10:43 am, 29 Settembre 26 calendario

Garlasco, Feltri attacca: “Sono disgustato”

Di: Redazione Metrotoday

🌐 Caso Garlasco, Vittorio Feltri, Alberto Stasi, Andrea Sempio e la nuova chiusura delle indagini: mentre la Procura di Pavia deposita gli ultimi atti sull’omicidio di Chiara Poggi, il giornalista torna a parlare e ribadisce la propria convinzione sull’innocenza di Stasi. Al centro del nuovo capitolo ci sono le consulenze sulla scarpa, gli accertamenti sul Dna della bicicletta e la possibilità di ulteriori sviluppi giudiziari.

Garlasco, la nuova svolta dopo 19 anni

Il caso di Garlasco torna a cambiare scenario proprio mentre la Procura di Pavia chiude nuovamente le indagini su Andrea Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007.

Il secondo avviso di conclusione delle indagini arriva dopo mesi di ulteriori accertamenti disposti dai pubblici ministeri. La prima chiusura era stata notificata a maggio, ma gli investigatori avevano successivamente svolto nuove verifiche e acquisito ulteriori consulenze tecniche.

Ora il quadro investigativo è nuovamente nelle mani delle parti. La difesa di Sempio potrà esaminare gli atti, presentare memorie e formulare le proprie osservazioni. Trascorsi i termini previsti dalla legge, la Procura dovrà decidere come procedere sul piano dell’azione penale.

È in questo momento che interviene Vittorio Feltri, con parole molto dure sulla vicenda giudiziaria e sul modo in cui, a suo giudizio, il caso è stato gestito nel corso degli anni.

Feltri: “Sono disgustato”

In una nuova intervista, Feltri ha ribadito di avere sempre sostenuto l’innocenza di Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara Poggi condannato in via definitiva per l’omicidio.

Il giornalista commenta con particolare durezza gli elementi emersi dalla nuova fase investigativa, soprattutto alla luce delle informazioni della Procura secondo cui alcuni accertamenti svolti nel 2007 avrebbero potuto avere conseguenze rilevanti sulla ricostruzione processuale successiva.

“Sono disgustato”, è il giudizio espresso da Feltri.

La sua posizione, però, resta quella di un’opinione personale e non coincide con una nuova decisione giudiziaria. Il fatto che la Procura abbia evidenziato anomalie o elementi da approfondire non equivale automaticamente a una revisione della condanna di Stasi né stabilisce, da solo, responsabilità alternative.

È una distinzione fondamentale perché il caso è tornato a essere terreno di fortissima attenzione mediatica, mentre le responsabilità penali devono essere stabilite attraverso gli strumenti previsti dal processo.

La nuova indagine su Andrea Sempio

Il nome di Andrea Sempio è oggi al centro della nuova inchiesta pavese. La Procura ha notificato un nuovo avviso di conclusione delle indagini mantenendo sostanzialmente invariata l’impostazione accusatoria precedente: si procede per omicidio aggravato dalla crudeltà e dall’odio verso la vittima.

Gli investigatori hanno però aggiunto agli atti nuove consulenze e approfondimenti.

Uno riguarda la famosa impronta di scarpa individuata sulla scena del delitto. Secondo una consulenza acquisita dalla Procura, le dimensioni di una scarpa modello Frau, taglia 42, risultano compatibili con quelle del piede di Sempio.

La parola decisiva, però, è proprio “compatibile”.

Una compatibilità dimensionale non equivale automaticamente all’identificazione di una persona come autore del delitto. Il dato dovrà essere valutato insieme agli altri elementi raccolti e soprattutto sottoposto al contraddittorio delle parti.

La difesa di Sempio ha già fatto sapere di voler esaminare nel dettaglio il nuovo materiale depositato dalla Procura.

Il nodo del Dna sui pedali della bicicletta

L’altro elemento destinato a riaccendere il dibattito riguarda il Dna trovato sui pedali della bicicletta Umberto Dei.

Secondo quanto comunicato dalla Procura di Pavia, il profilo genetico ottenuto il 19 settembre 2007 era stato attribuito all’epoca a Chiara Poggi. Il giorno successivo, però, sarebbero state effettuate ulteriori analisi sullo stesso campione che avrebbero prodotto risultati negativi.

La Procura riferisce che queste contro-analisi sono state individuate nei cosiddetti Raw Data acquisiti dal Ris di Parma nel novembre 2025 e che gli esperti incaricati nell’ambito della nuova indagine hanno confermato l’esistenza delle corse elettroforetiche negative del 20 settembre 2007.

È uno degli aspetti più delicati dell’intera vicenda.

Il punto non consiste soltanto nell’esistenza di un risultato positivo e di uno negativo. Bisogna stabilire come furono eseguiti gli esami, quali campioni furono utilizzati, quali fossero le condizioni del materiale biologico e quale valore scientifico e processuale abbiano oggi quei dati.

