10:04 am, 2 Ottobre 26 calendario

Argentina LNG, Eni accelera: FID da 50 miliardi il 26 novembre

Di: Redazione Metrotoday

🌐 Argentina LNG, Eni, Vaca Muerta, GNL e 50 miliardi di dollari sono le parole chiave di un progetto destinato a cambiare il ruolo dell’Argentina nel mercato internazionale del gas. La decisione finale di investimento è attesa il 26 novembre a Buenos Aires, mentre Claudio Descalzi conferma che la costruzione dei due impianti FLNG e il finanziamento dell’operazione sono in fase avanzata.

Argentina LNG, il progetto entra nella fase decisiva

Il conto è imponente: 50 miliardi di dollari di investimenti, ai quali si aggiungono circa 25 miliardi di dollari di costi operativi nell’arco di 25 anni. È la dimensione economica indicata da Claudio Descalzi per l’attuale sviluppo di Argentina LNG, il grande progetto concepito per trasformare il gas di Vaca Muerta in GNL destinato ai mercati internazionali.

L’amministratore delegato di Eni ha parlato del progetto durante l’Argentina Week a Parigi, confermando che il percorso verso la Final Investment Decision, la FID, procede secondo una tabella di marcia che potrebbe portare alla firma il 26 novembre 2026 a Buenos Aires.

La data era stata indicata dal vertice di YPF e ora viene considerata da Descalzi come un appuntamento concretamente raggiungibile. Restano però da completare alcuni passaggi industriali e finanziari essenziali, a partire dalla definizione dei contratti per la costruzione dei due impianti galleggianti e dalla struttura del finanziamento.

Due impianti FLNG per portare Vaca Muerta sui mercati mondiali

Il cuore dell’operazione è rappresentato da due unità Floating LNG, conosciute come FLNG, ciascuna con una capacità di liquefazione pari a 6 milioni di tonnellate all’anno.

La capacità complessiva della prima fase sarà quindi di 12 milioni di tonnellate annue di GNL. Il progetto prevede di portare il gas dalla formazione di Vaca Muerta attraverso una filiera integrata che comprende produzione, trattamento, trasporto e successiva liquefazione offshore.

La scelta della tecnologia galleggiante ha una conseguenza strategica importante: l’Argentina non punta soltanto ad aumentare la produzione di gas, ma a costruire una vera piattaforma industriale dedicata all’esportazione energetica.

Secondo la tabella di marcia illustrata da Descalzi, dopo la FID potrebbe partire la costruzione dei due FLNG, con il primo impianto da 6 milioni di tonnellate previsto per il 2030 e il secondo per il 2031.

L’approccio non nasce da zero. Eni ha già maturato esperienza nella realizzazione di progetti FLNG in Africa e ha progressivamente sviluppato competenze specifiche nella progettazione e nell’esecuzione di impianti di liquefazione galleggianti. Nel progetto argentino, queste competenze si combinano con l’esperienza di YPF nello sviluppo del giacimento non convenzionale di Vaca Muerta.

Il nodo dei contratti: servono compratori per 12 milioni di tonnellate

Per un investimento di questa scala, la disponibilità di gas non è l’unico elemento decisivo. Il progetto deve poter contare su una domanda sufficientemente strutturata nel lungo periodo.

È proprio questo uno dei passaggi sui quali si concentra il lavoro dei partner. Descalzi ha spiegato che per arrivare al finanziamento occorre finalizzare la parte principale dei contratti di lungo termine relativi ai 12 milioni di tonnellate annue e definire i compratori.

I nomi dei clienti non sono stati resi pubblici, ma l’AD di Eni ha confermato che anche Eni rientra tra gli acquirenti previsti dal progetto. La presenza di contratti pluriennali è particolarmente importante perché consente di dare maggiore visibilità ai flussi futuri e di sostenere la struttura finanziaria di un’infrastruttura che richiede capitali enormi prima di entrare nella fase operativa.

È un passaggio tipico dei grandi progetti LNG: prima di impegnare definitivamente decine di miliardi, investitori e finanziatori devono avere un quadro sufficientemente definito della capacità produttiva, della domanda, degli accordi commerciali e delle infrastrutture necessarie.

Vaca Muerta, la grande riserva che può cambiare l’energia argentina

Alla base di Argentina LNG c’è Vaca Muerta, la formazione di shale oil e shale gas situata principalmente nella provincia di Neuquén.

Negli ultimi anni l’area è diventata il fulcro della crescita della produzione argentina di idrocarburi. L’aumento dell’attività di perforazione, delle infrastrutture e della capacità di trasporto ha consentito di valorizzare progressivamente risorse che per lungo tempo non erano state sfruttate su una scala comparabile con quella attuale.

