<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>News al cinema: film e novità da vedere al cinema</title>
	<atom:link href="https://metrotoday.it/cinema-news/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://metrotoday.it/cinema-news/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 28 Oct 2026 22:10:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2023/12/cropped-Favicon-32x32.png</url>
	<title>News al cinema: film e novità da vedere al cinema</title>
	<link>https://metrotoday.it/cinema-news/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Da Pino Daniele a Carmine Di Salvo: il biopic la scelta del volto</title>
		<link>https://metrotoday.it/da-pino-daniele-a-carmine-di-salvo-il-biopic-la-scelta-del-volto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[salvatore puzzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 16:07:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://metrotoday.it/?p=641130</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con Je so’ pazzo, il film dedicato a Pino Daniele e presentato alla Festa del Cinema di Roma, si riapre una questione centrale per il cinema biografico contemporaneo: conta di più trovare l’interprete capace di restituire l’identità di un artista o scegliere un volto già amato dal pubblico? Ci sono figure che non possono essere raccontate semplicemente&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/da-pino-daniele-a-carmine-di-salvo-il-biopic-la-scelta-del-volto/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Da Pino Daniele a Carmine Di Salvo: il biopic la scelta del volto</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/da-pino-daniele-a-carmine-di-salvo-il-biopic-la-scelta-del-volto/">Da Pino Daniele a Carmine Di Salvo: il biopic la scelta del volto</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong><em>Con</em> Je so’ pazzo, <em>il film dedicato a Pino Daniele e presentato alla Festa del Cinema di Roma, si riapre una questione centrale per il cinema biografico contemporaneo: conta di più trovare l’interprete capace di restituire l’identità di un artista o scegliere un volto già amato dal pubblico?</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Ci sono figure che non possono essere raccontate semplicemente attraverso una sceneggiatura, una trasformazione fisica o una selezione delle loro canzoni più celebri. Figure che appartengono a un’epoca, a una città, a una sensibilità collettiva. Pino Daniele è una di queste. Non è stato soltanto un musicista, ma un pezzo di Napoli, un modo di raccontarne le contraddizioni, di trasformare la malinconia in ironia e la rabbia in musica.</p>
<p style="font-weight: 400;">Raccontarlo al cinema significa confrontarsi non soltanto con un artista, ma con l’immaginario di un’intera generazione. È proprio per questo che <em>Je so’ pazzo</em>, diretto da Nicola Prosatore, pone una questione che supera i confini del singolo film: <strong>quanto conta davvero l’autenticità nella scelta di chi deve interpretare una persona realmente esistita?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">A vestire i panni del giovane Pino Daniele è Massimiliano Caiazzo, attore diventato popolare soprattutto grazie al ruolo di Carmine Di Salvo nella serie televisiva <em>Mare fuori</em>. Una scelta che porta inevitabilmente con sé un bagaglio di associazioni, aspettative e riconoscibilità. Ed è proprio qui che si apre la riflessione.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-641133" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/images-3-12.webp" alt="" width="691" height="444" /></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il problema non è l’attore, ma il personaggio che il pubblico conosce già</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Massimiliano Caiazzo non è Carmine Di Salvo, così come nessun attore dovrebbe essere condannato a interpretare per sempre il personaggio che lo ha reso celebre. Il cinema dovrebbe rappresentare l’occasione per dimostrare la capacità di trasformarsi, di abbandonare un’identità già consolidata e di diventare qualcun altro.</p>
<p style="font-weight: 400;">Eppure, in <em>Je so’ pazzo</em>, il confine tra l’interprete e il personaggio che lo ha reso popolare sembra, in alcuni momenti, non dissolversi completamente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Alcune espressioni, posture e modalità di manifestare le emozioni richiamano infatti il Carmine di <em>Mare fuori</em>, dando l’impressione di una continuità recitativa che rischia di sovrapporsi alla figura di Pino Daniele. Il problema non riguarda necessariamente una somiglianza letterale, quanto la sensazione che il personaggio cinematografico conservi tratti già familiari, anziché acquisire una propria identità autonoma.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il risultato può essere una rappresentazione che, soprattutto nei passaggi più intensi, sfiora involontariamente il caricaturale. Non</strong> perché l’attore sia necessariamente privo di talento, ma perché la costruzione del personaggio sembra non riuscire sempre a emanciparsi da un modello interpretativo già riconoscibile.</p>
<p style="font-weight: 400;">È qui che diventa difficile stabilire dove finisca la responsabilità dell’attore e dove cominci quella della regia. Una performance non nasce mai isolatamente: prende forma attraverso la sceneggiatura, le indicazioni del regista, il montaggio e le scelte complessive del film. Se un interprete sembra riproporre modalità espressive già utilizzate altrove, la questione riguarda anche la capacità della direzione artistica di guidarlo verso una nuova identità.</p>
<p style="font-weight: 400;">La domanda, dunque, non è semplicemente se Caiazzo sia un bravo attore, ma se questa fosse la scelta più efficace per raccontare Pino Daniele e se il film riesca davvero a liberare il personaggio dall’immagine che il pubblico ha già del suo interprete.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-641134" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/images-4-7.webp" alt="" width="738" height="369" /></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Quando la popolarità diventa un criterio di casting</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il caso apre una riflessione più ampia sul cinema contemporaneo e sul ricorso a interpreti già popolari, capaci di attirare immediatamente l’attenzione del pubblico.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dal punto di vista industriale, la scelta è comprensibile. Un attore conosciuto porta con sé una comunità di spettatori, una presenza mediatica e un livello di riconoscibilità che possono contribuire alla promozione di un film. In un mercato in cui la visibilità è diventata fondamentale, affidarsi a un volto già affermato può apparire una strategia rassicurante.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ma un biopic dovrebbe rispondere prima di tutto a un’esigenza artistica: trovare l’interprete capace di restituire la complessità della persona raccontata.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Quando la popolarità diventa il criterio dominante, il rischio è che il personaggio reale passi in secondo piano. Si parte da un volto già noto e si cerca di adattarlo alla figura storica, anziché partire dalla figura storica e domandarsi chi possa incarnarla nel modo più convincente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Naturalmente, non è possibile affermare senza prove che Caiazzo sia stato scelto principalmente per ragioni commerciali. Il punto non è attribuire intenzioni alla produzione, ma interrogarsi su una tendenza più generale: quanto pesa la riconoscibilità di un attore quando si decide chi debba interpretare una personalità tanto amata?</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il rischio è che la familiarità preceda il film. Lo spettatore non incontra immediatamente Pino Daniele, ma un interprete che già conosce e che deve riuscire a convincerlo a dimenticare tutto il resto.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Se questa trasformazione non si compie pienamente, il biopic perde una delle sue sfide più interessanti: quella di far scomparire l’attore dentro il personaggio, senza ridurre quest’ultimo a una variazione di ruoli precedenti.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-641135" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/images-5-5.webp" alt="" width="678" height="452" /></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Perché non scegliere un interprete di un’altra generazione?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Di fronte a queste perplessità, emerge spontaneamente un’altra domanda: sarebbe stato possibile immaginare una scelta differente, magari affidandosi a un interprete più adulto e con un percorso artistico diverso, come Sal Da Vinci?</p>
<p style="font-weight: 400;">L’ipotesi non implica che Sal Da Vinci sarebbe stato necessariamente più adatto, né che l’età anagrafica garantisca automaticamente una maggiore autenticità. Interpretare un artista non significa soltanto aver vissuto gli stessi anni, ma saperne comprendere il mondo interiore, il linguaggio, le fragilità e le contraddizioni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tuttavia, la possibilità di considerare interpreti appartenenti a generazioni diverse apre una riflessione interessante. Un artista con una differente esperienza musicale e culturale avrebbe potuto avvicinarsi a Pino Daniele attraverso una prospettiva diversa? Avrebbe potuto restituire con maggiore naturalezza il rapporto tra musica, identità napoletana e vissuto personale?</p>
<p style="font-weight: 400;">Non è detto. Un attore giovane può comprendere profondamente un’epoca che non ha vissuto in prima persona, così come un interprete contemporaneo dell’artista può fallire nel restituirne l’essenza. L’autenticità non dipende esclusivamente dall’età, dalla provenienza o dall’esperienza personale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Eppure, la questione merita di essere posta. Il casting di un biopic dovrebbe considerare non soltanto la notorietà dell’interprete o la sua capacità di trasformarsi fisicamente, ma anche la qualità dello sguardo che può portare sul personaggio.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La domanda più pertinente, quindi, non è se servisse necessariamente un attore più adulto, ma se fosse possibile individuare un interprete capace di restituire un Pino Daniele meno costruito</strong> secondo le convenzioni della rappresentazione cinematografica e più credibile come essere umano.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L’autenticità non è una questione di somiglianza</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Quando si racconta una persona realmente esistita, la somiglianza fisica rappresenta soltanto il primo livello della trasformazione. Il secondo, molto più complesso, riguarda il modo in cui quella persona abitava il proprio corpo, parlava, taceva, reagiva e si relazionava con gli altri.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel caso di Pino Daniele, questo significa confrontarsi con una personalità artistica che non può essere separata dalla sua musica, dalle sue radici e dal rapporto, talvolta contraddittorio, con la propria città.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non basta indossarne i vestiti o riprodurne alcuni tratti riconoscibili. Occorre trovare una misura, un ritmo e una specifica maniera di stare al mondo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Un biopic efficace non dovrebbe limitarsi a chiedersi come rendere un interprete il più possibile simile all’originale.</strong> Dovrebbe domandarsi come restituire una persona viva, contraddittoria e imprevedibile, evitando di trasformarla in una sequenza di gesti, espressioni e atteggiamenti facilmente riconoscibili.</p>
<p style="font-weight: 400;">In questo processo, la responsabilità del regista è determinante. La scrittura deve offrire un personaggio abbastanza complesso da non ridursi a una successione di momenti drammatici, mentre la direzione degli attori deve favorire una trasformazione che vada oltre le modalità espressive già associate all’interprete.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’autenticità, in altre parole, non coincide con l’imitazione. È la capacità di restituire la complessità di una persona senza limitarsi a riprodurne la superficie.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-641131" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/images-1-22.webp" alt="" width="638" height="480" /></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il biopic è diventato un prodotto prima ancora che un racconto?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La questione supera i confini di <em>Je so’ pazzo</em> e riguarda il rapporto sempre più stretto tra cinema, riconoscibilità mediatica e logiche di mercato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le biografie cinematografiche hanno una responsabilità particolare: raccontano persone che non appartengono soltanto a chi realizza il film, ma anche alla memoria di chi le ha conosciute, ascoltate, amate o studiate.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quando si sceglie di raccontare un musicista come Pino Daniele, non si lavora su una figura neutra. Esiste già un patrimonio emotivo condiviso, fatto di canzoni, ricordi, concerti e significati personali. Il pubblico arriva in sala con un’immagine dell’artista, ma anche con il desiderio di scoprire aspetti meno conosciuti della sua vita.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per questo il biopic dovrebbe avere il coraggio di andare oltre la superficie e le aspettative più immediate. Non deve necessariamente scegliere un attore sconosciuto, né rifiutare a priori le star. Deve però evitare che il casting diventi una scorciatoia per attirare spettatori.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La popolarità può essere un vantaggio, ma non può sostituire la coerenza artistica della scelta.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">È questa la distinzione che il cinema dovrebbe recuperare: un conto è scegliere un interprete perché è già amato dal pubblico; un altro è sceglierlo perché rappresenta la persona più adatta a raccontare quella storia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le due condizioni possono coincidere, ma non dovrebbero essere confuse.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il rischio di dimenticare la persona dietro il personaggio</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Non sarebbe corretto sostenere che il cinema biografico debba affidarsi esclusivamente a interpreti sconosciuti o appartenenti alla stessa generazione dei protagonisti. Una simile posizione sarebbe una semplificazione altrettanto problematica.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ciò che merita di essere recuperato è il senso della scelta artistica. Un biopic non è una semplice operazione di somiglianza, né una vetrina per dimostrare quanto un attore sia capace di trasformarsi fisicamente. È un incontro tra una persona reale, uno sguardo autoriale e un interprete chiamato a dare corpo a una figura che non esiste più.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Nel caso di <em>Je so’ pazzo</em>, la questione centrale riguarda proprio la capacità di far emergere Pino Daniele al di là di Massimiliano Caiazzo e dell’immagine che il pubblico inevitabilmente associa al suo ruolo in <em>Mare fuori</em>.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Non si tratta di stabilire se l’attore sia bravo o se un altro interprete sarebbe stato migliore, ma di valutare il risultato complessivo: il personaggio acquista una propria identità oppure rimane prigioniero di un modello recitativo già riconoscibile?</p>
<p style="font-weight: 400;">E soprattutto, il film restituisce una persona oppure una rappresentazione costruita per essere immediatamente leggibile dal pubblico?</p>
<p style="font-weight: 400;">Il rischio più grande del biopic contemporaneo non è necessariamente sbagliare un volto, ma dimenticare che dietro quel volto esisteva una persona irripetibile.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Se il cinema sceglie di raccontare una storia vera, la popolarità dell’interprete può contribuire al successo del film. Ma è l’autenticità della rappresentazione a determinarne il valore. E quando il volto diventa più importante della persona, il confine tra racconto biografico e prodotto commerciale rischia di farsi sempre più sottile.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/da-pino-daniele-a-carmine-di-salvo-il-biopic-la-scelta-del-volto/">Da Pino Daniele a Carmine Di Salvo: il biopic la scelta del volto</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Roma, il nasone diventa una star alla Festa del Cinema 2026</title>
		<link>https://metrotoday.it/roma-il-nasone-diventa-una-star-alla-festa-del-cinema-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[salvatore puzzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 05:57:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://metrotoday.it/?p=637728</guid>

					<description><![CDATA[<p>🌐 Festa del Cinema di Roma 2026, ACEA, nasoni di Roma, Gocce di Cinema e I Mille Volti dell’Acqua: alla ventunesima edizione della manifestazione cinematografica, la storica fontanella romana conquista il Blu Carpet e diventa protagonista di un viaggio tra grande schermo, memoria cittadina e sostenibilità. All’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, film celebri, installazioni&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/roma-il-nasone-diventa-una-star-alla-festa-del-cinema-2026/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Roma, il nasone diventa una star alla Festa del Cinema 2026</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/roma-il-nasone-diventa-una-star-alla-festa-del-cinema-2026/">Roma, il nasone diventa una star alla Festa del Cinema 2026</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f310.png" alt="🌐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Festa del Cinema di Roma 2026</strong>, <strong>ACEA</strong>, <strong>nasoni di Roma</strong>, <strong>Gocce di Cinema</strong> e <strong>I Mille Volti dell’Acqua</strong>: alla ventunesima edizione della manifestazione cinematografica, la storica fontanella romana conquista il Blu Carpet e diventa protagonista di un viaggio tra grande schermo, memoria cittadina e sostenibilità. All’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, film celebri, installazioni interattive e cortometraggi raccontano il legame tra la Capitale e l’acqua. Il 13 ottobre è attesa la proiezione del corto vincitore del contest promosso da ACEA, con un premio di 5.000 euro.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-637729" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/nas.webp" alt="" width="595" height="376" />  <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-637731" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/nas2.webp" alt="" width="300" height="223" /></p>
<h2>Festa del Cinema di Roma, sul Blu Carpet brilla il nasone</h2>
<p class="isSelectedEnd">A Roma ci sono monumenti che finiscono sulle cartoline, piazze che diventano scenografie e luoghi che il cinema trasforma in icone. Poi ci sono i nasoni: le caratteristiche fontanelle in ghisa che da generazioni accompagnano la vita quotidiana della Capitale. Quest’anno, alla <strong>Festa del Cinema di Roma</strong>, anche loro conquistano il centro della scena.</p>
<p class="isSelectedEnd">ACEA rinnova la propria presenza alla ventunesima edizione della manifestazione con un progetto che unisce cultura, cinema e sensibilizzazione ambientale. Il protagonista dello stand sarà proprio il nasone, simbolo popolare della città e presenza familiare per romani e visitatori.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’iniziativa trasforma un oggetto apparentemente ordinario in una chiave di lettura della storia urbana. Le fontanelle pubbliche non sono soltanto punti in cui dissetarsi: fanno parte del paesaggio di Roma, accompagnano gli spostamenti quotidiani e sono entrate nell’immaginario collettivo attraverso fotografie, racconti e sequenze cinematografiche.</p>
