5:16 pm, 29 Settembre 26 calendario

Bangkok diventa un fiume: i pesci gatto nuotano per le strade

Di: Redazione Metrotoday

🌐 Bangkok, Thailandia, inondazioni, pesci gatto e strade trasformate in fiumi: le immagini della capitale thailandese sommersa dall’acqua stanno facendo il giro del mondo. In uno dei video rilanciati da Shanghai Daily su X, alcuni pesci nuotano tra le automobili bloccate dall’acqua, mentre interi quartieri sono alle prese con una delle peggiori emergenze alluvionali degli ultimi anni. Dietro le immagini spettacolari, però, c’è una situazione molto seria: decine di migliaia di abitazioni colpite, persone evacuate, strade impraticabili e pesanti disagi anche per i trasporti.

Bangkok diventa un fiume: i pesci arrivano sulle strade

La scena sembra uscita da un film surreale.

L’acqua ricopre l’asfalto, le automobili sono ferme o parzialmente sommerse e, tra un veicolo e l’altro, si vedono pesci nuotare liberamente nelle strade di Bangkok.

Il video rilanciato da Shanghai Daily mostra proprio questo effetto insolito dell’emergenza: l’acqua fuoriuscita dalla rete di canali e dalle aree allagate ha trasformato alcune arterie cittadine in una sorta di ambiente acquatico temporaneo. Tra gli animali osservati ci sono anche pesci gatto, trascinati dalla massa d’acqua fuori dai loro normali habitat.

La clip è diventata rapidamente una delle immagini simbolo dell’alluvione che in questi giorni ha colpito la capitale thailandese.

Ma il dettaglio dei pesci, per quanto spettacolare, racconta soltanto una piccola parte di un’emergenza molto più vasta.

Thailandia, l’acqua ha sommerso interi quartieri

Le piogge torrenziali hanno colpito Bangkok per giorni, facendo salire rapidamente il livello dell’acqua nella fitta rete di canali che attraversa la metropoli.

In alcune zone della capitale sono caduti oltre 300 millimetri di pioggia in pochi giorni, mentre l’acqua ha invaso abitazioni, negozi, parcheggi e importanti arterie stradali. Le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza per tutti i 50 distretti di Bangkok.

Il quadro nazionale è ancora più ampio.

Secondo gli ultimi dati disponibili, le inondazioni hanno interessato 42 province thailandesi dal 16 settembre. Il bilancio delle vittime è salito ad almeno 23 morti, mentre il governo ha stimato danni per centinaia di milioni di dollari.

È una crisi che sta mettendo sotto pressione infrastrutture, trasporti e servizi essenziali

Il video dei pesci gatto racconta quanto è salita l’acqua

Il particolare più sorprendente delle immagini è proprio la presenza dei pesci nel mezzo della viabilità urbana.

Quando l’acqua invade le strade e si collega temporaneamente con canali, fossati, stagni e altri corsi d’acqua, gli animali acquatici possono essere trasportati oltre i loro habitat abituali. È ciò che sembra essere accaduto in diverse aree allagate della capitale.

Nel filmato rilanciato da Shanghai Daily, i pesci attraversano l’acqua tra le automobili ferme, sfruttando quella che, solo poche ore prima, era una normale strada cittadina.

Non sono quindi i pesci ad aver “invaso” Bangkok nel senso letterale del termine: è l’acqua dell’alluvione ad aver creato un collegamento temporaneo tra l’ambiente urbano e quello acquatico.

È una differenza importante, soprattutto perché le immagini social possono facilmente trasformare un fenomeno reale in una narrazione spettacolare.

Auto sommerse e strade impraticabili

I pesci sono diventati il simbolo più curioso dell’emergenza, ma nelle immagini provenienti dalla capitale thailandese prevalgono soprattutto auto sommerse, autobus bloccati e persone costrette a muoversi nell’acqua.

In alcune zone l’acqua ha raggiunto livelli tali da rendere impossibile il normale transito. Residenti e soccorritori hanno utilizzato barche, mezzi improvvisati e altri sistemi per attraversare le aree maggiormente colpite.

Le fotografie diffuse nelle ultime ore mostrano strade trasformate in canali e automobili abbandonate lungo le carreggiate. In alcuni punti l’acqua ha raggiunto livelli sufficienti a coprire una parte consistente della carrozzeria.

Il problema non riguarda soltanto la mobilità.

Quando l’acqua entra nelle abitazioni, infatti, aumenta rapidamente la necessità di evacuare persone anziane, malati e famiglie con bambini, mentre diventa complicato anche recuperare cibo e beni di prima necessità.

Bangkok, migliaia di persone evacuate

Nei giorni più difficili dell’emergenza, migliaia di residenti sono stati trasferiti nei centri di accoglienza.

Le autorità della capitale hanno riferito di decine di migliaia di abitazioni coinvolte e di migliaia di persone evacuate nei rifugi predisposti dalla città. In precedenza erano stati segnalati circa 4.900 evacuati e oltre 52.000 nuclei familiari interessati dalle inondazioni nella capitale.