La stessa Procura sottolinea la necessità di valutare la discordanza tra gli esiti.

Cosa può succedere ad Alberto Stasi

Parallelamente alla nuova indagine su Sempio, continua a muoversi il fronte relativo ad Alberto Stasi.

Stasi è stato condannato definitivamente per l’omicidio di Chiara Poggi e sta scontando la pena in regime di esecuzione esterna dopo aver ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali. La sua difesa lavora da tempo sull’ipotesi di una revisione del processo.

La chiusura delle nuove indagini potrebbe quindi rappresentare un passaggio importante anche per questa seconda partita giudiziaria.

Ma anche qui occorre evitare automatismi.

La scoperta di elementi non presenti, o non adeguatamente valorizzati, nel vecchio procedimento non comporta necessariamente la revisione della sentenza. Saranno gli organi competenti a stabilire se esistano i presupposti previsti dalla legge.

La stessa Procura di Pavia ha precisato che non è stata avanzata una richiesta finalizzata alla revisione della condanna di Stasi al procuratore generale, pur mantenendo informato l’ufficio sugli aspetti ritenuti potenzialmente rilevanti.

Feltri e il dubbio sulla nuova pista

È proprio questo intreccio a spiegare le parole di Feltri.

Il giornalista sostiene da anni la propria convinzione sull’innocenza di Stasi e, anche nelle dichiarazioni più recenti, afferma di non vedere elementi sufficienti per ritenere Sempio responsabile del delitto.

La sua posizione non rappresenta però quella degli investigatori né una conclusione processuale. La Procura di Pavia, al contrario, ha appena chiuso le indagini nei confronti di Sempio e, dopo il termine concesso alla difesa per le proprie iniziative, dovrà assumere le determinazioni sull’eventuale esercizio dell’azione penale.

Il confronto tra queste posizioni mostra quanto sia diventato complesso il caso Garlasco: da una parte ci sono atti giudiziari, consulenze e reperti; dall’altra le interpretazioni pubbliche di protagonisti e osservatori che da anni seguono la vicenda.

Per ricostruire cosa sia realmente accaduto, però, il passaggio decisivo resta quello processuale.

La famiglia Poggi: “Nessun elemento nuovo su Stasi”

Anche la famiglia di Chiara Poggi ha preso posizione dopo la nuova chiusura delle indagini.

I legali dei familiari hanno sostenuto che gli elementi richiamati dalla Procura in relazione alle prove già acquisite nel procedimento contro Stasi non rappresenterebbero, a loro giudizio, una novità tale da modificare il quadro processuale. Hanno inoltre auspicato che la vicenda possa essere sottoposta alla Corte d’Appello competente nell’ambito dell’eventuale procedimento di revisione.

È un passaggio che rende ancora più evidente la distanza tra le diverse letture del caso.

Da una parte, la Procura di Pavia ritiene di avere raccolto elementi tali da procedere verso una possibile richiesta di processo per Sempio. Dall’altra, i legali della famiglia Poggi contestano l’idea che quanto emerso possa essere utilizzato per costruire una nuova ricostruzione alternativa della vicenda.

Nel mezzo c’è la posizione di Stasi, già definita da una sentenza irrevocabile, e quella di Sempio, che invece si trova ancora nella fase delle indagini preliminari.

Garlasco, ora la partita passa dagli atti

La nuova giornata giudiziaria non consegna ancora una verità definitiva sull’omicidio di Chiara Poggi.

Consegna però un fascicolo più ricco di elementi da valutare.

La Procura ha depositato nuovi accertamenti sulla scarpa e sul materiale genetico, mentre la difesa di Sempio si prepara a esaminare nel dettaglio ciò che è stato acquisito. Parallelamente, il fronte della possibile revisione della condanna di Stasi resta aperto e potrebbe assumere maggiore concretezza alla luce degli elementi che saranno valutati nelle sedi competenti.

Il punto centrale, a questo stadio, non è stabilire attraverso dichiarazioni televisive o giornalistiche chi abbia ragione.

È capire quale valore abbiano realmente i nuovi elementi.

Dopo quasi vent’anni, il caso Garlasco continua così a muoversi su due binari paralleli: la ricerca di una possibile responsabilità alternativa per la morte di Chiara Poggi e l’esame degli elementi che potrebbero incidere sulla condanna definitiva di Alberto Stasi.

Le parole di Vittorio Feltri riaccendono il dibattito pubblico, ma saranno ancora una volta le carte processuali, le perizie e le decisioni della magistratura a determinare il prossimo capitolo di una delle vicende giudiziarie italiane più seguite degli ultimi decenni.

29 Settembre 2026 ( modificato il 28 Settembre 2026 | 21:46 )
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