<p class="isSelectedEnd">La scelta di portarle al centro della manifestazione punta a valorizzare questo patrimonio, collegando la memoria della città a un tema di grande attualità: <strong>il valore dell’acqua come risorsa da tutelare</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il risultato è un percorso nel quale la settima arte diventa uno strumento per parlare di ambiente senza rinunciare alla dimensione emotiva e culturale. Perché una fontanella, sullo schermo, può raccontare molto più di un semplice gesto quotidiano: può restituire un’epoca, un quartiere e un modo di vivere la città.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-637731" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/nas2.webp" alt="" width="588" height="437" /></p>
<h2>Da Anna Magnani a Paola Cortellesi: i nasoni entrano nella storia del cinema</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il cuore del progetto ACEA è una piccola retrospettiva dedicata alle fontanelle romane immortalate nei film italiani. Una raccolta di fotogrammi che attraversa epoche, linguaggi e sensibilità differenti, mostrando come il paesaggio urbano possa diventare parte integrante della narrazione cinematografica.</p>
<p class="isSelectedEnd">Tra i titoli richiamati figurano <strong>“Campo de’ Fiori” di Mario Bonnard</strong>, con Anna Magnani e Aldo Fabrizi, e <strong>“I soliti ignoti” di Mario Monicelli</strong>, con Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman e Totò.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il percorso comprende anche <strong>“Accattone” di Pier Paolo Pasolini</strong> e <strong>“Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica</strong>, opere che hanno lasciato un segno profondo nella rappresentazione cinematografica della società italiana. A completare la selezione arrivano due titoli più recenti, <strong>“La grande bellezza” di Paolo Sorrentino</strong> e <strong>“C’è ancora domani” di Paola Cortellesi</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il filo conduttore è Roma, osservata attraverso i suoi luoghi quotidiani. Non soltanto la città monumentale, quella delle grandi architetture e dei panorami riconoscibili in tutto il mondo, ma anche la Capitale dei vicoli, dei quartieri popolari e degli incontri davanti a una fontanella.</p>
<h3>Il nasone come testimone della Roma quotidiana</h3>
<p class="isSelectedEnd">La forza di queste immagini sta nella capacità di raccontare la città senza trasformarla necessariamente in una cartolina. Il nasone compare nel paesaggio urbano come un elemento familiare, inserito nella vita dei personaggi e nelle dinamiche della scena.</p>
<p class="isSelectedEnd">È una presenza che attraversa generazioni di spettatori e mette in relazione il cinema con l&#8217;esperienza concreta degli abitanti. Una fontanella può diventare lo sfondo di un incontro, un dettaglio che definisce un quartiere o un segno immediatamente riconoscibile dell&#8217;identità romana.</p>
<p class="isSelectedEnd">Questa dimensione popolare rende l&#8217;iniziativa particolarmente efficace sul piano culturale: valorizzare il nasone significa raccontare una città attraverso uno dei suoi simboli più accessibili, capace di parlare tanto ai residenti quanto a chi visita Roma per la prima volta.</p>
<h2>Uno stand come un set di Cinecittà all’Auditorium Parco della Musica</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il progetto non si limita a una raccolta di immagini. Lo stand ACEA, allestito all&#8217;<strong>Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone</strong>, sarà concepito come un set cinematografico, con richiami all&#8217;atmosfera di Cinecittà.</p>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;allestimento punta a coinvolgere direttamente il pubblico, trasformando la visita in un&#8217;esperienza da vivere e condividere. Al centro ci sarà un corner fotografico dedicato al nasone, pensato per consentire ai visitatori di scattare immagini e diventare, almeno per un momento, protagonisti della scena.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un ledwall trasmetterà sequenze e contenuti ispirati ai film italiani che hanno immortalato le fontanelle romane. Accanto alla retrospettiva cinematografica troveranno spazio anche i cortometraggi finalisti del contest <strong>“I Mille Volti dell’Acqua”</strong> e i materiali didattici del progetto ACEA Scuola.</p>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;obiettivo è mettere in dialogo intrattenimento e informazione, offrendo al pubblico diverse modalità per avvicinarsi al tema dell&#8217;acqua: attraverso il linguaggio del cinema, l&#8217;esperienza visiva e i contenuti educativi.</p>
<p class="isSelectedEnd">A indicare il percorso verso lo spazio espositivo sarà il <strong>Blu Carpet</strong>, il tappeto che per l&#8217;occasione si tinge dei colori dell&#8217;acqua. Un richiamo scenografico che lega l&#8217;iniziativa all&#8217;identità della manifestazione e al tema scelto dal gruppo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-637730" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/nas1.webp" alt="" width="581" height="420" /></p>
<h2>“Gocce di Cinema”, l’acqua raccontata attraverso la settima arte</h2>
<p class="isSelectedEnd">Accanto allo stand torna <strong>“Gocce di Cinema”</strong>, la rassegna curata dalla Fondazione Cinema per Roma e dedicata al rapporto tra acqua e linguaggio cinematografico.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il progetto amplia lo sguardo oltre il simbolo del nasone, affrontando il tema dell&#8217;acqua attraverso prospettive differenti: ecologica, naturalistica, culturale, artistica, onirica e religiosa.</p>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;acqua, del resto, occupa da sempre un posto particolare nella storia del cinema. Può diventare elemento narrativo, paesaggio, metafora di trasformazione o presenza capace di modificare il destino dei personaggi. Il suo significato cambia a seconda del contesto, passando dalla dimensione naturale a quella sociale e spirituale.</p>
<p class="isSelectedEnd">La rassegna invita quindi a leggere i film anche attraverso questo elemento, mettendo in relazione opere e autori che hanno segnato la storia della settima arte.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il valore dell&#8217;iniziativa sta proprio nella pluralità dei punti di vista: parlare di acqua attraverso il cinema significa affrontare questioni ambientali, ma anche esplorare il rapporto tra esseri umani, territori e immaginario collettivo.</p>
<p class="isSelectedEnd">In questo modo, la Festa del Cinema diventa uno spazio nel quale la sensibilizzazione sulla tutela delle risorse naturali può incontrare un pubblico ampio, utilizzando storie e immagini per stimolare curiosità e riflessione.</p>
<h2>“I Mille Volti dell’Acqua”: in palio un premio da 5.000 euro</h2>
<p class="isSelectedEnd">Tra gli appuntamenti più attesi torna anche <strong>“I Mille Volti dell’Acqua”</strong>, il contest promosso da ACEA in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il concorso è dedicato a cortometraggi inediti realizzati attraverso tre linguaggi: fiction, documentario e animazione. La sfida per i partecipanti è raccontare l&#8217;acqua con uno sguardo originale, affrontando temi coerenti con gli obiettivi di sostenibilità del gruppo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il tema scelto per l&#8217;edizione 2026 è <strong>“La via dell’acqua: dalla depurazione al mare”</strong>. Il percorso narrativo richiama le diverse fasi che caratterizzano la gestione della risorsa idrica e l&#8217;importanza di proteggerla lungo tutto il suo ciclo.</p>
<p class="isSelectedEnd">La depurazione e il rapporto con il mare diventano così punti di partenza per affrontare questioni che riguardano la qualità dell&#8217;acqua, la tutela degli ecosistemi e la responsabilità collettiva nella gestione di una risorsa essenziale.</p>
<h3>Il 13 ottobre la proiezione del cortometraggio vincitore</h3>
<p class="isSelectedEnd">La giornata del <strong>13 ottobre 2026</strong>, indicata come data di apertura della manifestazione all&#8217;Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, sarà dedicata anche alla proiezione del cortometraggio vincitore.</p>
<p class="isSelectedEnd">Al videomaker sarà assegnato il <strong>Premio Speciale Gruppo ACEA</strong>, accompagnato da un contributo economico di <strong>5.000 euro</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il riconoscimento valorizza la capacità di utilizzare il linguaggio audiovisivo per comunicare temi ambientali e promuovere una maggiore consapevolezza sul ciclo dell&#8217;acqua.</p>
<p class="isSelectedEnd">La presenza dei cortometraggi all&#8217;interno dello stand consente inoltre di dare visibilità ai lavori selezionati, offrendo ai visitatori l&#8217;occasione di scoprire prospettive creative differenti. Fiction, documentario e animazione permettono infatti di affrontare lo stesso tema con strumenti narrativi diversi, dalla ricostruzione della realtà alla sperimentazione visiva.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-637726" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/bol3.webp" alt="" width="594" height="394" /></p>
<h2>ACEA e la cultura dell’acqua: quando la sostenibilità incontra il cinema</h2>
<p class="isSelectedEnd">La presenza alla Festa del Cinema di Roma si inserisce in una strategia di comunicazione che punta a raccontare l&#8217;acqua non soltanto come servizio essenziale, ma anche come patrimonio ambientale, sociale e culturale.</p>
<p class="isSelectedEnd">La scelta del nasone rappresenta un punto d&#8217;incontro tra questa dimensione e l&#8217;identità della Capitale. La fontanella è un oggetto concreto, immediatamente riconoscibile, che permette di affrontare un tema complesso partendo da un&#8217;esperienza quotidiana condivisa.</p>
<p class="isSelectedEnd">A questo si aggiungono le attività educative di ACEA Scuola e il contest cinematografico, che coinvolge nuovi autori nella ricerca di linguaggi capaci di comunicare il valore della risorsa idrica.</p>
<p class="isSelectedEnd">La sfida è rendere la sostenibilità comprensibile e vicina alle persone, evitando che resti un concetto astratto. Il cinema può contribuire a questo obiettivo perché trasforma dati e temi ambientali in storie, immagini e situazioni nelle quali il pubblico può riconoscersi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il percorso proposto alla Festa del Cinema mette così insieme memoria cinematografica, creatività contemporanea e informazione ambientale.</p>
<h2>Il programma ACEA alla Festa del Cinema di Roma 2026</h2>
<p class="isSelectedEnd">La partecipazione di ACEA ruota attorno a quattro elementi principali:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>Il nasone di Roma</strong>, protagonista dell&#8217;allestimento e della retrospettiva sui film italiani.</li>
<li><strong>Il Blu Carpet e il set fotografico</strong>, pensati per coinvolgere il pubblico all&#8217;interno dello stand.</li>
<li><strong>“Gocce di Cinema”</strong>, la rassegna dedicata alle diverse rappresentazioni dell&#8217;acqua nella settima arte.</li>
<li><strong>“I Mille Volti dell’Acqua”</strong>, il contest per cortometraggi inediti, con il tema 2026 dedicato al percorso dalla depurazione al mare e un premio da 5.000 euro.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">La cornice è quella dell&#8217;Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, uno dei luoghi simbolo della vita culturale romana, dove il progetto mette in relazione il linguaggio cinematografico con la sensibilizzazione ambientale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Alla fine, la vera protagonista non è soltanto la fontanella, ma il legame che rappresenta: quello tra una città, la sua storia e una risorsa senza la quale la vita quotidiana sarebbe impossibile.</p>
<p><strong>Alla Festa del Cinema di Roma, il nasone conquista il Blu Carpet e diventa il simbolo di una storia tutta romana: quella dell&#8217;acqua, dei luoghi condivisi e della responsabilità di proteggerli.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/roma-il-nasone-diventa-una-star-alla-festa-del-cinema-2026/">Roma, il nasone diventa una star alla Festa del Cinema 2026</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pinocchio, il bambino del mondo: il viaggio di unl burattino</title>
		<link>https://metrotoday.it/pinocchio-il-bambino-del-mondo-il-viaggio-di-unl-burattino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[salvatore puzzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 10:25:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://metrotoday.it/?p=637487</guid>

					<description><![CDATA[<p>🌐 Pinocchio torna a Roma, ma questa volta non è soltanto il protagonista di una nuova storia: è la guida di un viaggio attraverso il proprio mito. Il 24 ottobre, al MAXXI, la Festa del Cinema di Roma ospita in anteprima mondiale “Pinocchio, il bambino del mondo”, il documentario di Paolo Borraccetti che attraversa cinema,&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/pinocchio-il-bambino-del-mondo-il-viaggio-di-unl-burattino/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Pinocchio, il bambino del mondo: il viaggio di unl burattino</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/pinocchio-il-bambino-del-mondo-il-viaggio-di-unl-burattino/">Pinocchio, il bambino del mondo: il viaggio di unl burattino</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f310.png" alt="🌐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Pinocchio torna a Roma, </strong>ma questa volta non è soltanto il protagonista di una nuova storia: è la guida di un viaggio attraverso il proprio mito.<strong> Il 24 ottobre, al MAXXI, la Festa del Cinema di Roma ospita in anteprima mondiale “Pinocchio, il bambino del mondo”, </strong>il documentario di Paolo Borraccetti che attraversa cinema, teatro, animazione, illustrazione, musica e danza per raccontare come il burattino nato dalla fantasia di Carlo Collodi sia diventato una figura universale. <strong>Con Guillermo del Toro, Francesca Comencini e Amalia Ruocco, il film arriva nell’anno del bicentenario della nascita di Collodi.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">C&#8217;è un personaggio italiano che non ha mai avuto bisogno di un passaporto.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ha attraversato confini, lingue, ideologie e generazioni. È entrato nei libri, nei film, nei cartoni animati, nei teatri, nei musical, nelle opere liriche e persino nella danza contemporanea.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ha cambiato volto innumerevoli volte, ma è rimasto riconoscibile.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>È Pinocchio, il burattino che da quasi un secolo e mezzo continua a comportarsi come se il mondo intero fosse il suo palcoscenico.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">È proprio questo viaggio straordinario a essere raccontato da <strong>“Pinocchio, il bambino del mondo”</strong>, il nuovo documentario diretto da <strong>Paolo Borraccetti</strong>, che sarà presentato in anteprima mondiale sabato 24 ottobre alle 21.30 al MAXXI, all&#8217;interno della sezione Freestyle della 21ª Festa del Cinema di Roma.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il film, della durata di 90 minuti, è una produzione Italia-Francia e arriva in un momento particolarmente significativo: il <strong>2026 celebra infatti i 200 anni dalla nascita di Carlo Collodi</strong>, l&#8217;autore al quale dobbiamo il personaggio di Pinocchio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ma il documentario non vuole semplicemente raccontare ancora una volta la storia del burattino.</p>
<p class="isSelectedEnd">Vuole raccontare <strong>che cosa è successo a Pinocchio dopo essere diventato Pinocchio</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-637488" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/72THONVfs_ltzAstGKaTWa47rOMZRdJIIoXsWNJCzcDo7Qyq6BUqMoGd-efuOYEKYN_ZuqpZ8eofU2Gy3Kqtot914CfNhzaQncxpTV212vu3VoCYxrFlBIItp58NKVVKjDq515wkH08jpTUuZS4uCk5sKLjO1PvSzoGHX9XkiW0.webp" alt="" width="1529" height="860" srcset="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/72THONVfs_ltzAstGKaTWa47rOMZRdJIIoXsWNJCzcDo7Qyq6BUqMoGd-efuOYEKYN_ZuqpZ8eofU2Gy3Kqtot914CfNhzaQncxpTV212vu3VoCYxrFlBIItp58NKVVKjDq515wkH08jpTUuZS4uCk5sKLjO1PvSzoGHX9XkiW0-390x220.webp 390w, https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/72THONVfs_ltzAstGKaTWa47rOMZRdJIIoXsWNJCzcDo7Qyq6BUqMoGd-efuOYEKYN_ZuqpZ8eofU2Gy3Kqtot914CfNhzaQncxpTV212vu3VoCYxrFlBIItp58NKVVKjDq515wkH08jpTUuZS4uCk5sKLjO1PvSzoGHX9XkiW0-780x439.webp 780w" sizes="auto, (max-width: 1529px) 100vw, 1529px" /></p>
<h2>Pinocchio non appartiene più soltanto all&#8217;Italia</h2>
<p class="isSelectedEnd">La forza del progetto nasce da una domanda apparentemente semplice: come ha fatto una storia nata sulle pagine di una pubblicazione per ragazzi a trasformarsi in uno dei racconti italiani più conosciuti e reinterpretati nel mondo?</p>
<p class="isSelectedEnd">La risposta passa attraverso un viaggio internazionale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Pinocchio è arrivato negli Stati Uniti, in Cina, in Iran, nell&#8217;Unione Sovietica, in Francia, in Spagna, in Messico e in molti altri Paesi, assumendo ogni volta forme differenti.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Il personaggio è cambiato insieme alle culture che lo hanno incontrato.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Eppure qualcosa è rimasto intatto.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il burattino continua a rappresentare il desiderio di diventare altro da ciò che si è, la curiosità, la disobbedienza, la paura, il rapporto con la menzogna, il bisogno di essere riconosciuti e soprattutto il desiderio di diventare finalmente “veri”.</p>
<p class="isSelectedEnd">È probabilmente questo nucleo universale ad avergli permesso di superare ogni confine.</p>
<h2>Un documentario costruito come un viaggio nel mito</h2>
<p class="isSelectedEnd">“Pinocchio, il bambino del mondo” nasce dalla volontà di raccogliere un patrimonio enorme di immagini e testimonianze.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il documentario utilizza infatti <strong>materiali d&#8217;archivio in gran parte inediti</strong>, attraversando film, animazione, libri illustrati, spettacoli teatrali, opere liriche, musical e danza contemporanea.</p>
<p class="isSelectedEnd">Non si tratta quindi di raccontare una sola versione di Pinocchio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Al contrario.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il film mette insieme le molte vite del personaggio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ogni cultura ha trovato nel burattino qualcosa di proprio e lo ha trasformato secondo la propria sensibilità.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Pinocchio diventa così una specie di specchio del mondo.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Lo stesso personaggio può assumere significati diversi a seconda del luogo nel quale viene rappresentato.</p>
<p class="isSelectedEnd">E proprio questa molteplicità rende il suo mito ancora più interessante.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-637490" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/eeGn7lTwPRYcuN5ckngr6X-0fO7LK0CMaqr-JVXk5uoBRIEJLhCk4xX-jcz4xPFG7CsTJWdBwCjJ55c7rnu9WEbjMQWdYE2wnT47Mlw_RJQ3YfrxqfXb_vSDw-cRVOAVJytESBETKfu4xJmhnZQhAYxJK7TcpfDhaAgAIXcRpRE.webp" alt="" width="1529" height="860" srcset="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/eeGn7lTwPRYcuN5ckngr6X-0fO7LK0CMaqr-JVXk5uoBRIEJLhCk4xX-jcz4xPFG7CsTJWdBwCjJ55c7rnu9WEbjMQWdYE2wnT47Mlw_RJQ3YfrxqfXb_vSDw-cRVOAVJytESBETKfu4xJmhnZQhAYxJK7TcpfDhaAgAIXcRpRE-390x220.webp 390w, https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/eeGn7lTwPRYcuN5ckngr6X-0fO7LK0CMaqr-JVXk5uoBRIEJLhCk4xX-jcz4xPFG7CsTJWdBwCjJ55c7rnu9WEbjMQWdYE2wnT47Mlw_RJQ3YfrxqfXb_vSDw-cRVOAVJytESBETKfu4xJmhnZQhAYxJK7TcpfDhaAgAIXcRpRE-780x439.webp 780w" sizes="auto, (max-width: 1529px) 100vw, 1529px" /></p>