Le testimonianze raccontano di abitazioni invase dall’acqua per molte ore e di famiglie costrette a spostare mobili ed elettrodomestici ai piani superiori.

In alcune aree particolarmente colpite, l’acqua ha raggiunto livelli tali da rendere difficoltoso persino uscire di casa.

Per Bangkok è un problema particolarmente delicato perché la città è costruita in una zona molto bassa e dispone di un’estesa rete di canali e sistemi di drenaggio. Quando le precipitazioni diventano eccezionali, la capacità di smaltimento dell’acqua può essere messa rapidamente sotto pressione.

Anche i mercati sono finiti sott’acqua

Una delle immagini più emblematiche arriva dai mercati della capitale.

In alcune zone commerciali l’acqua ha trasformato gli spazi destinati alla vendita in veri e propri mercati galleggianti improvvisati.

Venditori e clienti hanno continuato a muoversi nell’acqua, utilizzando contenitori di plastica, piattaforme galleggianti e strutture rialzate per trasportare e vendere prodotti alimentari.

È successo anche nell’area del mercato di Bang Kapi, dove l’acqua ha raggiunto livelli molto elevati. Le merci sono state spostate su contenitori galleggianti e i commercianti hanno cercato di mantenere l’attività nonostante l’allagamento.

La scena richiama in modo quasi letterale l’immagine della “Venezia d’Oriente” con cui Bangkok è stata descritta per decenni, ma questa volta senza alcun elemento turistico: l’acqua è diventata una necessità e un ostacolo contemporaneamente.

L’aeroporto di Bangkok travolto dai disagi

L’emergenza ha avuto conseguenze anche sul traffico aereo.

L’aeroporto internazionale Suvarnabhumi ha registrato pesanti problemi nella gestione dei bagagli e delle operazioni a terra. Le difficoltà sono state legate anche all’impossibilità per una parte del personale di raggiungere il luogo di lavoro a causa delle strade allagate.

Secondo gli ultimi aggiornamenti, migliaia di bagagli risultavano ancora da processare e Thai Airways ha dovuto ridurre una parte dei propri voli a causa della carenza di personale operativo.

Per i viaggiatori internazionali, dunque, l’emergenza non si è tradotta soltanto in strade allagate e ritardi locali: le conseguenze hanno raggiunto uno degli snodi principali del traffico aereo del Sud-est asiatico.

Perché Bangkok si allaga così facilmente

La geografia della capitale aiuta a comprendere la portata del problema.

Bangkok sorge su un territorio molto basso, in un’area caratterizzata da canali e corsi d’acqua. La città è inoltre cresciuta enormemente negli ultimi decenni, con una superficie urbana sempre più estesa.

Quando arrivano precipitazioni eccezionali in un intervallo molto breve, il sistema di drenaggio deve smaltire enormi quantità d’acqua contemporaneamente.

Le autorità hanno riferito che le stazioni di pompaggio hanno lavorato a piena capacità durante l’emergenza. Il problema, però, non può essere risolto soltanto aumentando il pompaggio quando la quantità d’acqua supera rapidamente la capacità del sistema.

A questo si aggiunge il fatto che settembre coincide con il picco della stagione delle piogge in Thailandia.

Le piogge stanno diminuendo, ma l’emergenza non è finita

La situazione a Bangkok ha iniziato a migliorare in alcune aree, ma il pericolo non è ancora completamente rientrato.

Le autorità prevedono che servano giorni per completare il drenaggio delle zone più colpite. Inoltre, nuove precipitazioni possono rallentare il processo e provocare nuovi allagamenti.

Gli ultimi aggiornamenti indicano che i livelli dell’acqua stanno gradualmente diminuendo, ma diverse strade rimangono impraticabili e le conseguenze dell’emergenza continueranno a farsi sentire anche dopo il ritiro dell’acqua.

Il governo thailandese ha inoltre predisposto un piano di aiuti immediati e annunciato un più ampio progetto pluriennale destinato a rafforzare i sistemi di drenaggio di Bangkok e delle aree circostanti.

Dal video virale alla realtà dell’emergenza

Il filmato dei pesci gatto che nuotano tra le automobili è destinato probabilmente a rimanere una delle immagini più condivise dell’alluvione di Bangkok.

È una scena insolita, quasi surreale, perfetta per i social network. Ma dietro quei pochi secondi c’è una realtà molto meno spettacolare: famiglie costrette a lasciare le proprie case, automobili danneggiate, attività commerciali ferme, trasporti paralizzati e una città intera impegnata a liberarsi dall’acqua.

Le immagini dei pesci spiegano visivamente quanto sia cambiato il paesaggio urbano. Quando una strada diventa abbastanza profonda da essere percorsa dai pesci, significa che il confine tra città e acqua è temporaneamente scomparso.

E a Bangkok, in questi giorni, quel confine è diventato quasi invisibile.

29 Settembre 2026
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