campagna britannica.

I nuovi tartan non vengono utilizzati soltanto come pattern principali. Appaiono nelle fodere, nelle bordature e nei dettagli, creando un effetto di sorpresa che emerge soprattutto quando il capo viene osservato da vicino.

È una delle caratteristiche più interessanti della collaborazione: il codice resta immediatamente riconoscibile, ma viene alterato quanto basta per acquisire una nuova personalità.

Il tartan, quindi, non diventa un elemento decorativo fine a se stesso. Diventa il simbolo della filosofia dell’intera collezione.

Barbour, la tradizione diventa contemporanea

L’outerwear rimane il cuore della proposta.

Le silhouette più iconiche di Barbour vengono ripensate attraverso nuovi materiali, texture e tonalità, senza perdere la loro identità.

La Beaufort Jacket, uno dei modelli più riconoscibili del brand britannico, abbandona per questa collezione il consueto linguaggio della cerata per essere reinterpretata in lana Merino con motivo windowpane check.

La scelta crea un interessante cortocircuito tra il patrimonio outdoor di Barbour e una sensibilità più sartoriale, avvicinandosi alla tradizione tessile e al tailoring britannico.

La Transport Jacket viene invece proposta in lana Merino charcoal melange, mentre la Beaufort si veste anche di velluto a coste blu navy, aggiungendo una dimensione più morbida e sofisticata al classico guardaroba country.

Sono materiali che modificano immediatamente la percezione dei capi: la struttura rimane quella familiare, ma la texture racconta qualcosa di nuovo.

I colori dell’autunno secondo Paul Smith

Anche la palette cromatica contribuisce a spostare la collaborazione verso un territorio più contemporaneo.

Due tonalità stagionali entrano nella selezione delle giacche waxed: il russet, caldo e terroso, veste la Transport Wax e la Beaufort, mentre il deep bottle green caratterizza la Gamefair Wax e la Long Spey.

Sono colori che sembrano appartenere naturalmente al paesaggio delle Highlands: profondi, autunnali, materici.

Ma anche qui Paul Smith interviene sulla tradizione con il suo consueto approccio.

Il risultato non è una collezione semplicemente “country”, bensì una rilettura del country style attraverso una sensibilità più urbana e contemporanea.

Il countryside diventa così una fonte di ispirazione, non una divisa.

Knitwear, camicie e dettagli inattesi

Il racconto di Highland Spirit prosegue oltre le giacche.

Il knitwear introduce tonalità gioiello e diverse tecniche di lavorazione, dando maggiore profondità alla proposta stagionale. Il Tyneside Knitted Jumper e il Cable Tyne Jumper vengono arricchiti dall’iconica stripe di Paul Smith sul polsino, uno dei dettagli più immediatamente riconoscibili dell’universo creativo dello stilista britannico.

Le camicie tornano invece a giocare con il tartan attraverso costruzioni patchwork, trasformando uno dei simboli della tradizione scozzese in un elemento più grafico e contemporaneo.

Anche la Key T-Shirt introduce una nota ironica, guardando all’ambientazione del boot room e portando nella collezione quella leggerezza che rappresenta uno dei tratti distintivi della collaborazione.

Sono dettagli apparentemente piccoli, ma fondamentali per capire il progetto: la tradizione non viene semplicemente reinterpretata attraverso materiali e colori, viene anche raccontata con humour.

Gli accessori completano il guardaroba

Il dialogo tra i due brand si estende naturalmente agli accessori.

Gli elementi più riconoscibili dell’universo Barbour vengono riletti attraverso il linguaggio di Paul Smith, in una selezione che comprende enamel pin badge, stivali Chelsea e Tall Wellies.

Anche le calzature contribuiscono a costruire quel contrasto tra funzionalità e carattere che attraversa l’intera collezione.

Sono accessori pensati per completare il guardaroba, ma anche per aggiungere un elemento di personalità.

Perché se il mondo Barbour è storicamente associato alla praticità e alla protezione dagli elementi, Paul Smith introduce una dimensione più giocosa: anche un capo funzionale può avere senso dell’umorismo.

 

Highlands, Highland Games e humour britannico

La collezione trova il suo racconto più completo nella campagna che la accompagna.

Tornano Paul e Baz, già protagonisti della precedente stagione AW25, questa volta diretti verso la Scozia con l’obiettivo di raggiungere il Braemar Gathering.

Baz, però, ha una motivazione personale: spera di incontrare la sua ex moglie, Linda.

C’è soltanto un inconveniente.

Ha sbagliato la data.

Arrivati in Scozia con due mesi di anticipo, Paul e Baz si ritrovano invece nel campo di allenamento degli Highland Games. È da questo equivoco che prende forma una nuova storia fatta di incontri surreali, personaggi locali e situazioni imprevedibili.

La Scozia diventa così molto più di un semplice sfondo.

È parte integrante della narrazione.

Paul Smith e Barbour, un viaggio nella tradizione britannica

Diretta ancora una volta da Leonn Ward, la campagna mantiene il linguaggio cinematografico e ironico già introdotto con la stagione AW25.

L’ambientazione scozzese permette alla collaborazione di confrontarsi con uno degli aspetti più profondi dell’identità di Barbour: il legame con il territorio, con la vita all’aria aperta e con la cultura britannica.

Ma è proprio Paul Smith a impedire che questo immaginario si trasformi in una semplice celebrazione nostalgica.

L’eccentricità, l’ironia e il gusto per l’imprevisto diventano infatti parte integrante del racconto.

Il risultato è un mondo in cui Highland Games, paesaggi scozzesi, tartan e outerwear britannico convivono con colori sorprendenti e situazioni surreali.

Una combinazione che riflette perfettamente lo spirito della collezione.

Il nuovo British style è un equilibrio

La forza di Paul Smith loves Barbour sta soprattutto nell’equilibrio.

Barbour porta nella collaborazione oltre un secolo di esperienza nell’outerwear e una profonda conoscenza della cultura countryside. Paul Smith aggiunge invece una sensibilità fatta di colore, humour, tailoring e dettagli eccentrici.

Nessuno dei due mondi scompare.

Al contrario, entrambi diventano più riconoscibili proprio grazie al confronto con l’altro.

Il risultato è un British style che non cerca di apparire nuovo a tutti i costi. È nuovo perché riesce a guardare alla propria storia con occhi contemporanei.

Il tartan può diventare rosa, arancio o giallo. Una Beaufort può trasformarsi in un capo di lana Merino. Il velluto a coste può dare nuova profondità a una silhouette iconica. E un viaggio verso gli Highland Games può diventare l’occasione per raccontare una storia assurda e irresistibilmente britannica.

È questo il vero spirito di Highland Spirit.

La collezione arriva a settembre

La collezione Paul Smith loves Barbour Autunno/Inverno 2026 è disponibile dal 4 settembre 2026 negli store e online attraverso i canali dei due brand, oltre che presso rivenditori selezionati.

Una collaborazione che conferma come il British style continui a trovare nuove forme proprio quando sceglie di non rinnegare le proprie radici.

Perché la tradizione, quando viene trattata con creatività e un pizzico di ironia, non invecchia: si reinventa.

8 Settembre 2026 ( modificato il 18 Settembre 2026 | 11:42 )
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