<h2>La novità: questa volta Pinocchio racconta se stesso</h2>
<p class="isSelectedEnd">C&#8217;è però un elemento che rende il documentario particolarmente originale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Questa volta non sono soltanto gli studiosi, gli artisti o i registi a parlare di Pinocchio.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>È Pinocchio stesso a prendere la parola.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Il personaggio rompe la quarta parete e diventa la guida dello spettatore.</p>
<p class="isSelectedEnd">La sua presenza conduce il pubblico attraverso gli spazi dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Firenze, tra statue, bozzetti, maschere e laboratori, in un percorso notturno che trasforma il luogo della formazione artistica in una sorta di teatro del mito.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il risultato è un ribaltamento interessante.</p>
<p class="isSelectedEnd">Pinocchio non viene più osservato soltanto dall&#8217;esterno.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Diventa il narratore della propria storia.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">È come se, dopo essere stato rappresentato per generazioni da altri, il burattino avesse finalmente deciso di raccontare ciò che gli è accaduto.</p>
<h2>Amalia Ruocco è Pinocchio</h2>
<p class="isSelectedEnd">A dare corpo a questa nuova dimensione del personaggio è <strong>Amalia Ruocco</strong>, performer della compagnia Zaches Teatro.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ed è qui che il documentario introduce un altro gioco sul tema dell&#8217;identità.</p>
<p class="isSelectedEnd">Dietro la maschera del burattino c&#8217;è infatti una donna.</p>
<p class="isSelectedEnd">La scelta non è casuale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Pinocchio è da sempre un personaggio sospeso tra identità diverse: legno e carne, bambino e burattino, realtà e finzione, disobbedienza e desiderio di trasformazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Affidarlo a una performer significa accentuare proprio questa ambiguità.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Chi è davvero Pinocchio?</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Il burattino?</p>
<p class="isSelectedEnd">Il bambino?</p>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;immagine che gli altri hanno costruito di lui?</p>
<p class="isSelectedEnd">Oppure tutte queste cose insieme?</p>
<p class="isSelectedEnd">Il documentario sembra partire proprio da questa domanda per affrontare il mito attraverso il movimento, il corpo e la teatralità.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-637492" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/unnamed.webp" alt="" width="755" height="1080" /></p>
<h2>Guillermo del Toro e Francesca Comencini nel viaggio</h2>
<p class="isSelectedEnd">Tra le presenze che accompagnano il racconto ci sono anche <strong>Guillermo del Toro</strong> e <strong>Francesca Comencini</strong>, due personalità che hanno sviluppato nel loro lavoro un rapporto molto forte con il cinema, la memoria e la capacità delle immagini di trasformare una storia.</p>
<p class="isSelectedEnd">La presenza di del Toro assume un significato particolare.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il regista messicano ha dedicato a Pinocchio una delle sue opere più personali, trasformando il racconto di Collodi attraverso l&#8217;animazione in stop-motion e affrontando il tema della crescita, della morte, della perdita e della libertà.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il suo Pinocchio è diverso da molte versioni precedenti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ma proprio questa differenza dimostra la forza del personaggio originale.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Pinocchio può cambiare radicalmente senza smettere di essere Pinocchio.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">È una caratteristica rara.</p>
<p class="isSelectedEnd">Molti personaggi diventano prigionieri della propria immagine più famosa.</p>
<p class="isSelectedEnd">Lui no.</p>
<p class="isSelectedEnd">Continua a sopravvivere proprio grazie alla possibilità di essere reinventato.</p>
<h2>Da Collodi a Disney: quante vite ha avuto Pinocchio?</h2>
<p class="isSelectedEnd">Una delle ragioni della sua straordinaria diffusione è la capacità di adattarsi.</p>
<p class="isSelectedEnd">La versione letteraria di Collodi appartiene alla Firenze e all&#8217;Italia di fine Ottocento.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le successive interpretazioni hanno invece spostato il personaggio in altri contesti culturali.</p>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;animazione lo ha trasformato.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il cinema lo ha riscritto.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il teatro lo ha portato sul palcoscenico.</p>
<p class="isSelectedEnd">La musica ne ha fatto un personaggio da cantare.</p>
<p class="isSelectedEnd">La danza ne ha esplorato il corpo.</p>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;illustrazione ne ha moltiplicato i volti.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Ogni epoca ha creato il proprio Pinocchio.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">E ogni volta il pubblico ha riconosciuto qualcosa di familiare.</p>
<p class="isSelectedEnd">È questo uno dei paradossi del personaggio: più viene reinterpretato, più dimostra di appartenere a tutti.</p>
<h2>Il burattino che ha attraversato ideologie e confini</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il documentario non si limita a una panoramica artistica.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il viaggio di Pinocchio racconta anche qualcosa della storia culturale del Novecento.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il personaggio è stato reinterpretato in contesti politici e sociali molto diversi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ha attraversato il mondo occidentale, l&#8217;Asia, l&#8217;America Latina e Paesi caratterizzati da sistemi ideologici profondamente differenti.</p>
<p class="isSelectedEnd">E ogni volta è stato possibile adattarlo a nuove esigenze narrative.</p>
<p class="isSelectedEnd">Questo dimostra una caratteristica fondamentale delle grandi opere: <strong>un personaggio universale non è necessariamente quello che mantiene sempre la stessa forma, ma quello che riesce a sopravvivere cambiando forma</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Pinocchio è esattamente questo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un&#8217;identità mobile.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un personaggio che può essere bambino, burattino, ragazzo, simbolo, maschera, creatura fantastica o metafora.</p>
<h2>La bugia è solo una piccola parte della storia</h2>
<p class="isSelectedEnd">Quando si pensa a Pinocchio, il primo elemento che viene in mente è spesso il naso che cresce quando racconta una bugia.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ma ridurre il personaggio alla menzogna significa perdere quasi tutto il resto.</p>
<p class="isSelectedEnd">Pinocchio parla soprattutto di <strong>trasformazione</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Vuole essere diverso.</p>
<p class="isSelectedEnd">Vuole essere accettato.</p>
<p class="isSelectedEnd">Vuole conoscere il mondo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Vuole sfuggire alle regole e contemporaneamente trovare qualcuno che gli indichi una direzione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Vuole essere libero e, nello stesso tempo, desidera appartenere a qualcuno.</p>
<p class="isSelectedEnd">Sono contraddizioni profondamente umane.</p>
<p class="isSelectedEnd">E forse è proprio per questo che il personaggio continua a funzionare anche per gli adulti.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Pinocchio non è soltanto il bambino che mente. È l&#8217;essere umano che sta imparando a diventare se stesso.</strong></p>
<h2>Il bambino del mondo</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il titolo del documentario contiene una definizione che va oltre la geografia.</p>
<p class="isSelectedEnd">Pinocchio è “il bambino del mondo” non soltanto perché è conosciuto in molti Paesi.</p>
<p class="isSelectedEnd">È il bambino del mondo perché <strong>ogni società può riconoscere in lui una parte della propria infanzia</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">La paura di essere esclusi.</p>
<p class="isSelectedEnd">La curiosità verso ciò che non conosciamo.</p>
<p class="isSelectedEnd">La tentazione di disobbedire.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il desiderio di essere indipendenti.</p>
<p class="isSelectedEnd">La difficoltà di capire le conseguenze delle proprie azioni.</p>
<p class="isSelectedEnd">La voglia di diventare grandi senza sapere esattamente che cosa significhi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Sono esperienze che non hanno nazionalità.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per questo Pinocchio può parlare a un bambino cinese, a un ragazzo italiano, a un adulto messicano o a uno spettatore iraniano.</p>
<p class="isSelectedEnd">La sua storia è locale nella forma, ma universale nella sostanza.</p>
<h2>Il bicentenario di Collodi</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il 2026 aggiunge un ulteriore livello al progetto.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il documentario arriva infatti nel pieno delle celebrazioni per i <strong>200 anni dalla nascita di Carlo Collodi</strong>, nato nel 1826.</p>
<p class="isSelectedEnd">È quindi l&#8217;occasione per tornare non soltanto sul personaggio, ma anche sulla straordinaria eredità dell&#8217;autore che lo ha creato.</p>
<p class="isSelectedEnd">Collodi probabilmente non avrebbe potuto immaginare la dimensione internazionale raggiunta dalla sua creatura.</p>
<p class="isSelectedEnd">Quando “La storia di un burattino” cominciò a essere pubblicata nel 1881 sul <em>Giornale per i bambini</em>, nessuno poteva sapere che quel personaggio sarebbe diventato una delle figure più riconoscibili della cultura italiana nel mondo.</p>
<p class="isSelectedEnd">La sua storia avrebbe attraversato più di un secolo.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>E Pinocchio avrebbe continuato a crescere proprio mentre cambiava.</strong></p>
<h2>Il MAXXI diventa il punto d&#8217;incontro tra passato e presente</h2>
<p class="isSelectedEnd">La scelta del MAXXI per l&#8217;anteprima mondiale non è un semplice dettaglio logistico.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il museo romano è uno spazio dedicato all&#8217;arte contemporanea e alla sperimentazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Portare qui Pinocchio significa collocare un personaggio nato nell&#8217;Ottocento dentro uno spazio fortemente legato alla cultura contemporanea.</p>
<p class="isSelectedEnd">È un incontro simbolico.</p>
<p class="isSelectedEnd">Da una parte c&#8217;è Collodi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Dall&#8217;altra ci sono cinema, video, performance, installazioni e nuovi linguaggi.</p>
<p class="isSelectedEnd">In mezzo c&#8217;è Pinocchio.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Un personaggio antico che continua a sembrare contemporaneo.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">La 21ª Festa del Cinema di Roma, in programma dal 13 al 25 ottobre, dedica al documentario la serata di sabato 24 ottobre alle 21.30 nella sezione Freestyle Arts del MAXXI.</p>
<h2>Un film costruito sulla memoria delle immagini</h2>
<p class="isSelectedEnd">Uno degli aspetti più affascinanti del progetto è il lavoro sugli archivi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Raccogliere le diverse rappresentazioni di Pinocchio significa costruire una sorta di <strong>atlante visivo del personaggio</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un&#8217;immagine dopo l&#8217;altra, il pubblico può assistere alla metamorfosi del burattino.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un Pinocchio cinematografico.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un Pinocchio teatrale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un Pinocchio illustrato.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un Pinocchio musicale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un Pinocchio danzante.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un Pinocchio reinterpretato da culture lontane.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il film diventa così anche una riflessione sul potere dell&#8217;immagine.</p>
<p class="isSelectedEnd">Perché ogni rappresentazione non racconta soltanto Pinocchio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Racconta anche <strong>la società che lo ha rappresentato</strong>.</p>
<h2>Perché Pinocchio continua a inquietarci</h2>
<p class="isSelectedEnd">C&#8217;è un lato di Pinocchio che spesso viene messo in secondo piano: quello inquietante.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il legno che prende vita.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gli occhi che sembrano osservare.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il corpo che non è completamente umano.</p>
<p class="isSelectedEnd">La metamorfosi.</p>
<p class="isSelectedEnd">La paura di essere scoperti.</p>
<p class="isSelectedEnd">La possibilità di trasformarsi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il rapporto con la morte e con la perdita.</p>
<p class="isSelectedEnd">Sono elementi che spiegano anche perché il personaggio abbia affascinato tanto artisti contemporanei e registi capaci di guardare alla fiaba come a qualcosa di più complesso di un semplice racconto per bambini.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Pinocchio è rassicurante e perturbante allo stesso tempo.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">È un bambino che vuole diventare umano, ma è anche un essere che non appartiene completamente a nessun mondo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Forse è proprio questa ambiguità a renderlo eterno.</p>
<h2>Il Pinocchio di oggi non ha bisogno di essere identico a quello di ieri</h2>
<p class="isSelectedEnd">Una delle lezioni più interessanti che emerge dal progetto di Borraccetti è che non esiste un solo Pinocchio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Esistono tanti Pinocchi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Quello di Collodi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Quello del cinema.</p>
<p class="isSelectedEnd">Quello dei teatri.</p>
<p class="isSelectedEnd">Quello dei bambini.</p>
<p class="isSelectedEnd">Quello degli illustratori.</p>
<p class="isSelectedEnd">Quello di chi lo ha incontrato per la prima volta da adulto.</p>
<p class="isSelectedEnd">Quello di chi lo ha usato per parlare di libertà, crescita, identità o trasformazione.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Il personaggio continua a vivere proprio perché nessuno possiede definitivamente il suo significato.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Ogni generazione può prenderlo e riscriverlo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Può guardarlo con occhi nuovi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Può scoprire nella sua storia qualcosa che le generazioni precedenti non avevano visto.</p>
<h2>Una storia italiana diventata patrimonio del mondo</h2>
<p class="isSelectedEnd">È forse questa la vera ragione per cui il titolo “Il bambino del mondo” funziona così bene.</p>
<p class="isSelectedEnd">Pinocchio nasce italiano.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ma non è rimasto italiano.</p>
<p class="isSelectedEnd">È diventato un patrimonio condiviso.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il suo viaggio racconta una delle forme più affascinanti della cultura: <strong>la capacità di una storia locale di diventare universale senza perdere completamente le proprie radici</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il burattino continua a portarsi dietro la voce di Collodi, la Toscana, la bottega di Geppetto, il Gatto e la Volpe, la Fata, il Grillo Parlante.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ma contemporaneamente è entrato in mondi completamente diversi.</p>
<p class="isSelectedEnd">È stato tradotto, disegnato, filmato, scolpito, danzato e reinventato.</p>
<p class="isSelectedEnd">E ogni volta è rinato.</p>
<h2>L&#8217;appuntamento da non perdere a Roma</h2>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;appuntamento è fissato per <strong>sabato 24 ottobre alle 21.30 al MAXXI</strong>, nell&#8217;ambito della 21ª Festa del Cinema di Roma.</p>
<p class="isSelectedEnd">“Pinocchio, il bambino del mondo” è diretto da Paolo Borraccetti e vede tra i protagonisti e testimoni <strong>Guillermo del Toro, Francesca Comencini e Amalia Ruocco</strong>, insieme a Davide Iodice, Caroline Anthérieu-Yagbasan, Toby Olié, Francesca Tancini, Narjes Ghorbani, Gao Changxu, Anna Lushenkova Foscolo e Alida Baldari Calabria.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il documentario è prodotto da <strong>Lilium Distribution, Tag Film e D-Hub Studios</strong>, in collaborazione con Rai Documentari, ARTE G.E.I.E., Multimedia San Paolo – Milano e Accademia di Belle Arti di Firenze.</p>
<h2>Pinocchio non è mai diventato grande davvero</h2>
<p class="isSelectedEnd">Ed è forse proprio questo il suo segreto.</p>
<p class="isSelectedEnd">Pinocchio continua a essere un bambino.</p>
<p class="isSelectedEnd">Non perché non cresca, ma perché <strong>la sua storia parla continuamente del desiderio di crescere</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ogni volta che qualcuno guarda il personaggio, può riconoscere quel momento della vita nel quale non sa ancora chi diventerà.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il legno non è ancora carne.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il bambino non è ancora adulto.</p>
<p class="isSelectedEnd">La bugia non è ancora consapevolezza.</p>
<p class="isSelectedEnd">La fuga non è ancora libertà.</p>
<p class="isSelectedEnd">La disobbedienza non è ancora autonomia.</p>
<p class="isSelectedEnd">Tutto è ancora possibile.</p>
<p class="isSelectedEnd">E forse è per questo che Pinocchio continua a viaggiare.</p>
<p class="isSelectedEnd">Perché il mondo cambia, le immagini cambiano, le tecnologie cambiano, i linguaggi cambiano.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ma resta sempre qualcuno che vuole capire <strong>chi è, da dove viene e chi può diventare</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Quella domanda non appartiene soltanto a un burattino.</p>
<p class="isSelectedEnd">Appartiene a tutti noi.</p>
<p>E così, a 200 anni dalla nascita di Carlo Collodi, Pinocchio torna a Roma per raccontare la sua storia più grande: non quella di un bambino che voleva diventare un uomo, ma quella di <strong>un personaggio italiano che è riuscito a diventare il bambino di tutto il mondo</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/pinocchio-il-bambino-del-mondo-il-viaggio-di-unl-burattino/">Pinocchio, il bambino del mondo: il viaggio di unl burattino</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Checco Zalone, il Tapiro arriva dopo il trionfo: la beffa dei cento milioni</title>
		<link>https://metrotoday.it/checco-zalone-il-tapiro-arriva-dopo-il-trionfo-la-beffa-dei-cento-milioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[salvatore puzzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 11:08:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://metrotoday.it/?p=641976</guid>