L’obiettivo di Argentina LNG è compiere il passaggio successivo: trasformare una parte di quella disponibilità di gas in una commodity esportabile via nave, aprendo al Paese l’accesso diretto ai grandi mercati internazionali del GNL.

Il potenziale, secondo Descalzi, è inoltre superiore rispetto ai 12 milioni di tonnellate annue della fase attualmente sviluppata. L’AD di Eni ha indicato una capacità potenziale del bacino superiore ai 20 milioni di tonnellate annue, lasciando intravedere la possibilità di ulteriori sviluppi nel tempo.

Eni, YPF e XRG: la squadra industriale del progetto

Argentina LNG nasce dall’alleanza tra YPF, Eni e XRG, società energetica e di investimento con sede negli Emirati Arabi Uniti.

Il coinvolgimento di Eni si è progressivamente ampliato. Nell’aprile 2025 il gruppo italiano e YPF avevano avviato la valutazione congiunta della partecipazione alla fase da 12 milioni di tonnellate annue. Successivamente, nel giugno 2026, Eni ha sottoscritto un accordo per acquisire una partecipazione del 32% in tre blocchi upstream di Vaca Muerta, mentre YPF e XRG detengono ciascuna il 36% e il 32% rispettivamente dopo il perfezionamento dell’operazione. Gli asset sono destinati ad alimentare la capacità LNG del progetto.

Nel febbraio 2026 i tre partner hanno inoltre sottoscritto un Joint Development Agreement, consolidando la struttura industriale e commerciale dell’iniziativa e portando avanti le attività necessarie alla FID.

Ad agosto è arrivato un altro passaggio rilevante: Argentina LNG ha presentato la domanda per accedere al RIGI, il regime argentino di incentivi destinato ai grandi investimenti. La procedura rappresenta una tappa verso la decisione finale di investimento, prevista entro la fine del 2026.

Perché il GNL è centrale nella strategia argentina

La posta in gioco va oltre la realizzazione di due impianti offshore.

Per l’Argentina, sviluppare una filiera LNG significa cercare di convertire la disponibilità di gas di Vaca Muerta in ricavi da esportazione, investimenti infrastrutturali e maggiore presenza nei mercati energetici internazionali.

Il progetto arriva inoltre in un momento nel quale il Paese sta cercando di attrarre nuovi capitali esteri nel settore energetico. Proprio durante l’Argentina Week di Parigi sono stati annunciati ulteriori piani di investimento nel comparto del gas: TotalEnergies ha indicato un programma da 10 miliardi di dollari in Argentina, destinato soprattutto all’aumento della produzione.

Il quadro mostra quindi come Vaca Muerta stia diventando il fulcro di una strategia più ampia, nella quale produzione domestica, infrastrutture e capacità di esportazione vengono sviluppate contemporaneamente.

Il calendario: novembre sarà il prossimo banco di prova

La scadenza del 26 novembre rappresenta ora il principale appuntamento del progetto.

Prima della FID dovranno essere completati i contratti relativi alla costruzione dei FLNG, definiti gli accordi commerciali necessari a sostenere i 12 milioni di tonnellate annue e perfezionata la struttura finanziaria.

Se il calendario verrà rispettato, il progetto entrerà quindi nella fase industriale vera e propria, con la costruzione del primo impianto destinata a precedere quella del secondo.

Il passaggio è significativo anche per Eni. Il gruppo italiano non è soltanto coinvolto nello sviluppo upstream e nella tecnologia FLNG, ma figura anche tra i potenziali acquirenti della produzione. È una configurazione che collega produzione del gas, infrastrutture, liquefazione e commercializzazione all’interno dello stesso progetto.

Un investimento da 50 miliardi con ambizioni globali

Il punto centrale della strategia è dunque chiaro: Vaca Muerta deve diventare una fonte di gas per il mercato mondiale, non soltanto per il consumo argentino.

Con 12 milioni di tonnellate annue nella prima fase, due FLNG, una possibile espansione futura e un investimento complessivo indicato in 50 miliardi di dollari, Argentina LNG assume una dimensione internazionale.

Descalzi lo ha definito uno dei più grandi progetti di GNL al mondo. La prossima verifica concreta sarà però industriale e finanziaria: la FID di novembre dovrà trasformare anni di accordi, progettazione e negoziazioni in un impegno definitivo alla realizzazione.

Per l’Argentina, la partita è ancora più ampia. Se il programma procederà secondo i tempi indicati, la prima metà del prossimo decennio potrebbe segnare il passaggio da grande produttore di shale gas a esportatore strutturato di GNL, con Vaca Muerta al centro della trasformazione.

2 Ottobre 2026 ( modificato il 1 Ottobre 2026 | 20:06 )
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