					<description><![CDATA[<p>🌐 Checco Zalone e il regista Gennaro Nunziante hanno ricevuto il Tapiro d&#8217;Oro di Striscia la Notizia il 29 gennaio 2026, dopo gli incassi straordinari di Buen Camino. Il motivo della consegna era paradossale: il film aveva superato risultati commerciali eccezionali, ma senza raggiungere la soglia simbolica dei cento milioni di euro. Una provocazione televisiva&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/checco-zalone-il-tapiro-arriva-dopo-il-trionfo-la-beffa-dei-cento-milioni/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Checco Zalone, il Tapiro arriva dopo il trionfo: la beffa dei cento milioni</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/checco-zalone-il-tapiro-arriva-dopo-il-trionfo-la-beffa-dei-cento-milioni/">Checco Zalone, il Tapiro arriva dopo il trionfo: la beffa dei cento milioni</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f310.png" alt="🌐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Checco Zalone e il regista Gennaro Nunziante hanno ricevuto il Tapiro d&#8217;Oro di Striscia la Notizia il 29 gennaio 2026, dopo gli incassi straordinari di Buen Camino.</strong> Il motivo della consegna era paradossale: il film aveva superato risultati commerciali eccezionali, ma senza raggiungere la soglia simbolica dei cento milioni di euro. Una provocazione televisiva che ha trasformato il successo in una finta sconfitta, nel linguaggio ironico del programma.</p>
<div>
<p><img decoding="async" src="https://images.openai.com/static-rsc-4/xfIIpGhsr0oRpVKMctSxyqmyLEbWCQa1LxUW2J8_vL5_tB21nBUp-m7mp4CE2w41-EB00HNCHWOjkjaxMZQ16zZlcc73sTmhLz7UTAxzQ1WisLsrcYzW8AWKPVqeb7mwf-HgAZ5aj64V_CSXJTLikMq2xluSdj7uJilru1yDbtI?purpose=inline" alt="Striscia la Notizia, nella seconda puntata Tapiro d'oro a Checco Zalone e Gennaro Nunziante | Mediaset Infinity" /></p>
</div>
<h2>Il premio alla sfortuna più fortunata</h2>
<p>Il Tapiro d&#8217;Oro è tradizionalmente associato a personaggi protagonisti di inconvenienti, errori o situazioni imbarazzanti.</p>
<p><strong>Nel caso di Checco Zalone e Gennaro Nunziante, però, la consegna ha assunto un significato ironico.</strong></p>
<p><strong>La coppia creativa aveva ottenuto un successo cinematografico eccezionale con Buen Camino.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;incasso aveva superato quello di importanti produzioni internazionali sul mercato italiano.</strong></p>
<p>Eppure, il traguardo simbolico dei cento milioni di euro non era stato raggiunto.</p>
<p>Proprio questa mancata soglia è diventata il pretesto per il riconoscimento satirico.</p>
<h2>Staffelli incontra Zalone a Bari</h2>
<div>
<p><img decoding="async" src="https://images.openai.com/static-rsc-4/H6-hecI5sPZwyQgMNjaw-39yLUzJzf4_Ae9LeCPZLIPYL-ijKhwDvOEoaMI-f-L0yUX0ufo56r_FVgL9zxJxmhKupzyzWGDPYOktBBPPX125Uo0mN92uZ9ntKG6w-hExX0t6ry5JcZouWMW_iXtswk1e8eLwg36LyJ1ocqX4UQU?purpose=inline" alt="Buen Camino di Checco Zalone è il film con l'incasso più alto di sempre, ma non il più visto: ne ha 3 davanti" /></p>
<div>
<div></div>
</div>
</div>
<p>Valerio Staffelli ha intercettato Checco Zalone e Gennaro Nunziante durante una passeggiata sul lungomare di Bari.</p>
<p>La consegna è stata trasmessa nel secondo appuntamento della nuova stagione televisiva di Striscia la Notizia.</p>
<p>Per Zalone non si trattava del primo Tapiro.</p>
<p>Il comico barese aveva già ricevuto il riconoscimento in precedenti occasioni.</p>
<h2>Il successo di Buen Camino</h2>
<p>La pellicola ha confermato la capacità di Zalone di attirare un pubblico molto ampio.</p>
<p>Il cinema italiano affronta da anni una competizione intensa con piattaforme digitali e grandi produzioni straniere.</p>
<p>Un successo commerciale di questa dimensione rappresenta quindi un fenomeno significativo.</p>
<p>Ma i risultati economici non esauriscono il giudizio artistico su un film.</p>
<div>
<p><img decoding="async" src="https://images.openai.com/static-rsc-4/IAE2df7xE9FgDo-oFmoTnmJO5ZpsVNtdi4NE-PRmcevmcZD90yVPVU5GnUsrrg6hGivHMLdbsorA-2j4q8j6TLwPJ3MVMReB9h29bToD5CcrRTAQGNlI6TI15EVa1p4f3mkxJMR-C9INdKjsd0-wqybX0FT2fVBwzr9cDQvvFSU?purpose=inline" alt="Buen Camino, cast e trama film - Super Guida TV" /></p>
</div>
<h2>La satira del successo</h2>
<p>La scelta di premiare simbolicamente una mancata soglia record permette di giocare con le aspettative contemporanee.</p>
<p>Nell&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento, risultati eccellenti vengono talvolta considerati insufficienti se non superano ulteriori primati.</p>
<p>Il Tapiro trasforma questa ossessione in una battuta.</p>
<p>È un modo per ridimensionare il culto delle cifre.</p>
<h2>Zalone e Nunziante, un rapporto creativo importante</h2>
<div>
<p><img decoding="async" src="https://images.openai.com/static-rsc-4/WeNQYfGQJaNTL1Fki96SAEWioShP_XiBZpCRGl5T4Syw_rwuWTz28p4BJzcxI8_HlfZLWWTSgaixNbu5ZMtJkUgVLdOeYfoAGAiRElR3nDB323tRskz02L02hxiIXScOd9ggWe-H5XAgqMEDJHiFX3CGFic0mL2B3AZYyGAZk_Q?purpose=inline" alt="“Buen camino”, il film dei record di Checco Zalone arriva su Netflix - la Repubblica" /></p>
</div>
<p>La collaborazione fra il regista e il comico ha prodotto alcuni dei film italiani più popolari degli ultimi decenni.</p>
<p>La capacità di intercettare temi sociali attraverso una comicità riconoscibile costituisce un elemento centrale del loro successo.</p>
<p>Il rapporto fra regia, scrittura e interpretazione dimostra quanto i risultati cinematografici dipendano da un lavoro collettivo.</p>
<h2>Un Tapiro che celebra una vittoria</h2>
<div>
<p><img decoding="async" src="https://images.openai.com/static-rsc-4/0xg1wHMD7TZgG1eUfmGHRFjUQckkBvr3ODeRbBATerNCY_8i6b2CihJufAFIicCzPaNNhKQFXEN7lAL3x9QpP6zWd-R_aic645JPg2fPSb7OYVui5k1e-NU6ZdpKHO56BmqRbkraNvy8IdVWfSUhuB0R6jOikd8KYBzwwq38ipA?purpose=inline" alt="Zalone da record, migliore apertura di sempre per un film di Natale - Ticinonline" /></p>
</div>
<p>La consegna del premio non rappresentava una vera bocciatura.</p>
<p><strong>Era una provocazione costruita intorno a un successo commerciale.</strong></p>
<p><strong>Quando un film incassa cifre straordinarie, considerare una sconfitta il mancato raggiungimento dei cento milioni diventa una battuta sul nostro rapporto con i record.</strong></p>
<p>E Zalone, abituato a raccontare le contraddizioni italiane attraverso l&#8217;ironia, è diventato ancora una volta il protagonista ideale di questo paradosso.</p>
<p><strong>Le immagini visualizzate sono riferimenti di repertorio di corredo all&#8217;articolo, meramente indicative.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/checco-zalone-il-tapiro-arriva-dopo-il-trionfo-la-beffa-dei-cento-milioni/">Checco Zalone, il Tapiro arriva dopo il trionfo: la beffa dei cento milioni</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rotten Tree su Prime Video: il passato che non muore mai</title>
		<link>https://metrotoday.it/rotten-tree-su-prime-video-il-passato-che-non-muore-mai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[salvatore puzzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 14:47:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://metrotoday.it/?p=636864</guid>

					<description><![CDATA[<p>🌐 Rotten Tree, film italiano, noir psicologico e opera prima di Lorenzo Gargano, porta sullo schermo la storia di un attore costretto a fare i conti con droga, violenza, abbandono e memoria. Un racconto indipendente che usa il cinema di genere per scavare nelle fragilità personali e nel prezzo della rinascita. Rotten Tree, il noir&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/rotten-tree-su-prime-video-il-passato-che-non-muore-mai/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Rotten Tree su Prime Video: il passato che non muore mai</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/rotten-tree-su-prime-video-il-passato-che-non-muore-mai/">Rotten Tree su Prime Video: il passato che non muore mai</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="auto" data-start="60" data-end="392"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f310.png" alt="🌐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="63" data-end="78">Rotten Tree</strong>, <strong data-start="80" data-end="97">film italiano</strong>, <strong data-start="99" data-end="119">noir psicologico</strong> e opera prima di <strong data-start="137" data-end="156">Lorenzo Gargano</strong>, porta sullo schermo la storia di un attore costretto a fare i conti con <strong data-start="230" data-end="270">droga, violenza, abbandono e memoria</strong>. Un racconto indipendente che usa il cinema di genere per scavare nelle fragilità personali e nel prezzo della rinascita.</p>
<h2 dir="auto" data-section-id="1vj12bm" data-start="396" data-end="469">Rotten Tree, il noir italiano che trasforma il passato in una minaccia</h2>
<p dir="auto" data-start="471" data-end="754">Ci sono film nei quali il passato rappresenta soltanto un elemento della biografia del protagonista. E poi ci sono opere in cui il passato diventa una presenza fisica, quasi un personaggio invisibile capace di occupare ogni stanza, ogni silenzio, ogni momento di apparente normalità.</p>
<p dir="auto" data-start="756" data-end="806"><strong data-start="756" data-end="771">Rotten Tree</strong> appartiene alla seconda categoria.</p>
<p dir="auto" data-start="808" data-end="1155">L&#8217;opera prima di <strong data-start="825" data-end="844">Lorenzo Gargano</strong> sceglie infatti di raccontare una storia nella quale il vero conflitto non si trova soltanto fuori dal protagonista, ma soprattutto dentro di lui. Al centro c&#8217;è <strong data-start="1006" data-end="1016">Giulio</strong>, un giovane attore che sembra aver costruito una nuova esistenza, mentre continua a essere inseguito dalle conseguenze di ciò che è stato.</p>
<p dir="auto" data-start="1157" data-end="1535">Il film, prodotto nell&#8217;ambito della <strong data-start="1193" data-end="1225">Libera Università del Cinema</strong>, si muove tra dramma, noir, thriller psicologico e riflessione sul mestiere dell&#8217;attore. Una contaminazione che consente a Gargano di evitare il racconto lineare del trauma e di costruire, invece, un&#8217;atmosfera nella quale <strong data-start="1448" data-end="1496">ricordo e presente finiscono per confondersi</strong>.</p>
<h2 dir="auto" data-section-id="lpg8sf" data-start="1537" data-end="1577">La trama di Rotten Tree: chi è Giulio</h2>
<p dir="auto" data-start="1579" data-end="1904">Giulio vive una condizione apparentemente privilegiata. È un attore, lavora su un set cinematografico e partecipa alla promozione di un film. Il suo volto appartiene quindi a un mondo nel quale conta la capacità di mostrarsi, di comunicare sicurezza, di essere credibile davanti a una macchina da presa e davanti al pubblico.</p>
<p dir="auto" data-start="1906" data-end="1956">Ma dietro questa immagine esiste un&#8217;altra persona.</p>
<p dir="auto" data-start="1958" data-end="2250">Il suo passato è segnato da <strong data-start="1986" data-end="2029">tossicodipendenza, violenza e abbandono</strong>, esperienze che non sono state cancellate dal tempo. Il presente professionale non riesce a neutralizzarle e i ricordi continuano a riaffiorare, riportando Giulio in una dimensione emotiva dalla quale vorrebbe liberarsi.</p>
<p dir="auto" data-start="2252" data-end="2603">C&#8217;è però anche un&#8217;immagine diversa, legata all&#8217;infanzia e al rapporto con il nonno. Il gioco del <strong data-start="2349" data-end="2359">domino</strong> diventa uno dei pochi ricordi realmente luminosi del protagonista, una parentesi di affetto che assume un peso particolare proprio perché inserita all&#8217;interno di un&#8217;esistenza attraversata dalla sofferenza.</p>
<p dir="auto" data-start="2605" data-end="2810">Il contrasto è decisivo: da una parte il bambino che conserva un ricordo di calore e protezione, dall&#8217;altra l&#8217;adulto che cerca di impedire alle proprie ferite di distruggere ciò che è riuscito a costruire.</p>
<p dir="auto" data-start="2605" data-end="2810"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-636869" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/images-5-1.webp" alt="" width="452" height="272" /></p>
<h2 dir="auto" data-section-id="smrazo" data-start="2812" data-end="2881">Francesco Rodrigo porta sullo schermo una fragilità senza maschere</h2>
<p dir="auto" data-start="2883" data-end="3030">A interpretare Giulio è <strong data-start="2907" data-end="2928">Francesco Rodrigo</strong>, protagonista di un percorso attoriale che trova in Rotten Tree un ruolo particolarmente impegnativo.</p>
<p dir="auto" data-start="3032" data-end="3269">La sua interpretazione non punta soltanto sulla sofferenza evidente. Il personaggio vive soprattutto attraverso <strong data-start="3144" data-end="3195">tensione, silenzi, inquietudine e vulnerabilità</strong>. È questa dimensione più interna a diventare il centro della performance.</p>
<p dir="auto" data-start="3271" data-end="3681">Rodrigo ha raccontato di aver affrontato il ruolo anche attraverso un coinvolgimento emotivo molto intenso, facendo riferimento alle proprie difficoltà per entrare nella psicologia del personaggio. Il risultato è una figura che non viene presentata come un semplice uomo tormentato, ma come qualcuno che cerca continuamente di capire se sia davvero possibile ricominciare.</p>
<p dir="auto" data-start="3683" data-end="3750">Ed è proprio qui che Rotten Tree acquista una dimensione ulteriore.</p>
<p dir="auto" data-start="3752" data-end="4065">Il film non parla soltanto del passato di Giulio. Parla anche della <strong data-start="3820" data-end="3871">pressione esercitata dal mondo dello spettacolo</strong>, di un mestiere nel quale bisogna apparire forti, disponibili, convincenti e professionalmente spendibili anche quando, lontano dalle telecamere, si attraversano periodi di profonda incertezza.</p>
<p dir="auto" data-start="4067" data-end="4194">La contraddizione è potente: <strong data-start="4096" data-end="4193">l&#8217;attore deve interpretare qualcun altro mentre Giulio fatica ancora a interpretare se stesso</strong>.</p>
<h2 dir="auto" data-section-id="1515xtq" data-start="4196" data-end="4240">Il cinema nel cinema diventa uno specchio</h2>
<p dir="auto" data-start="4242" data-end="4345">Uno degli aspetti più interessanti di Rotten Tree è proprio l&#8217;ambientazione nel mondo dello spettacolo.</p>
<p dir="auto" data-start="4347" data-end="4589">Giulio lavora sul set, rilascia interviste, promuove un film. È quindi costantemente esposto allo sguardo degli altri. La sua professione gli impone di costruire un&#8217;immagine pubblica, mentre la sua interiorità procede nella direzione opposta.</p>
<p dir="auto" data-start="4591" data-end="4651">Questa frizione alimenta la componente psicologica del film.</p>
<p dir="auto" data-start="4653" data-end="4718"><strong data-start="4653" data-end="4718">La telecamera vede Giulio, ma non necessariamente lo conosce.</strong></p>
<p dir="auto" data-start="4720" data-end="5058">È un concetto che attraversa l&#8217;intero progetto e che permette a Gargano di inserire una riflessione metacinematografica senza trasformare il film in un esercizio autoreferenziale. Il set non è soltanto il luogo nel quale il protagonista lavora: diventa uno spazio nel quale emerge il conflitto tra ciò che si mostra e ciò che si nasconde.</p>
<p dir="auto" data-start="5060" data-end="5243">Il mondo dello spettacolo, normalmente associato a successo, visibilità e realizzazione personale, viene così osservato dal suo lato più fragile.</p>
<p dir="auto" data-start="5060" data-end="5243"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-636868" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/images-4-2.webp" alt="" width="424" height="607" /></p>
<h2 dir="auto" data-section-id="1qxs8qa" data-start="5245" data-end="5312">Lorenzo Gargano sceglie un noir più psicologico che spettacolare</h2>
<p dir="auto" data-start="5314" data-end="5425">La regia di Lorenzo Gargano non sembra interessata a costruire una tensione fondata esclusivamente sull&#8217;azione.</p>
<p dir="auto" data-start="5427" data-end="5480">Il noir di Rotten Tree nasce soprattutto dall&#8217;attesa.</p>
<p dir="auto" data-start="5482" data-end="5710">Dalla sensazione che <strong data-start="5503" data-end="5566">qualcosa di irrisolto possa tornare da un momento all&#8217;altro</strong>. Dai ricordi. Dalle relazioni. Dai traumi. Da quelle zone della memoria che sembrano sepolte e che invece continuano a influenzare il presente.</p>
<p dir="auto" data-start="5712" data-end="6114">È una scelta coerente con la natura indipendente del progetto, che privilegia l&#8217;atmosfera e la dimensione introspettiva rispetto alla spettacolarità. Anche il lavoro sul suono e sui contrasti visivi assume una funzione narrativa importante: l&#8217;obiettivo non è semplicemente raccontare ciò che accade a Giulio, ma accompagnare lo spettatore dentro la sua percezione.</p>
<p dir="auto" data-start="6116" data-end="6412">Gargano arriva al lungometraggio dopo esperienze nel cortometraggio e costruisce Rotten Tree come un&#8217;opera fortemente personale. La produzione low budget, anziché essere soltanto un limite, diventa anche una condizione che permette al progetto di conservare una certa libertà formale e narrativa.</p>
<h2 dir="auto" data-section-id="15lxqur" data-start="6414" data-end="6454">Un cast che amplia il mondo di Giulio</h2>
<p dir="auto" data-start="6456" data-end="6718">Accanto a Francesco Rodrigo troviamo <strong data-start="6493" data-end="6562">Alessandro Sardelli, Francesca Nunzi, Mirko Frezza e Manuel Rulli</strong>, insieme a un cast più ampio che comprende anche Claudio Camilli, Shaen Barletta, Vincenzo Failla e altri interpreti.</p>
<p dir="auto" data-start="6720" data-end="6952">La presenza di attori provenienti da percorsi differenti contribuisce a costruire un universo nel quale il protagonista non è isolato, ma continuamente messo in relazione con persone e situazioni capaci di riattivare il suo passato.</p>
<p dir="auto" data-start="6954" data-end="7033">In questo senso, il film non cerca necessariamente un antagonista tradizionale.</p>
<p dir="auto" data-start="7035" data-end="7113"><strong data-start="7035" data-end="7113">Il vero avversario di Giulio è ciò che non riesce a lasciarsi alle spalle.</strong></p>
<p dir="auto" data-start="7115" data-end="7300">Ed è una soluzione narrativa che permette alla pellicola di mantenere un&#8217;ambiguità interessante: la minaccia può essere concreta, psicologica oppure entrambe le cose contemporaneamente.</p>
<p dir="auto" data-start="7115" data-end="7300"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-636867" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/images-3-3.webp" alt="" width="738" height="414" srcset="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/images-3-3.webp 738w, https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/images-3-3-390x220.webp 390w" sizes="auto, (max-width: 738px) 100vw, 738px" /></p>
<h2 dir="auto" data-section-id="1jq28jl" data-start="7302" data-end="7374">Il significato del titolo: quando un albero non riesce più a crescere</h2>
<p dir="auto" data-start="7376" data-end="7485">Il titolo <strong data-start="7386" data-end="7401">Rotten Tree</strong>, letteralmente “albero marcio”, rappresenta la chiave simbolica dell&#8217;intera storia.</p>
<p dir="auto" data-start="7487" data-end="7712">Un albero può continuare a sembrare vivo anche quando le sue radici sono compromesse. Può produrre foglie, crescere verso l&#8217;alto, occupare spazio, ma la sua stabilità rimane minacciata da ciò che si trova sotto la superficie.</p>
<p dir="auto" data-start="7714" data-end="7752">È esattamente la condizione di Giulio.</p>
<p dir="auto" data-start="7754" data-end="7991">La sua vita adulta rappresenta la parte visibile dell&#8217;albero: il lavoro, il cinema, la notorietà crescente, le relazioni, il tentativo di costruire un futuro. Sotto quella superficie ci sono invece <strong data-start="7952" data-end="7990">ferite mai completamente elaborate</strong>.</p>
<p dir="auto" data-start="7993" data-end="8270">La metafora funziona perché evita una lettura semplicistica del trauma. Il film non suggerisce che basti dimenticare per guarire. Al contrario, sembra chiedere una domanda più scomoda: <strong data-start="8178" data-end="8270">quanto del nostro passato rimane dentro di noi anche quando pensiamo di averlo superato?</strong></p>
<h2 dir="auto" data-section-id="1wyje0e" data-start="8272" data-end="8320">Rotten Tree e il cinema indipendente italiano</h2>
<p dir="auto" data-start="8322" data-end="8449">C&#8217;è poi un altro elemento che rende il film interessante nel panorama contemporaneo: il suo percorso produttivo e distributivo.</p>
<p dir="auto" data-start="8451" data-end="9014">Rotten Tree nasce come progetto indipendente e arriva al pubblico attraverso la distribuzione digitale, un percorso sempre più importante per opere che difficilmente potrebbero ottenere la stessa visibilità attraverso i circuiti tradizionali. Il film è stato associato a <strong data-start="8722" data-end="8737">Prime Video</strong>, anche se la disponibilità può cambiare in base al territorio e al momento del controllo del catalogo. Le attuali piattaforme di indicizzazione riportano infatti informazioni non completamente uniformi sulla disponibilità dello streaming.</p>
<p dir="auto" data-start="9016" data-end="9057">È un dettaglio tutt&#8217;altro che secondario.</p>
<p dir="auto" data-start="9059" data-end="9370">Per un cinema indipendente, la piattaforma digitale può rappresentare contemporaneamente <strong data-start="9148" data-end="9184">un&#8217;opportunità e una nuova sfida</strong>. Permette di superare i confini della distribuzione tradizionale, ma obbliga anche il film a competere con migliaia di titoli all&#8217;interno di cataloghi dominati da produzioni mainstream.</p>
<p dir="auto" data-start="9372" data-end="9591">Lo stesso Gargano ha sottolineato l&#8217;importanza delle piattaforme per rendere visibili progetti indipendenti, pur evidenziando il problema della visibilità garantita dagli algoritmi.</p>
<p dir="auto" data-start="9372" data-end="9591"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-636866" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/10/images-1-4.webp" alt="" width="448" height="798" /></p>
<h2 dir="auto" data-section-id="1qvn7qj" data-start="9593" data-end="9632">Perché Rotten Tree merita attenzione</h2>
<p dir="auto" data-start="9634" data-end="9713">Rotten Tree non è il classico noir costruito attorno a un mistero da risolvere.</p>
<p dir="auto" data-start="9715" data-end="9893">Il suo interesse nasce piuttosto dalla capacità di trasformare <strong data-start="9778" data-end="9812">il trauma in materia narrativa</strong> e di utilizzare il genere come strumento per raccontare un disagio più profondo.</p>
<p dir="auto" data-start="9895" data-end="10165">Giulio è un personaggio che ha cercato di cambiare vita senza poter modificare ciò che gli è accaduto. La sua professione lo porta continuamente davanti a uno specchio, mentre i ricordi gli ricordano che una nuova identità non cancella automaticamente quella precedente.</p>
<p dir="auto" data-start="10167" data-end="10275">Il film diventa così una riflessione sulla possibilità di ricominciare senza fingere che nulla sia successo.</p>
<p dir="auto" data-start="10277" data-end="10438">Ed è probabilmente questa la sua intuizione più forte: <strong data-start="10332" data-end="10437">non siamo soltanto ciò che mostriamo agli altri, ma anche ciò che continuiamo a portare dentro di noi</strong>.</p>
<p dir="auto" data-start="10440" data-end="10677">In un&#8217;epoca cinematografica nella quale molte storie puntano sulla velocità, Rotten Tree sceglie invece di fermarsi sulle crepe. Di osservare un uomo mentre cerca di capire se sia possibile trasformare radici malate in qualcosa di nuovo.</p>
<p dir="auto" data-start="10679" data-end="10891" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un film indipendente, cupo e introspettivo che usa il linguaggio del noir per parlare di una domanda universale: <strong data-start="10792" data-end="10853">quanto è difficile liberarsi davvero dal proprio passato?</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/rotten-tree-su-prime-video-il-passato-che-non-muore-mai/">Rotten Tree su Prime Video: il passato che non muore mai</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Charli XCX entra nel cinema di Scorsese con DiCaprio</title>
		<link>https://metrotoday.it/charli-xcx-entra-nel-cinema-di-scorsese-con-dicaprio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[salvatore puzzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 11:23:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://metrotoday.it/?p=641068</guid>

					<description><![CDATA[<p>🌐 Charli XCX approda nel nuovo film di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence. Un cameo nel thriller gotico What Happens at Night. Charli XCX conquista Hollywood: il grande salto nel cinema d&#8217;autore Dalla rivoluzione musicale all&#8217;universo oscuro di Martin Scorsese. Charli XCX si prepara a entrare nel cast di What Happens at&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/charli-xcx-entra-nel-cinema-di-scorsese-con-dicaprio/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Charli XCX entra nel cinema di Scorsese con DiCaprio</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/charli-xcx-entra-nel-cinema-di-scorsese-con-dicaprio/">Charli XCX entra nel cinema di Scorsese con DiCaprio</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f310.png" alt="🌐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Charli XCX approda nel nuovo film di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence. Un cameo nel thriller gotico What Happens at Night.</p>
<h2>Charli XCX conquista Hollywood: il grande salto nel cinema d&#8217;autore</h2>
<p>Dalla rivoluzione musicale all&#8217;universo oscuro di Martin Scorsese. Charli XCX si prepara a entrare nel cast di What Happens at Night, il nuovo film del regista premio Oscar che vedrà protagonisti Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence. Una collaborazione inattesa che avvicina l&#8217;estetica anticonformista della popstar britannica a uno dei linguaggi cinematografici più autorevoli di Hollywood.</p>
<p>L&#8217;artista comparirà in un cameo, mentre la natura esatta del suo personaggio rimane riservata. La presenza nel progetto rappresenta comunque un passaggio significativo in una carriera che ha progressivamente oltrepassato i confini della musica, trasformando Charli XCX in una figura riconoscibile anche nella moda e nella cultura visiva contemporanea.</p>
<div>
<div>
<p><img decoding="async" src="https://images.openai.com/static-rsc-4/PoBm-kCuTh10A04TzBAt-__xjK97j7NFEWhmPWXJp6jfznt8cYusmAz3bE6ro1WDVPnwygPUEBY7B7N2OZn9rE9PUmbdLC1RrbBl2WhB344u9i9NXtN7OYtxHvZMIxcPD9g1Hbyzgntn88KZi-b5_0LBQmW2kR42Re9QG29ZI9yNbgVe8wV60xHeFMpMD6jo?purpose=inline" alt="Martin Scorsese, regista cinematografico" /></p>
</div>
</div>
<p>La scelta sorprende soprattutto per l&#8217;incontro tra due immaginari apparentemente distanti. Scorsese ha costruito la propria reputazione esplorando violenza, identità, ossessioni e contraddizioni morali. Charli XCX rappresenta invece una cultura pop che utilizza sperimentazione, provocazione e trasformazione continua dell&#8217;immagine pubblica.</p>
<p>Il punto d&#8217;incontro potrebbe essere proprio la volontà di sfidare le convenzioni, rinunciando a formule espressive prevedibili.</p>
<h2>What Happens at Night, il nuovo thriller gotico di Scorsese</h2>
<p>La storia seguirà una coppia americana in viaggio verso una piccola città europea con l&#8217;obiettivo di adottare un bambino. Un progetto familiare che dovrebbe rappresentare una nuova fase della loro esistenza si trasforma progressivamente in un&#8217;esperienza inquietante.</p>
<p>Mentre i protagonisti cercano di ottenere la custodia del bambino, la loro capacità di comprendere il mondo circostante comincia a incrinarsi. Anche la percezione di sé diventa sempre più incerta.</p>
<p>Un dramma psicologico dalle atmosfere gotiche, nel quale il desiderio di costruire una famiglia si intreccia con inquietudine, isolamento e disorientamento.</p>
<div>
<div>
<p><img decoding="async" src="https://images.openai.com/static-rsc-4/ga5ERmYMpkhEhRw6Z4-btdz-LiMOrQJcx9Y5GZW2oVaHSqZYkTbLWc0IKwZNf-lWTS3LroQjBtW_4uOhw0ZveXXxiz8wXSHm14iXV6309ij6Dwe97KasZjtQb1gUc4_F2VIJRSbgc8h1h2_QfZJmnt4bAY5W8X6h5_dAyZLJaQk?purpose=inline" alt="Leonardo DiCaprio, protagonista del nuovo film di Scorsese" /></p>
</div>
</div>
<p>La produzione coinvolge Apple e StudioCanal e riunisce un cast di prestigio. Accanto a Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence sono annunciati Mads Mikkelsen, Patricia Clarkson e Jared Harris.</p>
<p>Non è stata ancora comunicata una data ufficiale di uscita. L&#8217;attesa, tuttavia, è già elevata: il progetto segna il ritorno di Scorsese dietro la macchina da presa dopo Killers of the Flower Moon, il film del 2023 candidato a dieci premi Oscar.</p>
<p>La collaborazione con DiCaprio conferma inoltre uno dei sodalizi artistici più solidi della cinematografia contemporanea, capace di svilupparsi attraverso generi e personaggi profondamente differenti.</p>
<h2>Da Brat al cinema: la trasformazione di Charli XCX</h2>
<p>Per Charli XCX questa partecipazione non rappresenta soltanto un&#8217;occasione di visibilità. È un ulteriore tassello nella costruzione di un&#8217;identità artistica sempre meno legata a un unico settore dell&#8217;intrattenimento.</p>
<p>La cantante ha dimostrato di saper trasformare linguaggi musicali e tendenze giovanili in fenomeni culturali. Il successo dell&#8217;estetica associata a Brat ha contribuito a consolidarne l&#8217;influenza ben oltre le classifiche discografiche.</p>
<div>
<div>
<p><img decoding="async" src="https://images.openai.com/static-rsc-4/MGV134S3MPtapw_2h9KjZ9rqx810AV5FaMGWRVjIsPCw-RPpu5tp9eN9HJ-1JWfr1ktXcrJDsElknEBAxB0yRMgCfMYxOoNbjXESGrcRdHWGnua3EiJaH-WzZY2U4rQA-2sc-3SzmdylDUvBeCxR1jYyzqbs0RO9zXuN8JmZ8XA?purpose=inline" alt="Jennifer Lawrence, attrice protagonista del film" /></p>
</div>
</div>
<p>L&#8217;avvicinamento a Scorsese non nasce completamente dal nulla. Il regista era già comparso sulla copertina del progetto Music, Fashion, Film della cantante, suggerendo un dialogo creativo che trova ora una dimensione cinematografica.</p>
<p>Hollywood conosce bene le collaborazioni tra star musicali e registi, ma non tutte riescono a tradursi in esperienze artisticamente convincenti.</p>
<p>La notorietà non basta per diventare credibili davanti alla macchina da presa. Occorrono misura, capacità interpretativa e disponibilità a subordinare il proprio personaggio pubblico alle esigenze della storia.</p>
<h2>La sfida delle popstar nel grande cinema</h2>
<p>L&#8217;ingresso di musicisti celebri nelle produzioni cinematografiche viene spesso interpretato come una strategia per conquistare pubblici differenti. In una fase nella quale l&#8217;industria audiovisiva compete con piattaforme digitali e social network, la presenza di personaggi capaci di mobilitare grandi comunità online può costituire un vantaggio promozionale.</p>
<p>Ma il cinema d&#8217;autore richiede qualcosa di diverso dalla semplice capacità di attirare attenzione.</p>
<p>La scelta di Scorsese sarà interessante proprio perché il regista non ha bisogno di costruire la propria credibilità attraverso la popolarità degli interpreti. Se ha deciso di coinvolgere Charli XCX, è ragionevole attendersi che la sua presenza contribuisca all&#8217;identità complessiva dell&#8217;opera.</p>
<div>
<div>
<p><img decoding="async" src="https://images.openai.com/static-rsc-4/3Od0ILkdzNyroRKJjJfqPT0K576Z0hbV6Qqq99klIu5h3uTOY1hBBqUqZhW8BPGDVLmqDKvrT0OI1LcSWvxhjJBZmCgNOUL0kURw-tpAuhYVAShG8pIkk6mU6dHknlCT_lPsFJlbVSW5rBcR45i1-XIfAAZFp_tnXiHziJWEaP9_p8XT7fhaIQbUD_p1MVkH?purpose=inline" alt="Mads Mikkelsen, tra gli interpreti del film" /></p>
</div>
</div>
<p>Il cameo potrebbe essere breve, ma anche pochi minuti possono diventare decisivi nella costruzione di un&#8217;atmosfera. Specialmente in un thriller nel quale ambiguità e percezione della realtà promettono di assumere un ruolo centrale.</p>
<p>La vera sfida per Charli XCX sarà dimostrare di poter essere qualcosa di diverso dalla popstar che tutti conoscono.</p>
<p>Nel frattempo, l&#8217;annuncio ha già raggiunto un obiettivo: trasformare un progetto cinematografico ancora lontano dalle sale in un evento capace di mettere in comunicazione generazioni e pubblici differenti.</p>
<p>Il risultato artistico rimane da scoprire. Ma l&#8217;incontro tra Scorsese e Charli XCX conferma una tendenza sempre più evidente: i confini tra musica, cinema e cultura contemporanea stanno diventando progressivamente meno rigidi.</p>
<p><strong>Le immagini visualizzate sono riferimenti di repertorio di corredo all&#8217;articolo, meramente indicative.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/charli-xcx-entra-nel-cinema-di-scorsese-con-dicaprio/">Charli XCX entra nel cinema di Scorsese con DiCaprio</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pet Carpet Film Festival, trionfano Italia, Marocco e Stati Uniti</title>
		<link>https://metrotoday.it/pet-carpet-film-festival-trionfano-italia-marocco-e-stati-uniti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[salvatore puzzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 16:10:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://metrotoday.it/?p=636248</guid>

					<description><![CDATA[<p>🌐 Pet Carpet Film Festival, cinema e animali, San Francesco d’Assisi, solidarietà e storie di amicizia: la nona edizione della rassegna internazionale si chiude alla Casa del Cinema con premi, emozioni e un messaggio di rispetto per tutti gli esseri viventi. Tra circa 600 opere candidate e 15 finaliste, il riconoscimento assoluto va a “Maroccane”&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/pet-carpet-film-festival-trionfano-italia-marocco-e-stati-uniti/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Pet Carpet Film Festival, trionfano Italia, Marocco e Stati Uniti</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/pet-carpet-film-festival-trionfano-italia-marocco-e-stati-uniti/">Pet Carpet Film Festival, trionfano Italia, Marocco e Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f310.png" alt="🌐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Pet Carpet Film Festival</strong>, <strong>cinema e animali</strong>, <strong>San Francesco d’Assisi</strong>, solidarietà e storie di amicizia: la nona edizione della rassegna internazionale si chiude alla Casa del Cinema con premi, emozioni e un messaggio di rispetto per tutti gli esseri viventi. Tra circa 600 opere candidate e 15 finaliste, il riconoscimento assoluto va a “Maroccane” di Doroti Polito, mentre Italia e Stati Uniti conquistano premi nelle diverse categorie.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il cinema diventa uno strumento per raccontare il mondo attraverso gli occhi degli animali, dare voce a chi non può parlare e ricordare quanto sia profondo il legame tra esseri umani e creature a quattro zampe. È questo il messaggio che ha accompagnato la conclusione della <strong>IX edizione del Pet Carpet Film Festival</strong>, la manifestazione internazionale dedicata al rapporto tra persone e animali, che ha trasformato la Casa del Cinema in un luogo di incontro tra arte, cultura e solidarietà.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un’edizione speciale, caratterizzata dall&#8217;omaggio a <strong>San Francesco d’Assisi</strong>, in occasione delle celebrazioni per gli 800 anni dalla sua scomparsa. Il richiamo alla figura del santo, simbolo di fraternità e amore per ogni forma di vita, ha attraversato le diverse giornate della rassegna, trovando espressione nelle opere cinematografiche, negli interventi degli ospiti e nelle iniziative solidali.</p>
<p class="isSelectedEnd">A conquistare il premio assoluto è stato “Maroccane” di Doroti Polito, un cortometraggio che, attraverso la storia del suo Cecio, racconta uno spaccato dell’emergenza in Marocco. Un riconoscimento che ha dato un significato particolare alla dimensione internazionale del festival, capace di raccogliere testimonianze e sensibilità provenienti da Paesi e culture differenti.</p>
<h2>Pet Carpet Film Festival, oltre 600 cortometraggi da tutto il mondo</h2>
<p class="isSelectedEnd">I numeri raccontano la crescita e la partecipazione che caratterizzano la manifestazione: <strong>circa 600 cortometraggi arrivati da ogni parte del mondo</strong>, 15 opere selezionate per la finale e una giuria chiamata a valutare storie, linguaggi e sensibilità molto diverse.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il pubblico ha seguito con attenzione le proiezioni, lasciandosi coinvolgere da racconti nei quali gli animali non sono semplici presenze sceniche, ma protagonisti di esperienze di amicizia, abbandono, rinascita, cura e solidarietà.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il festival ha confermato così la propria vocazione: utilizzare il linguaggio cinematografico per sensibilizzare sul benessere animale e promuovere una cultura fondata sulla responsabilità e sul rispetto. Le opere selezionate hanno affrontato temi sociali e ambientali, mostrando come una storia apparentemente piccola possa diventare occasione per riflettere su questioni più ampie.</p>
<p class="isSelectedEnd">A presiedere la giuria è stata la cantautrice <strong>Grazia Di Michele</strong>, affiancata da professionisti del cinema, della televisione, del giornalismo e della cultura. Tra i componenti figuravano Alda D’Eusanio, Bruno Frustaci, Crisula Stafida, Lucia Macale, Claudio Rossi Massimi, Stefano Borgia, Paolo Audino, Donato Leoni, Daniela Mulas, Francesca Bastone, Donatella Pandimiglio, Emanuele Vezzoli e la coppia di creator The Coniugi, composta da Simone Gallo e Alina Person.</p>
<p class="isSelectedEnd">Una squadra eterogenea, chiamata a confrontarsi con produzioni differenti per formato, stile e contenuto, accomunate dalla centralità del rapporto tra esseri umani e animali.</p>
<h2><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-636255" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/RINAUDO-E-FANFARA-scaled.webp" alt="" width="2560" height="1702" /></h2>
<h2>Tutti i vincitori: dal Marocco agli Stati Uniti</h2>
<p class="isSelectedEnd">La cerimonia conclusiva ha assegnato riconoscimenti in diverse categorie, valorizzando sia il cinema d&#8217;autore sia i documentari, l&#8217;animazione e i progetti realizzati in ambito scolastico.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il premio <strong>Cinepet</strong> è andato a “La legge del mercato” di Alessandro Panza, mentre nella categoria <strong>Docupet</strong> ha vinto “L’amore è fatto di piccoli gesti”, firmato da Alice Regazzo e Andrea Girardi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per <strong>Mondopet</strong> il riconoscimento è stato assegnato a “Cenerentola 2.0” di Sabrina Tesei. La categoria dedicata alla scuola ha premiato “Gli Appeningers”, cartone animato realizzato dalla scuola Pupilli di Grottazzolina, in provincia di Fermo.</p>
<p class="isSelectedEnd">La dimensione internazionale è emersa anche nella categoria <strong>Animation Pet</strong>, vinta da “Irreplaceable” di Samantha Reyna, dagli Stati Uniti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Due le menzioni speciali: a Selene Tola per “Giuliano” e a Lidia Cera per “Momo il gatto libraio”. Il riconoscimento più importante, quello di miglior cortometraggio in assoluto, è stato assegnato a <strong>“Maroccane” di Doroti Polito</strong>, opera capace di raccontare una realtà legata all&#8217;emergenza in Marocco attraverso il rapporto con il suo Cecio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un risultato che mette in evidenza la varietà dei linguaggi utilizzati dagli autori e la capacità del festival di dare spazio a produzioni provenienti da contesti geografici e culturali differenti.</p>
<h2>San Francesco protagonista di un&#8217;edizione speciale</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il riferimento a San Francesco ha rappresentato il filo conduttore simbolico della nona edizione. Il suo messaggio di fraternità, semplicità e vicinanza agli ultimi è stato tradotto in una conduzione corale e inedita, costruita attorno a personalità e testimonianze molto diverse.</p>
<p class="isSelectedEnd">Accanto alla giornalista <strong>Federica Rinaudo</strong>, fondatrice e direttrice artistica del festival, sono saliti sul palco Fra Antonio D’Errico, frate missionario e digital creator della Fraternità Francescana “Pellegrini della Misericordia”, Francesco, un ex clochard accompagnato dal suo inseparabile cane Tommaso, e il giovanissimo mago Super Ale.</p>
<p class="isSelectedEnd">La loro presenza ha dato spazio a esperienze di vita differenti, accomunate dal valore della solidarietà e dalla necessità di riconoscere dignità e attenzione a chi si trova in condizioni di fragilità.</p>
<p class="isSelectedEnd">Particolarmente significativa la testimonianza di Francesco e Tommaso: un legame che racconta come la vicinanza di un animale possa rappresentare un punto di riferimento fondamentale anche nei momenti più difficili dell&#8217;esistenza.</p>
<p class="isSelectedEnd">La partecipazione di Super Ale ha invece introdotto il tema del passaggio generazionale, sottolineando l&#8217;importanza di trasmettere ai più giovani una cultura di rispetto per la natura e per tutte le forme di vita.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-636252" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/bruno-frustaci-scaled.webp" alt="" width="1702" height="2560" /></p>
<h2>L&#8217;omaggio ai veterinari con il cortometraggio “Senza di me”</h2>
<p class="isSelectedEnd">Tra i momenti più significativi della manifestazione c&#8217;è stata anche la presentazione in anteprima nazionale di <strong>“Senza di me”</strong>, cortometraggio realizzato dalla FNOVI, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani.</p>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;opera è dedicata al ruolo dei medici veterinari, professionisti il cui lavoro è spesso poco visibile al grande pubblico, ma fondamentale per la tutela della salute animale e per il rapporto tra animali, persone e comunità.</p>
<p class="isSelectedEnd">La scelta di inserire questo progetto nel programma del festival ha permesso di ampliare ulteriormente la riflessione sul benessere animale. Dietro ogni storia di cura, salvataggio o recupero esistono infatti competenze professionali, responsabilità e attività quotidiane che richiedono preparazione e dedizione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il cortometraggio ha così portato sullo schermo una dimensione essenziale del mondo animale: quella di chi lavora ogni giorno per proteggerlo e garantirne la salute.</p>
<h2>Carabinieri a cavallo, forze dell&#8217;ordine e soccorritori al festival</h2>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;apertura della manifestazione è stata affidata alla <strong>Fanfara a Cavallo dell’Arma dei Carabinieri</strong>, che ha accompagnato il pubblico con un repertorio musicale solenne ed emozionante. Accanto ai musicisti, ha conquistato l&#8217;attenzione dei presenti anche Briciola, dolcissima testimonial a quattro zampe.</p>
<p class="isSelectedEnd">La presenza delle istituzioni e delle forze dell&#8217;ordine ha caratterizzato tutte e tre le giornate del festival. Non soltanto patrocinatori, ma protagonisti di dimostrazioni e attività dedicate alla sicurezza, alla protezione e al soccorso di persone e animali.</p>
<p class="isSelectedEnd">Hanno partecipato l&#8217;Arma dei Carabinieri, la Polizia di Stato, i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa Italiana e Anas, parte del Gruppo FS Italiane.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un coinvolgimento che ha permesso di raccontare concretamente il lavoro svolto da operatori e volontari nelle situazioni di emergenza, mostrando quanto sia importante la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini.</p>
<p class="isSelectedEnd">La manifestazione, organizzata dall&#8217;associazione Pet Carpet e diretta artisticamente da Federica Rinaudo, si è svolta con la regia di Massimiliano Vado, affiancato dal suo fedele cane Renato. Fondamentale anche il sostegno di PetStore Conad e Vitakraft, che hanno contribuito alla realizzazione delle tre giornate.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-636253" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/LICIA-POLIZIA-1-scaled.webp" alt="" width="2560" height="1702" /></p>
<h2>Licia Colò e Silvan premiati per una vita dedicata agli animali</h2>
<p class="isSelectedEnd">Tra i momenti più emozionanti della cerimonia c&#8217;è stata la consegna del riconoscimento <strong>“Una vita a 4 zampe”</strong> a due personaggi molto conosciuti dal pubblico italiano: la conduttrice televisiva Licia Colò e il prestigiatore Silvan.</p>
<p class="isSelectedEnd">A consegnare i premi è stato il presidente onorario del festival, Enzo Salvi, protagonista di un momento particolarmente intenso. L&#8217;attore e comico si è mostrato visibilmente commosso dopo la dedica alla sua amata Peggy, recentemente scomparsa.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un ricordo personale che ha dato voce a un sentimento condiviso da moltissimi proprietari di animali: la perdita di un compagno di vita che, nel tempo, diventa parte integrante della famiglia.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nel corso della manifestazione sono stati inoltre assegnati riconoscimenti alla stampa e ai programmi televisivi che hanno contribuito a dare visibilità alle tematiche legate agli animali. Tra i premiati figurano TG2 Costume e Società, TGR Lazio, Rai News 24, TG5, il programma “Forum” e “Dalla parte degli animali”.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per il cinema, il riconoscimento è andato a <strong>“Cose che accadono sulla terra”</strong>, ulteriore testimonianza dell&#8217;attenzione della rassegna verso produzioni capaci di affrontare il rapporto tra esseri umani, ambiente e animali.</p>
<h2>Il finale solidale: alimenti per le associazioni che salvano cani e gatti</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il Pet Carpet Film Festival ha scelto di concludere la propria nona edizione con un gesto concreto, trasformando l&#8217;emozione suscitata dalle storie proiettate sul grande schermo in un aiuto destinato agli animali in difficoltà.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il gran finale, accompagnato dagli applausi del pubblico, ha permesso di raccogliere <strong>scorte alimentari da donare alle associazioni presenti con i propri volontari</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Si tratta di realtà che ogni giorno si occupano di cani e gatti abbandonati, feriti o in condizioni di particolare fragilità. Un lavoro spesso silenzioso, sostenuto dalla disponibilità di volontari che dedicano tempo ed energie alla cura e al recupero degli animali.</p>
<p class="isSelectedEnd">La raccolta alimentare ha rappresentato quindi il naturale completamento di un&#8217;edizione nella quale il tema della solidarietà è rimasto centrale dall&#8217;apertura fino all&#8217;ultimo appuntamento.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il festival ha dimostrato ancora una volta che il cinema può andare oltre lo spettacolo e diventare uno strumento di sensibilizzazione, partecipazione e aiuto concreto. Le storie raccontate dai cortometraggi, le testimonianze degli ospiti e l&#8217;impegno delle associazioni hanno costruito un percorso comune, nel quale il rispetto per gli animali si è intrecciato con l&#8217;attenzione verso le persone più vulnerabili.</p>
<p>Con la vittoria di “Maroccane” e i riconoscimenti assegnati alle opere italiane e internazionali, la nona edizione del Pet Carpet Film Festival si chiude lasciando un messaggio preciso: <strong>prendersi cura degli animali significa anche costruire una società più attenta, responsabile e capace di solidarietà</strong>. Un messaggio che, nel segno di San Francesco, continua a trovare nel cinema una voce capace di emozionare e far riflettere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/pet-carpet-film-festival-trionfano-italia-marocco-e-stati-uniti/">Pet Carpet Film Festival, trionfano Italia, Marocco e Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Catalogo e novità da vedere su Disney Plus: film e serie TV</title>
		<link>https://metrotoday.it/catalogo-disney-plus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigia Cornacchia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 15:41:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://metrotoday.it/?p=635965</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2026. Quali sono le novità nel catalogo di Disney Plus di ottobre 2026? Il calendario della piattaforma streaming si aggiorna anche questo mese con nuove serie, stagioni inedite e produzioni originali. Tra gli appuntamenti principali spiccano VisionQuest, nuova serie Marvel dedicata a Visione, la stagione 13 di American Horror Story, la&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/catalogo-disney-plus/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Catalogo e novità da vedere su Disney Plus: film e serie TV</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/catalogo-disney-plus/">Catalogo e novità da vedere su Disney Plus: film e serie TV</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2026.</em></p>
<p>Quali sono le <strong>novità nel catalogo di Disney Plus di ottobre 2026</strong>? Il calendario della piattaforma streaming si aggiorna anche questo mese con nuove serie, stagioni inedite e produzioni originali. Tra gli appuntamenti principali spiccano <strong>VisionQuest</strong>, nuova serie Marvel dedicata a Visione, la stagione 13 di <strong>American Horror Story</strong>, la novità fantasy <strong>Coven Academy – L&#8217;Accademia delle Streghe</strong> e la commedia romantica <strong>Merry Berry Love</strong>.</p>
<p>In questa guida, aggiornata periodicamente con le novità comunicate per il catalogo italiano, troviamo il <strong>calendario delle uscite Disney+ di ottobre 2026</strong>, seguito dagli approfondimenti sui titoli più interessanti del mese.</p>
<p>Il programma potrebbe arricchirsi ulteriormente: Disney può infatti comunicare nuovi ingressi nel catalogo anche successivamente alla pubblicazione del calendario iniziale.</p>
<h2>Cose da vedere su Disney Plus, tutte le novità</h2>
<p>Ottobre si presenta soprattutto come un mese dedicato alle <strong>nuove serie TV su Disney+</strong>. Il titolo di maggiore richiamo è probabilmente <em>VisionQuest</em>, che riporta Paul Bettany nei panni di Visione e prosegue una delle linee narrative più importanti aperte da <em>WandaVision</em>.</p>
<p>Gli appassionati di horror hanno invece un doppio appuntamento: <strong>American Horror Story 13</strong> inaugura il mese, mentre <em>Coven Academy – L&#8217;Accademia delle Streghe</em> porta sulla piattaforma una nuova storia soprannaturale ambientata a New Orleans.</p>
<p>Il 7 ottobre cambia completamente il tono con <strong>Merry Berry Love</strong>, commedia romantica tra Corea del Sud e Giappone.</p>
<p>Per quanto riguarda i <strong>nuovi film Disney Plus di ottobre 2026</strong>, al momento dell&#8217;ultimo aggiornamento non emerge per il catalogo italiano un calendario cinematografico paragonabile a quello delle serie. La guida verrà quindi aggiornata con gli eventuali film aggiunti o annunciati nel corso del mese.</p>
<h2>Disney Plus nuove uscite ottobre 2026: il calendario</h2>
<p>Ecco le principali <strong>uscite Disney+ confermate per ottobre 2026 in Italia</strong> al momento dell&#8217;aggiornamento della guida.</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Data</th>
<th>Titolo</th>
<th>Tipologia</th>
</tr>
<tr>
<td><strong>1 ottobre 2026</strong></td>
<td>American Horror Story 13</td>
<td>Serie TV – Stagione 13</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>2 ottobre 2026</strong></td>
<td>Coven Academy – L&#8217;Accademia delle Streghe</td>
<td>Nuova serie TV</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>7 ottobre 2026</strong></td>
<td>Merry Berry Love</td>
<td>Nuova serie TV</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>14 ottobre 2026</strong></td>
<td>VisionQuest</td>
<td>Nuova serie Marvel</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Il calendario è da considerare <strong>in aggiornamento</strong>: nuovi film, serie, documentari e contenuti per famiglie potranno essere aggiunti al catalogo Disney+ italiano durante ottobre.</p>
<h2>Le serie TV in uscita su Disney Plus a ottobre 2026</h2>
<p>Il punto di forza delle <strong>novità Disney Plus di ottobre 2026</strong> è rappresentato dalle serie. L&#8217;offerta attraversa generi molto differenti: dall&#8217;horror alla fantascienza Marvel, passando per fantasy adolescenziale e commedia romantica internazionale.</p>
<h2>American Horror Story 13 – dal 1° ottobre</h2>
<p>Il mese inizia all&#8217;insegna dell&#8217;horror con <strong>American Horror Story 13</strong>, nuovo capitolo della longeva serie antologica creata da Ryan Murphy e Brad Falchuk.</p>
<p>La tredicesima stagione assume un significato particolare per gli appassionati della serie perché riporta in scena diversi volti legati alla storia di <em>American Horror Story</em>. Tra i ritorni figurano <strong>Sarah Paulson, Evan Peters e Jessica Lange</strong>, insieme ad altri interpreti già conosciuti dal pubblico della saga.</p>
<p>La formula antologica che ha caratterizzato la produzione resta uno degli elementi distintivi della serie: ogni ciclo ha costruito nel tempo personaggi, ambientazioni e storie differenti, contribuendo a trasformare <em>American Horror Story</em> in uno dei titoli horror televisivi più riconoscibili degli ultimi anni.</p>
<p>Per chi cerca <strong>cosa vedere su Disney Plus a ottobre 2026</strong> in vista di Halloween, la tredicesima stagione è quindi uno degli appuntamenti principali del mese.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-636206" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/american-hottor-story-13.jpg" alt="american hottor story 13" width="495" height="619" /></p>
<h2>Coven Academy – L&#8217;Accademia delle Streghe – dal 2 ottobre</h2>
<p>Il 2 ottobre arriva <strong>Coven Academy – L&#8217;Accademia delle Streghe</strong>, nuova serie che mescola fantasy, mistero, horror, adolescenza e romance.</p>
<p>La storia è ambientata a <strong>New Orleans</strong> e ruota attorno a una scuola di magia nella quale giovani streghe e stregoni devono imparare a controllare i propri poteri. Al centro della vicenda c&#8217;è Briar Roberts, adolescente proveniente da New York che raggiunge la misteriosa accademia e cerca di scoprire cosa sia accaduto a sua madre.</p>
<p>La situazione diventa però molto più pericolosa quando il conflitto tra <strong>streghe e vampiri</strong> si intreccia con una minaccia soprannaturale che incombe sulla città.</p>
<p>A complicare ulteriormente le cose arrivano segreti, rivalità e relazioni sentimentali proibite. Il risultato è una produzione che prova a combinare il racconto di formazione adolescenziale con atmosfere dark e soprannaturali.</p>
<p>Nel cast troviamo, tra gli altri, <strong>Malina Weissman, Malachi Barton, Jordan Leftwich, Ora Duplass, Tiffani Thiessen e Devon Sawa</strong>.</p>
<p>La collocazione nei primi giorni di ottobre non è casuale: <em>Coven Academy</em> è uno dei titoli con cui Disney+ entra nel periodo che conduce direttamente ad Halloween.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-636208" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/coven-academy-l-accademia-delle-streghe.jpg" alt="coven academy l accademia delle streghe" width="400" height="600" /></p>
<h2>Merry Berry Love – dal 7 ottobre</h2>
<p>Il <strong>7 ottobre</strong> debutta <em>Merry Berry Love</em>, serie che propone un cambio di atmosfera rispetto alle produzioni soprannaturali che caratterizzano l&#8217;inizio del mese.</p>
<p>Protagonista è <strong>Lee Yubin</strong>, designer coreano di successo che vede improvvisamente crollare la propria vita professionale. La ricerca di un nuovo inizio lo conduce su una piccola isola giapponese, dove incontra <strong>Shirahama Karin</strong>, determinata coltivatrice di fragole alle prese anche con una misteriosa malattia.</p>
<p>L&#8217;incontro tra due persone provenienti da mondi molto diversi dà origine a incomprensioni e, naturalmente, a un rapporto destinato progressivamente a cambiare.</p>
<p>Accanto alla storia principale prende forma una seconda relazione che coinvolge Park Kunam e Mizuno Mari, una cartomante capace di leggere il futuro degli altri ma decisamente meno abile quando si tratta della propria vita sentimentale.</p>
<p>Con <strong>Ji Chang-wook e Mio Imada</strong> tra i protagonisti, <em>Merry Berry Love</em> punta sull&#8217;incontro tra cultura coreana e giapponese e amplia ulteriormente la presenza delle produzioni asiatiche nel catalogo della piattaforma.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-636209" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/merry-berry-love.jpg" alt="merry berry love" width="495" height="619" /></p>
<h2>VisionQuest – dal 14 ottobre</h2>
<p>È <strong>VisionQuest</strong> la grande novità Marvel di Disney+ per ottobre 2026.</p>
<p>La serie debutta il <strong>14 ottobre</strong> e riporta <strong>Paul Bettany</strong> nel ruolo di Visione, continuando il percorso narrativo del personaggio dopo gli avvenimenti che hanno interessato l&#8217;universo di <em>WandaVision</em>.</p>
<p>La storia parte da una situazione particolarmente interessante: Visione è stato riattivato e vive nascosto per sfuggire a chi vorrebbe trasformarlo nuovamente in un&#8217;arma. Alla ricerca di un significato per la propria esistenza, si confronta con le differenti intelligenze artificiali incorporate nella sua programmazione.</p>
<p>Tra queste compare anche un nome tutt&#8217;altro che rassicurante: <strong>Ultron</strong>.</p>
<p>La relativa tranquillità del protagonista viene interrotta quando una taglia sulla sua testa lo costringe alla fuga insieme a <strong>Thomas Shepherd</strong>, misterioso ragazzo che potrebbe avere un legame molto più profondo con Visione di quanto sembri inizialmente.</p>
<p>Il ritorno di <strong>James Spader come Ultron</strong> aggiunge ulteriore interesse a una produzione che si colloca nel filone fantascientifico e più introspettivo del Marvel Cinematic Universe.</p>
<p>Per chi segue le produzioni Marvel in ordine, <em>VisionQuest</em> rappresenta quindi una delle <strong>serie Disney Plus più attese del 2026</strong> e il titolo di punta delle uscite di ottobre.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-636211" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/visionquest-trailer.webp" alt="visionquest-trailer" width="1200" height="675" srcset="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/visionquest-trailer-390x220.webp 390w, https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/visionquest-trailer-780x439.webp 780w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I nuovi film su Disney Plus a ottobre 2026</h2>
<p>Sul fronte cinematografico, il calendario italiano disponibile al momento dell&#8217;aggiornamento appare meno definito rispetto a quello delle serie TV.</p>
<p>Per questo motivo è opportuno distinguere le <strong>uscite effettivamente previste per Disney+ Italia</strong> dai calendari pubblicati per altri Paesi. Il catalogo della piattaforma può infatti cambiare in base al mercato di riferimento e un film annunciato negli Stati Uniti non è automaticamente disponibile nello stesso giorno anche in Italia.</p>
<p>Questa sezione sarà aggiornata durante il mese con gli eventuali <strong>nuovi film Disney Plus di ottobre 2026</strong> annunciati per il pubblico italiano.</p>
<h2>Cosa vedere su Disney Plus a ottobre 2026</h2>
<p>La scelta dipende soprattutto dal genere preferito.</p>
<p>Chi segue il <strong>Marvel Cinematic Universe</strong> ha un appuntamento quasi obbligato con <strong><em>VisionQuest</em></strong>, soprattutto per capire quale direzione prenderà la storia di Visione dopo gli eventi precedenti e quale ruolo avrà nuovamente Ultron.</p>
<p>Per gli appassionati di horror ottobre offre invece <strong>American Horror Story 13</strong>, particolarmente interessante per i numerosi ritorni dal passato della serie. Chi preferisce un fantasy soprannaturale più giovane può orientarsi su <em>Coven Academy</em>, che unisce magia, vampiri, mistero e relazioni adolescenziali.</p>
<p><strong><em>Merry Berry Love</em> rappresenta invece l&#8217;alternativa</strong> per chi cerca una storia sentimentale più leggera e un&#8217;ambientazione completamente differente.</p>
<p>Il vantaggio del catalogo di ottobre è quindi la varietà: le principali novità spaziano dall&#8217;<strong>horror alla fantascienza, dal fantasy alla commedia romantica</strong>, intercettando pubblici molto diversi.</p>
<h2>Le prossime uscite di Disney Plus dopo ottobre</h2>
<p>Lo sguardo può già spostarsi anche al mese successivo. Tra le <strong>prossime uscite Disney Plus</strong> è prevista per il <strong>4 novembre 2026 L&#8217;Imperatrice Risposata</strong>, nuova produzione coreana che amplia ulteriormente l&#8217;offerta internazionale della piattaforma.</p>
<p>Il calendario di novembre sarà comunque oggetto di un aggiornamento dedicato non appena saranno disponibili maggiori informazioni sul catalogo italiano.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-636212" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/l-imperatrice-risposata.jpg" alt="l imperatrice risposata" width="1000" height="1250" /></p>
<h2>Disney Plus: un catalogo sempre più ampio</h2>
<p>Parlare oggi di Disney+ significa andare molto oltre i classici film d&#8217;animazione Disney. Nel catalogo convivono produzioni <strong>Marvel, Pixar, Star Wars, National Geographic</strong> e numerosi titoli destinati a un pubblico adulto, oltre a serie e produzioni internazionali.</p>
<p>Questa varietà si riflette anche nelle <strong>nuove uscite Disney Plus di ottobre 2026</strong>: nello stesso mese trovano spazio l&#8217;universo Marvel di <em>VisionQuest</em>, l&#8217;horror di <em>American Horror Story</em>, il fantasy di <em>Coven Academy</em> e una produzione romantica asiatica come <em>Merry Berry Love</em>.</p>
<p>Il calendario è inoltre dinamico. Alcuni titoli possono essere annunciati o confermati soltanto a ridosso della pubblicazione e le date possono essere differenti tra Italia e altri mercati. Per questo motivo questa pagina viene aggiornata periodicamente per offrire un quadro delle <strong>novità disponibili su Disney+ in Italia</strong>.</p>
<h2>Domande frequenti sulle nuove uscite Disney Plus</h2>
<h3>Quali sono le nuove uscite Disney Plus di ottobre 2026?</h3>
<p>Tra le principali <strong>nuove uscite Disney+ di ottobre 2026</strong> figurano <em>American Horror Story 13</em> dal 1° ottobre, <em>Coven Academy – L&#8217;Accademia delle Streghe</em> dal 2 ottobre, <em>Merry Berry Love</em> dal 7 ottobre e <em>VisionQuest</em> dal 14 ottobre. Il calendario può essere integrato con ulteriori titoli nel corso del mese.</p>
<h3>Quando esce VisionQuest su Disney Plus?</h3>
<p><strong>VisionQuest esce su Disney+ il 14 ottobre 2026</strong>. La nuova serie Marvel riporta Paul Bettany nel ruolo di Visione e vede il ritorno di Ultron, interpretato da James Spader.</p>
<h3>Quando esce American Horror Story 13 su Disney Plus?</h3>
<p>La <strong>stagione 13 di American Horror Story arriva su Disney+ in Italia il 1° ottobre 2026</strong>. Il nuovo capitolo riporta diversi attori già apparsi nelle precedenti stagioni della serie antologica.</p>
<h3>Quali nuove serie escono su Disney Plus a ottobre 2026?</h3>
<p>Il calendario italiano comprende, tra le principali novità, <strong>American Horror Story 13, Coven Academy, Merry Berry Love e VisionQuest</strong>. Altri contenuti potranno essere aggiunti alla programmazione durante ottobre.</p>
<h3>Quali film escono su Disney Plus a ottobre 2026?</h3>
<p>Al momento dell&#8217;ultimo aggiornamento il <strong>calendario italiano dei nuovi film di ottobre 2026</strong> è meno definito rispetto a quello delle serie TV. È importante non confondere le uscite annunciate per Disney+ negli Stati Uniti con quelle effettivamente disponibili in Italia. La sezione verrà aggiornata con i nuovi film confermati.</p>
<h3>Cosa vedere su Disney Plus a ottobre 2026?</h3>
<p>Tra i titoli principali del mese, <strong>VisionQuest</strong> è indicato per chi segue il Marvel Cinematic Universe, mentre <em>American Horror Story 13</em> è l&#8217;appuntamento di riferimento per gli appassionati dell&#8217;horror. <em>Coven Academy</em> propone fantasy e atmosfere soprannaturali, mentre <em>Merry Berry Love</em> punta sulla commedia romantica.</p>
<h3>Il calendario Disney Plus è uguale in tutti i Paesi?</h3>
<p>No. <strong>Il catalogo Disney+ e le date di disponibilità possono cambiare in base al Paese</strong>. Per questo motivo un titolo presente nel calendario statunitense o di un altro mercato non deve essere considerato automaticamente confermato anche per Disney+ Italia.</p>
<p>Scopri anche le <a href="/film-netflix-da-vedere/">novità dei film Netflix</a> e le <a href="/novita-prime-video/">nuove uscite di Prime Video.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/catalogo-disney-plus/">Catalogo e novità da vedere su Disney Plus: film e serie TV</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>NAZA arriva al cinema dopo il Premio Speciale della Giuria a Venezia</title>
		<link>https://metrotoday.it/naza-arriva-al-cinema-dopo-il-premio-speciale-della-giuria-a-venezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[salvatore puzzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 12:07:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://metrotoday.it/?p=635022</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il passaggio alla Mostra del Cinema di Venezia ha segnato uno dei momenti centrali del percorso di NAZA. Il film, presentato in concorso a Venezia 83, ha ottenuto il Premio Speciale della Giuria, entrando così tra i titoli maggiormente discussi dell’edizione 2026 del festival. La pellicola è firmata da Yuval Abraham e Rachel Szor, due&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/naza-arriva-al-cinema-dopo-il-premio-speciale-della-giuria-a-venezia/">Continue reading <span class="screen-reader-text">NAZA arriva al cinema dopo il Premio Speciale della Giuria a Venezia</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/naza-arriva-al-cinema-dopo-il-premio-speciale-della-giuria-a-venezia/">NAZA arriva al cinema dopo il Premio Speciale della Giuria a Venezia</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="" data-turn-id-container="c0806320-044d-4d6d-b170-d59f85646f17" data-is-intersecting="true">
<section class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none has-data-writing-block:pointer-events-none [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto R6Vx5W_threadScrollVars scroll-mb-[calc(var(--scroll-root-safe-area-inset-bottom,0px)+var(--thread-response-height))] scroll-mt-(--sticky-padding-top)" dir="auto" data-turn-id="c0806320-044d-4d6d-b170-d59f85646f17" data-turn-id-container="c0806320-044d-4d6d-b170-d59f85646f17" data-testid="conversation-turn-13" data-turn="user">
<div class="text-base my-auto mx-auto pt-12 [--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-xs,calc(var(--spacing)*4))] @w-sm/main:[--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-sm,calc(var(--spacing)*6))] @w-lg/main:[--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-lg,calc(var(--spacing)*16))] px-(--thread-content-margin)">
<div class="[--thread-content-max-width:40rem] @w-lg/main:[--thread-content-max-width:48rem] mx-auto max-w-(--thread-content-max-width) flex-1 group/turn-messages focus-visible:outline-hidden relative flex w-full min-w-0 flex-col" data-conversation-screenshot-content="">
<div class="flex max-w-full flex-col gap-4 [&amp;&gt;div:has([data-free-thinking-preview-answer=true])+:is(.text-message,.relative:has(&gt;.text-message))]:-mt-2 grow">
<div class="min-h-8 text-message relative flex w-full flex-col items-end gap-2 text-start break-words whitespace-normal outline-none keyboard-focused:focus-ring [.text-message+&amp;]:mt-1" dir="auto" data-message-author-role="user" data-message-id="c0806320-044d-4d6d-b170-d59f85646f17">
<div class="flex w-full flex-col gap-1 empty:hidden items-end rtl:items-start">
<div class="flex w-fit max-w-(--user-chat-width,70%) flex-col items-start self-end rtl:items-end rtl:self-start">
<div class="contents w-full">
<div class="corner-superellipse/0.98 relative min-w-0 overflow-hidden rounded-[22px] px-4 py-2.5 leading-6 user-message-bubble-color w-full">
<div class="A_HxFq_root" data-custom-highlighting-behavior="boundary" data-collapsed="" data-testid="collapsible-user-message-root" data-can-expand="">
<div id="_r_6hl_" class="A_HxFq_content" data-testid="collapsible-user-message-content">
<div class="rich-text-user-turn markdown prose dark:prose-invert wrap-break-word light markdown-new-styling fbskMG_root _0QcAJW_root">
<p>Il passaggio alla <strong data-start="254" data-end="286">Mostra del Cinema di Venezia</strong> ha segnato uno dei momenti centrali del percorso di <em data-start="339" data-end="345">NAZA</em>. Il film, presentato in concorso a Venezia 83, ha ottenuto il <strong data-start="408" data-end="440">Premio Speciale della Giuria</strong>, entrando così tra i titoli maggiormente discussi dell’edizione 2026 del festival.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</section>
</div>
<div class="" data-turn-id-container="b2ed57f7-7c81-49f3-8ddb-d05627487ff4" data-is-intersecting="true">
<section class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none has-data-writing-block:pointer-events-none [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto R6Vx5W_threadScrollVars scroll-mb-[calc(var(--scroll-root-safe-area-inset-bottom,0px)+var(--thread-response-height))] scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" data-turn-id="b2ed57f7-7c81-49f3-8ddb-d05627487ff4" data-turn-id-container="b2ed57f7-7c81-49f3-8ddb-d05627487ff4" data-testid="conversation-turn-14" data-turn="assistant">
<div class="text-base my-auto mx-auto [--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-xs,calc(var(--spacing)*4))] @w-sm/main:[--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-sm,calc(var(--spacing)*6))] @w-lg/main:[--thread-content-margin:var(--thread-content-margin-lg,calc(var(--spacing)*16))] px-(--thread-content-margin)">
<div class="[--thread-content-max-width:40rem] @w-lg/main:[--thread-content-max-width:48rem] mx-auto max-w-(--thread-content-max-width) flex-1 group/turn-messages focus-visible:outline-hidden relative flex w-full min-w-0 flex-col agent-turn" data-conversation-screenshot-content="">
<div class="flex max-w-full flex-col gap-4 [&amp;&gt;div:has([data-free-thinking-preview-answer=true])+:is(.text-message,.relative:has(&gt;.text-message))]:-mt-2 grow">
<div class="min-h-8 text-message relative flex w-full flex-col items-end gap-2 text-start break-words whitespace-normal outline-none keyboard-focused:focus-ring [.text-message+&amp;]:mt-1" dir="auto" data-message-author-role="assistant" data-message-id="1b60ebe8-71af-49e1-9277-e6640e93f02b" data-message-model-slug="gpt-5-6-mini">
<div class="flex w-full flex-col gap-1 empty:hidden">
<div class="fbskMG_root LR5Y_W_content markdown prose dark:prose-invert wrap-break-word w-full light markdown-new-styling">
<p dir="auto" data-start="525" data-end="936">La pellicola è firmata da <strong data-start="551" data-end="582">Yuval Abraham e Rachel Szor</strong>, due dei registi di <em data-start="603" data-end="618">No Other Land</em>, documentario realizzato insieme a Basel Adra e Hamdan Ballal e premiato con l&#8217;Oscar nel 2025. Per <em data-start="718" data-end="724">NAZA</em>, Abraham e Szor tornano a utilizzare il cinema documentario come strumento di indagine, concentrandosi questa volta sui meccanismi interni alla gestione della guerra a Gaza.</p>
<p dir="auto" data-start="938" data-end="1195">La Biennale di Venezia indica per il film una durata di <strong data-start="994" data-end="1007">80 minuti</strong>, con dialoghi in ebraico e inglese. La produzione è attribuita a <strong data-start="1073" data-end="1100">The Guardian e JW Films</strong>, mentre la distribuzione internazionale è curata da mk2.</p>
<p dir="auto" data-start="1197" data-end="1535">Il riconoscimento veneziano arriva dunque al termine di un percorso che unisce <strong data-start="1276" data-end="1327">giornalismo investigativo e cinema documentario</strong>, con un&#8217;opera costruita attorno a una domanda precisa: come funzionano, dall&#8217;interno, i sistemi attraverso i quali vengono individuati gli obiettivi militari e valutato il possibile coinvolgimento di civili?</p>
<h2 dir="auto" data-start="1537" data-end="1579">Un film costruito nel cuore della notte</h2>
<p dir="auto" data-start="1581" data-end="1845">Uno degli elementi più caratteristici di <em data-start="1622" data-end="1628">NAZA</em> è la scelta formale dei registi. Il film è stato girato <strong data-start="1685" data-end="1719">di notte sui tetti di Tel Aviv</strong>, lontano dalla rappresentazione tradizionale del conflitto fatta di immagini di combattimenti, macerie e reportage sul campo.</p>
<p dir="auto" data-start="1847" data-end="2190">È proprio attraverso questa distanza fisica che Abraham e Szor costruiscono il racconto. Le voci degli interlocutori diventano il centro della narrazione, mentre le immagini notturne della città fanno da sfondo a conversazioni nelle quali vengono ricostruiti processi, decisioni e sistemi tecnologici utilizzati durante le operazioni militari.</p>
<p dir="auto" data-start="2192" data-end="2727">Secondo la presentazione ufficiale della Biennale, il documentario nasce anche dalle rivelazioni pubblicate negli anni successivi agli attacchi del 7 ottobre 2023 da <strong data-start="2358" data-end="2374">The Guardian</strong>, insieme alla testata israelo-palestinese <strong data-start="2417" data-end="2434">+972 Magazine</strong> e a <strong data-start="2439" data-end="2453">Local Call</strong>. Il film amplia quel lavoro giornalistico trasformandolo in un racconto cinematografico nel quale assumono particolare importanza non soltanto le dichiarazioni degli intervistati, ma anche i silenzi e ciò che rimane fuori dalle parole.</p>
<p dir="auto" data-start="2729" data-end="3013">Il titolo <em data-start="2739" data-end="2745">NAZA</em> richiama inoltre un termine utilizzato nell&#8217;ambito dell&#8217;intelligence militare israeliana. <em data-start="2836" data-end="2850">The Guardian</em> lo descrive come un acronimo impiegato per indicare il numero previsto di vittime civili associate a un determinato attacco.</p>
<h2 dir="auto" data-start="3015" data-end="3080">Le testimonianze anonime e il rapporto tra tecnologia e guerra</h2>
<p dir="auto" data-start="3082" data-end="3490">Al centro del documentario ci sono <strong data-start="3117" data-end="3206">testimonianze anonime di membri dell&#8217;apparato militare e dell&#8217;intelligence israeliana</strong>. La scelta dell&#8217;anonimato è parte integrante della struttura del film e permette agli autori di concentrarsi sulle procedure raccontate dagli intervistati senza trasformare l&#8217;opera in un tradizionale documentario basato sulla presenza dei protagonisti davanti alla macchina da presa.</p>
<p dir="auto" data-start="3492" data-end="3795">Il lavoro affronta così il rapporto tra <strong data-start="3532" data-end="3672">intelligenza artificiale, sistemi di selezione degli obiettivi, raccolta delle informazioni e valutazione delle possibili vittime civili</strong>. Una prospettiva che sposta il racconto dal singolo episodio alla dimensione organizzativa e tecnologica delle operazioni.</p>
<p dir="auto" data-start="3797" data-end="4044">La recensione pubblicata da <em data-start="3825" data-end="3839">The Guardian</em> dopo la proiezione veneziana ha sottolineato proprio l&#8217;attenzione del film verso i sistemi tecnologici e i processi decisionali descritti dagli interlocutori anonimi.</p>
<p dir="auto" data-start="4046" data-end="4351">Il risultato è un documentario che sceglie deliberatamente di non costruire il proprio racconto attraverso una cronaca tradizionale del conflitto. La guerra rimane spesso fuori campo, mentre sono <strong data-start="4242" data-end="4314">le parole, le procedure e le responsabilità individuali e collettive</strong> a diventare materia cinematografica.</p>
<p dir="auto" data-start="4046" data-end="4351"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-635025" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/cBKt0qb0o-o3gsDiZthnhnQG1KjvGzVfC3QUiVW5OTAGDub-kl92B302BUp16Fx4WxnuS2Lc47qgX4kB6_F1CAGbOPZbaQaIv3qypAboUyczywEcM82GXKGYYns2rAOnyNcRIp24OB-Q5wQdZAT0juQG6eO77IlXmWsQ3AQ5ChyxSOKflvocs10t1zrH1hCa.webp" alt="" width="1024" height="683" /></p>
<h2 dir="auto" data-start="4353" data-end="4404">Dalle inchieste giornalistiche al grande schermo</h2>
<p dir="auto" data-start="4406" data-end="4732">Uno degli aspetti più interessanti di <em data-start="4444" data-end="4450">NAZA</em> riguarda proprio la sua origine. Il progetto nasce da un lavoro giornalistico precedente e porta nel cinema alcune delle questioni emerse attraverso le inchieste pubblicate da <strong data-start="4627" data-end="4671">The Guardian, +972 Magazine e Local Call</strong> tra il 2023 e il 2025.</p>
<p dir="auto" data-start="4734" data-end="5133">La trasformazione dell&#8217;inchiesta in documentario consente ai registi di aggiungere una dimensione ulteriore: non soltanto ricostruire fatti e procedure, ma interrogarsi sul linguaggio utilizzato per descriverli, sui meccanismi di normalizzazione della violenza e sulla distanza che può esistere tra una decisione presa davanti a uno schermo e le conseguenze che quella decisione produce sul terreno.</p>
<p dir="auto" data-start="5135" data-end="5267">È questo passaggio dal <strong data-start="5158" data-end="5213">dato giornalistico alla riflessione cinematografica</strong> a rappresentare uno dei tratti distintivi dell&#8217;opera.</p>
<h2 dir="auto" data-start="5269" data-end="5315">Il successo a Venezia e le reazioni al film</h2>
<p dir="auto" data-start="5317" data-end="5517">La proiezione veneziana ha avuto una forte risposta da parte del pubblico e il film ha ricevuto una lunga ovazione al Lido, oltre al Premio Speciale della Giuria.</p>
<p dir="auto" data-start="5519" data-end="6051">Contemporaneamente, <em data-start="5539" data-end="5545">NAZA</em> ha generato una reazione molto controversa in Israele. Il documentario è stato contestato da esponenti politici israeliani e i suoi autori hanno ricevuto minacce. Reuters ha riferito che il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato l&#8217;intenzione di sostenere nuove misure legislative in risposta alle accuse rivolte al film e ai suoi autori; la vicenda si è inserita anche nel clima politico israeliano precedente alle elezioni previste per il 27 ottobre 2026.</p>
<p dir="auto" data-start="6053" data-end="6444">Il confronto attorno al documentario riguarda dunque anche <strong data-start="6112" data-end="6275">libertà di espressione, responsabilità militare, giornalismo investigativo e possibilità di raccontare criticamente le operazioni condotte durante il conflitto</strong>. Le diverse reazioni al film testimoniano quanto il suo contenuto sia entrato rapidamente nel dibattito pubblico internazionale.</p>
<p dir="auto" data-start="6053" data-end="6444"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-635027" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/lkY5czYwQoW9LRJmlAB7SEpmrZbP10LNOCLptb8lRQcl0q7yU6Rw4zKwDpqhLTXG7pNdy0DJDesInMbbUH5JAUXZ666mLniDuwAFEoN3dbzB6frpRvLQgS-0xLIyWfy5ISRXKtfcutfrfG2be03v8Wo5P2NE1aKSGVK7_oy9yYt-RvQX2Mrn8FOy9K2WdgN8.webp" alt="" width="1024" height="683" /></p>
<h2 dir="auto" data-start="6446" data-end="6499">NAZA nelle sale UCI Cinemas dal 28 al 30 settembre</h2>
<p dir="auto" data-start="6501" data-end="6794">Dopo Venezia, <em data-start="6515" data-end="6521">NAZA</em> arriva ora al pubblico italiano attraverso una <strong data-start="6569" data-end="6611">distribuzione cinematografica speciale</strong>. Il documentario sarà proiettato nelle sale <strong data-start="6656" data-end="6699">UCI Cinemas dal 28 al 30 settembre 2026</strong>, con appuntamenti programmati alle <strong data-start="6735" data-end="6744">20:15</strong> secondo il calendario comunicato per il circuito.</p>
<p dir="auto" data-start="6796" data-end="7227">Le proiezioni del <strong data-start="6814" data-end="6835">28 e 30 settembre</strong> sono previste in numerose strutture UCI, tra cui Bicocca, Campi Bisenzio, Casalecchio, Napoli, Firenze, Fiumicino, Fiumara, Lissone, Marcianise, Marcon, Megalò, Milanofiori, Molfetta, Moncalieri, Orio, Porta di Roma, Reggio Emilia, Rimini, Roma Lunghezza, Torino Lingotto e Verona. <strong data-start="7118" data-end="7142">Martedì 29 settembre</strong>, invece, il film sarà programmato nell&#8217;intero circuito indicato dalla distribuzione.</p>
<p dir="auto" data-start="7229" data-end="7488">Anche il Circuito Cinema Venezia ha inserito <em data-start="7274" data-end="7280">NAZA</em> nella propria programmazione tra il <strong data-start="7317" data-end="7341">28 e il 30 settembre</strong>, confermando il proseguimento del percorso italiano del film immediatamente dopo il passaggio alla Mostra.</p>
<p dir="auto" data-start="7490" data-end="7689">Per conoscere gli orari aggiornati e verificare la disponibilità nella propria sala, gli spettatori possono consultare la programmazione ufficiale UCI Cinemas.</p>
<h2 dir="auto" data-start="7691" data-end="7762">Un documentario che porta l&#8217;inchiesta dentro la sala cinematografica</h2>
<p dir="auto" data-start="7764" data-end="7960">Con <em data-start="7768" data-end="7774">NAZA</em>, Yuval Abraham e Rachel Szor costruiscono un&#8217;opera nella quale <strong data-start="7838" data-end="7959">il cinema diventa uno spazio per ascoltare testimonianze, analizzare sistemi e interrogare il linguaggio della guerra</strong>.</p>
<p dir="auto" data-start="7962" data-end="8235">Il Premio Speciale della Giuria conquistato a Venezia ha dato ulteriore visibilità a un film nato dall&#8217;incontro tra giornalismo investigativo e documentario. Ora il passaggio nelle sale UCI Cinemas apre una nuova fase: quella del confronto diretto con il pubblico italiano.</p>
<p dir="auto" data-start="8237" data-end="8615">Dal <strong data-start="8241" data-end="8263">28 al 30 settembre</strong>, <em data-start="8265" data-end="8271">NAZA</em> porta quindi sul grande schermo una delle opere documentarie più discusse dell&#8217;edizione 2026 della Mostra del Cinema di Venezia, affidando alle immagini notturne di Tel Aviv e alle voci dei suoi interlocutori il racconto di un sistema complesso, controverso e profondamente legato alle trasformazioni tecnologiche della guerra contemporanea.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</section>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/naza-arriva-al-cinema-dopo-il-premio-speciale-della-giuria-a-venezia/">NAZA arriva al cinema dopo il Premio Speciale della Giuria a Venezia</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Johnny Depp riparte al cinema con un thriller</title>
		<link>https://metrotoday.it/johnny-depp-riparte-al-cinema-con-un-thriller/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[salvatore puzzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 10:57:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://metrotoday.it/?p=634946</guid>

					<description><![CDATA[<p>🌐 Johnny Depp prepara un doppio ritorno sul grande schermo con due personaggi molto diversi: un misterioso uomo coinvolto in un mondo criminale nel thriller “Day Drinker” di Marc Webb e l&#8217;iconico Ebenezer Scrooge nel nuovo adattamento di “Canto di Natale” diretto da Ti West. Due film lontanissimi per atmosfera e genere, ma accomunati da&#8230; <a class="more-link" href="https://metrotoday.it/johnny-depp-riparte-al-cinema-con-un-thriller/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Johnny Depp riparte al cinema con un thriller</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/johnny-depp-riparte-al-cinema-con-un-thriller/">Johnny Depp riparte al cinema con un thriller</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f310.png" alt="🌐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Johnny Depp</strong> prepara un doppio ritorno sul grande schermo con due personaggi molto diversi: un <strong>misterioso uomo coinvolto in un mondo criminale</strong> nel thriller “Day Drinker” di Marc Webb e l&#8217;iconico <strong>Ebenezer Scrooge</strong> nel nuovo adattamento di “Canto di Natale” diretto da Ti West. Due film lontanissimi per atmosfera e genere, ma accomunati da una scelta precisa: riportare l&#8217;attore al centro di produzioni cinematografiche di grande richiamo. E intanto torna a circolare anche il futuro di <strong>Pirati dei Caraibi</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Occhi chiari, capelli brizzolati, barba e un&#8217;aria difficile da decifrare. È così che Johnny Depp appare nelle prime immagini di <strong>“Day Drinker”</strong>, il thriller diretto da Marc Webb che arriverà nelle sale italiane nel 2027.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il primo trailer ha finalmente mostrato il personaggio interpretato dall&#8217;attore, un uomo enigmatico che sale a bordo di uno yacht privato e finisce per trascinare la giovane barista interpretata da <strong>Madelyn Cline</strong> in una storia sempre più pericolosa.</p>
<p class="isSelectedEnd">Non è chiaro, almeno nelle prime battute, se l&#8217;uomo sia semplicemente un cliente eccentrico, un criminale o qualcosa di ancora più inquietante.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il film gioca infatti con l&#8217;ambiguità.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il protagonista parla di vendetta, di fantasmi e di una storia che potrebbe essere soprannaturale. Ma allo stesso tempo si definisce, con ironia, anche soltanto un ubriacone.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il confine tra realtà e suggestione diventa così uno degli elementi centrali del racconto.</p>
<h2>Penélope Cruz torna accanto a Depp</h2>
<p class="isSelectedEnd">A rendere ancora più interessante il progetto c&#8217;è la presenza di <strong>Penélope Cruz</strong>, che torna a condividere lo schermo con Depp per la quarta volta.</p>
<p class="isSelectedEnd">I due avevano già lavorato insieme in “Blow”, nella saga di “Pirati dei Caraibi” e in “Assassinio sull&#8217;Orient Express”.</p>
<p class="isSelectedEnd">Questa volta il loro rapporto sullo schermo sarà decisamente più oscuro.</p>
<p class="isSelectedEnd">Cruz interpreta una donna pericolosa che entra nella storia dopo l&#8217;incontro tra la barista e il misterioso ospite dello yacht.</p>
<p class="isSelectedEnd">Quello che inizialmente sembra un incontro casuale si trasforma rapidamente in una vicenda criminale fatta di minacce, violenza e segreti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nel cast c&#8217;è anche <strong>Juan Diego Botto</strong>, mentre alla regia c&#8217;è Marc Webb, il filmmaker che ha diretto, tra gli altri, “500 giorni insieme” e i due film di “The Amazing Spider-Man”.</p>
<p class="isSelectedEnd">“Day Drinker” arriverà nei cinema statunitensi il <strong>26 marzo 2027</strong>. Per l&#8217;Italia è prevista la distribuzione di 01 Distribution, ma la data italiana definitiva non è ancora stata comunicata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Un personaggio che potrebbe nascondere qualcosa</h2>
<p class="isSelectedEnd">La forza del trailer sta soprattutto nel non spiegare completamente chi sia l&#8217;uomo interpretato da Depp.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il pubblico incontra un personaggio che sembra sapere molto più di quanto voglia raccontare. La sua presenza porta immediatamente tensione sulla barca e il suo passato sembra collegato a una storia di vendetta.</p>
<p class="isSelectedEnd">Poi arrivano le immagini più inquietanti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Simboli religiosi, scontri, corpi feriti e atmosfere che sembrano provenire da un film horror fanno pensare a qualcosa che potrebbe andare oltre il semplice thriller criminale.</p>
<p class="isSelectedEnd">È proprio questa contaminazione a rendere <strong>“Day Drinker”</strong> particolarmente diverso dai tradizionali film d&#8217;azione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il film sembra muoversi continuamente tra il realistico e il soprannaturale, lasciando aperta la possibilità che ciò che il protagonista racconta sia vero oppure soltanto parte di una costruzione destinata a confondere chi gli sta intorno.</p>
<h2>Il secondo volto: Johnny Depp diventa Scrooge</h2>
<p class="isSelectedEnd">Se “Day Drinker” punta sull&#8217;azione e sull&#8217;incertezza, il secondo progetto compie un salto ancora più sorprendente.</p>
<p class="isSelectedEnd">Johnny Depp interpreta infatti <strong>Ebenezer Scrooge</strong> in “Scrooge”, il nuovo adattamento cinematografico di “Canto di Natale” di <strong>Charles Dickens</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">La storia è una delle più celebri della letteratura mondiale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Scrooge è un uomo ricco e avaro, incapace di provare empatia e completamente concentrato sul denaro. La notte di Natale, però, la sua esistenza viene sconvolta dall&#8217;arrivo di tre spiriti: quello del Natale passato, quello del Natale presente e quello del Natale futuro.</p>
<p class="isSelectedEnd">Attraverso le loro apparizioni, Scrooge è costretto a guardare la propria vita, le conseguenze delle proprie scelte e il futuro che lo attende.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un racconto che ha conosciuto innumerevoli versioni, ma che questa volta viene affidato alla sensibilità di <strong>Ti West</strong>, regista noto soprattutto per il cinema horror.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-634947" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/0cHkCQzjtrZi0DFpFGRHbaeelVMSDd8UNuti90HQdhbON_0w4D8OytATyrW_SeBgkdpv6KEc7uJd7egL2il2bDswfpQHFwNmieI6YQjo3bA-iMcwtxhV_8lYjyPRd0bCF5Ryke7eKlS4LRk2w-Zghnkky8V2g2XyR6qwIKL3h_0.webp" alt="" width="739" height="554" /></p>
<h2>Un “Canto di Natale” più oscuro</h2>
<p class="isSelectedEnd">La scelta di Ti West è tutt&#8217;altro che casuale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il regista ha raccontato di essere legato alla storia di Dickens fin dall&#8217;infanzia e di averla percepita soprattutto come una <strong>storia di fantasmi</strong> prima ancora che come un racconto natalizio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Da qui nasce una versione che conserva la struttura fondamentale dell&#8217;opera originale ma punta maggiormente sull&#8217;atmosfera gotica e sulla componente soprannaturale.</p>
<p class="isSelectedEnd">È un aspetto che potrebbe rendere il film molto diverso dalle interpretazioni più rassicuranti e familiari di Scrooge viste negli ultimi decenni.</p>
<p class="isSelectedEnd">Depp, secondo il regista, porta invece nel personaggio una combinazione di <strong>cattiveria, ironia e fascino</strong>, evitando di trasformarlo in una figura completamente monodimensionale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il suo Scrooge rimane un uomo difficile da amare, ma dovrebbe possedere anche una dimensione più umana.</p>
<h2>Un cast importante per la nuova storia di Dickens</h2>
<p class="isSelectedEnd">Accanto a Depp c&#8217;è un cast particolarmente ricco.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Ian McKellen</strong> interpreta Jacob Marley, il socio defunto di Scrooge che torna dall&#8217;aldilà per annunciargli l&#8217;arrivo dei tre spiriti.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Rupert Grint</strong>, celebre soprattutto per il ruolo di Ron Weasley nella saga di “Harry Potter”, veste invece i panni di Bob Cratchit.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nel cast figurano inoltre <strong>Andrea Riseborough, Sam Claflin, Daisy Ridley, Arthur Conti e Tramell Tillman</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">La presenza di McKellen è particolarmente significativa per l&#8217;atmosfera del progetto: Marley è infatti una delle figure più inquietanti e memorabili della storia di Dickens.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il nuovo film vuole quindi mantenere il cuore della vicenda originale, ma accentuare il lato spettrale e gotico del racconto.</p>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;uscita internazionale di “Ebenezer” è fissata per il <strong>13 novembre 2026</strong>, con il film pensato per accompagnare il pubblico verso la stagione natalizia.</p>
<h2>Due film, due Johnny Depp</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il vero interesse della doppietta sta nel confronto tra i due personaggi.</p>
<p class="isSelectedEnd">In “Day Drinker” Depp è un uomo contemporaneo, misterioso e potenzialmente pericoloso, immerso in un ambiente criminale dove nessuno sembra essere esattamente ciò che appare.</p>
<p class="isSelectedEnd">In “Scrooge” interpreta invece un personaggio letterario nato quasi due secoli fa, una figura riconoscibile in tutto il mondo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Da una parte c&#8217;è <strong>l&#8217;azione</strong>, dall&#8217;altra il <strong>fantastico</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Da una parte uno yacht trasformato in teatro di una storia criminale, dall&#8217;altra una Londra vittoriana attraversata dagli spiriti.</p>
<p class="isSelectedEnd">È una scelta interessante anche per la fase professionale che Depp sta vivendo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Dopo anni segnati da una lunga controversia giudiziaria con l&#8217;ex moglie <strong>Amber Heard</strong> e da una presenza più limitata nelle grandi produzioni hollywoodiane, l&#8217;attore torna infatti a confrontarsi con ruoli destinati a produzioni internazionali di forte richiamo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-634951" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/XsBDm5CDg-qHsRAXysOQUZw4OxE27xNRddPE4YybQ_rx8WqrKtlHBOVPTGURtYJHn-3sEwX08D2a2882yhVIr_8pKJ3hoM8UHelFWzM1e11iXBQ8CxJ4-k1xDrTe55vKNIEH_pNIryyaVNhl7LugXDgsWP28zyETAdg1DAv6WFg.webp" alt="" width="903" height="903" srcset="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/XsBDm5CDg-qHsRAXysOQUZw4OxE27xNRddPE4YybQ_rx8WqrKtlHBOVPTGURtYJHn-3sEwX08D2a2882yhVIr_8pKJ3hoM8UHelFWzM1e11iXBQ8CxJ4-k1xDrTe55vKNIEH_pNIryyaVNhl7LugXDgsWP28zyETAdg1DAv6WFg-150x150.webp 150w, https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/XsBDm5CDg-qHsRAXysOQUZw4OxE27xNRddPE4YybQ_rx8WqrKtlHBOVPTGURtYJHn-3sEwX08D2a2882yhVIr_8pKJ3hoM8UHelFWzM1e11iXBQ8CxJ4-k1xDrTe55vKNIEH_pNIryyaVNhl7LugXDgsWP28zyETAdg1DAv6WFg-300x300.webp 300w, https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/XsBDm5CDg-qHsRAXysOQUZw4OxE27xNRddPE4YybQ_rx8WqrKtlHBOVPTGURtYJHn-3sEwX08D2a2882yhVIr_8pKJ3hoM8UHelFWzM1e11iXBQ8CxJ4-k1xDrTe55vKNIEH_pNIryyaVNhl7LugXDgsWP28zyETAdg1DAv6WFg-780x780.webp 780w" sizes="auto, (max-width: 903px) 100vw, 903px" /></p>
<h2>Il ritorno a Hollywood passa anche da Scrooge</h2>
<p class="isSelectedEnd">Per Depp, il ritorno non coincide quindi con un singolo film.</p>
<p class="isSelectedEnd">“Day Drinker” rappresenta il lato più contemporaneo e commerciale della nuova fase. “Scrooge” aggiunge invece una componente autoriale e letteraria, con un regista proveniente dal cinema horror e un personaggio che permette all&#8217;attore di lavorare su trasformazione e caratterizzazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">È una combinazione che potrebbe riportare Depp al centro della conversazione cinematografica anche senza fare affidamento sui personaggi che hanno costruito gran parte della sua fama.</p>
<p class="isSelectedEnd">E proprio questo è uno degli elementi più interessanti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Dopo anni nei quali il suo nome è stato inevitabilmente associato soprattutto a <strong>Jack Sparrow</strong>, l&#8217;attore sembra puntare nuovamente su personaggi differenti.</p>
<h2>E Jack Sparrow potrebbe tornare?</h2>
<p class="isSelectedEnd">La domanda, naturalmente, rimane sullo sfondo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Perché mentre Depp prepara “Day Drinker” e “Scrooge”, il futuro di <strong>“Pirati dei Caraibi”</strong> continua a essere oggetto di discussioni.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il produttore Jerry Bruckheimer ha recentemente confermato che il progetto per un sesto film è ancora in lavorazione e che sono in corso discussioni con Depp.</p>
<p class="isSelectedEnd">La questione non equivale però a un annuncio ufficiale del ritorno di Jack Sparrow.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il produttore ha parlato di una sceneggiatura in sviluppo e della speranza di riuscire a realizzare il film.</p>
<p class="isSelectedEnd">È quindi ancora presto per considerare concluso il percorso che potrebbe riportare Depp nei panni del pirata più famoso della sua carriera.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ma il semplice fatto che il nome dell&#8217;attore sia nuovamente associato al progetto mostra quanto il personaggio continui ad avere un peso enorme nell&#8217;immaginario del pubblico.</p>
<h2>Un nuovo capitolo dopo anni difficili</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il percorso di Depp negli ultimi anni è stato tutt&#8217;altro che lineare.</p>
<p class="isSelectedEnd">Dopo essere stato per lungo tempo uno dei protagonisti più riconoscibili del cinema hollywoodiano, l&#8217;attore ha progressivamente ridotto la propria presenza nelle grandi produzioni statunitensi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il suo ritorno al cinema internazionale è passato anche attraverso “Jeanne du Barry”, nel quale ha interpretato re Luigi XV.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ora arrivano due progetti completamente differenti e, soprattutto, due ruoli nei quali non deve necessariamente ripetere il personaggio che il pubblico conosce meglio.</p>
<p class="isSelectedEnd">È una fase che potrebbe segnare un cambiamento.</p>
<p class="isSelectedEnd">Non è ancora possibile sapere quale sarà l&#8217;impatto commerciale dei due film, ma la strategia appare evidente: <strong>tornare a essere Johnny Depp attraverso personaggi nuovi</strong>, invece di affidarsi esclusivamente alla nostalgia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-634948" src="https://metrotoday.it/wp-content/uploads/2026/09/9mxwI9zAIgFBuKuvp1DGw7l4B1wMmLfn_aITUiV8-54EGwXbOlp5QATxAF00uPlJ-fmqmBx-n87AGKWMVR_n5fj-JodICpcRVw44x0XDiPqGTeVaNI3hVkBkXC9HIC5vf7xjytKOsQJHPTB2tauKgzO-0mDx0xJjkFiBb01dd_UYSysuAJ8mI-7jLgHNe0-Z.webp" alt="" width="824" height="549" /></p>
<h2>Dal mistero al Natale</h2>
<p class="isSelectedEnd">La doppietta ha anche un elemento curioso.</p>
<p class="isSelectedEnd">“Day Drinker” porta Depp dentro una storia di pericolo, vendetta e possibili presenze soprannaturali.</p>
<p class="isSelectedEnd">“Scrooge” lo mette invece faccia a faccia con veri e propri fantasmi.</p>
<p class="isSelectedEnd">In entrambi i casi, quindi, il soprannaturale sembra avere un ruolo importante, ma con funzioni completamente diverse.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nel thriller è uno strumento per alimentare il dubbio e la tensione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nel racconto di Dickens diventa invece il mezzo attraverso cui un uomo è costretto a confrontarsi con il proprio passato, il presente e il futuro.</p>
<p class="isSelectedEnd">Due film, due atmosfere e due personaggi lontanissimi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ma anche un&#8217;unica traiettoria: <strong>Johnny Depp torna a prendersi spazio sul grande schermo</strong>, lasciandosi alle spalle, almeno sul piano cinematografico, l&#8217;ombra ingombrante degli ultimi anni.</p>
<p class="isSelectedEnd">E mentre il pubblico aspetta di scoprire chi sia davvero il misterioso “Day Drinker”, già si prepara a vedere l&#8217;attore trasformarsi in uno degli avari più celebri della letteratura.</p>
<p class="isSelectedEnd">Prima il thriller.</p>
<p class="isSelectedEnd">Poi gli spiriti del Natale.</p>
<p>E, forse, un giorno ancora Jack Sparrow.</p>
<p>L'articolo <a href="https://metrotoday.it/johnny-depp-riparte-al-cinema-con-un-thriller/">Johnny Depp riparte al cinema con un thriller</a> proviene da <a href="https://metrotoday.it">metrotoday</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
