8:57 am, 10 Febbraio 26 calendario

🌐 Sequestra, tortura e violenta la fidanzata, arrestato a Sassari

Di: Redazione Metrotoday

Un uomo di 34/35 anni è stato arrestato con l’accusa di aver sequestrato, torturato e violentato la sua fidanzata per circa dieci giorni. La vittima, una ragazza di 25 anni, è stata liberata in stato di choc dai carabinieri dopo l’allarme lanciato dalla madre ed è ricoverata in ospedale. Il dramma riporta sotto i riflettori la piaga della violenza di genere in Italia.

Una storia di violenza e sopraffazione familiare che ha dell’incredibile si è consumata nella città di Sassari, in Sardegna: una giovane donna di 25 anni è stata tenuta prigioniera e sottoposta a sevizie e abusi sessuali per almeno dieci giorni all’interno di un’abitazione privata, per mano del suo fidanzato, un uomo italiano di 34/35 anni.

La terribile vicenda è venuta alla luce venerdì sera, quando la madre della ragazza, preoccupata perché non riusciva a mettersi in contatto con la figlia da giorni, ha contattato il numero di emergenza 112. I carabinieri della Sezione Radiomobile sono intervenuti e, dopo aver tentato senza successo l’accesso dall’ingresso principale, sono riusciti a entrare nell’abitazione passando da una finestra grazie all’ausilio dei vigili del fuoco.

La liberazione e la scena dell’orrore

All’interno dell’appartamento i militari hanno trovato la giovane in profondo stato di choc, terrorizzata e coperta di lividi e ferite, con evidenti segni di maltrattamenti fisici. La donna ha raccontato agli investigatori di essere stata picchiata, torturata, insultata e ripetutamente violentata, oltre ad essere stata costretta a subire gesti estremi come bruciature e minacce con acido.

Secondo alcune fonti, la 25enne sarebbe stata anche forzata a ingerire sostanze come candeggina e psicofarmaci, e in uno dei momenti estremi dell’incubo le sarebbero stati tagliati i capelli con un rasoio, come forma di punizione per un tentativo di fuga.

La vittima è stata immediatamente soccorsa e trasportata al pronto soccorso dell’Ospedale Santissima Annunziata di Sassari, dove è tuttora assistita e seguita dai servizi sanitari e da un centro di supporto per vittime di violenza di genere.

L’arresto in flagranza e le accuse

L’uomo è stato arrestato in flagranza di reato dai carabinieri sul posto e su disposizione della Procura della Repubblica di Sassari trasferito nel carcere di Bancali. È accusato di sequestro di persona, tortura, lesioni personali, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e resistenza a pubblico ufficiale.

Durante le fasi dell’arresto l’uomo avrebbe reagito in modo aggressivo, tentando persino di aggredire i militari con un estintore prima di essere definitivamente immobilizzato.

Davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia, l’arrestato si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande. Le indagini proseguono per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e valutare eventuali altre responsabilità penali.

Un caso che riaccende l’allarme sulla violenza di genere

L’episodio di Sassari rappresenta uno degli episodi più cruenti di violenza domestica denunciati in Italia negli ultimi mesi, collocandosi in un contesto nazionale in cui le forze dell’ordine e le associazioni per i diritti delle donne continuano a segnalare l’aumento di casi di abusi gravi. Secondo i dati forniti da diverse organizzazioni, molte violenze non vengono nemmeno denunciate per paura o isolamento delle vittime.

Gruppi per la tutela delle vittime di violenza hanno sottolineato come sia necessario rafforzare i servizi di prevenzione, protezione e sostegno psicologico per chi subisce abusi, nonché intensificare campagne educative contro la cultura della violenza di genere.

Una città sotto shock

La cittadinanza di Sassari è rimasta profondamente scossa dall’accaduto: un dramma umano così estremo scuote l’opinione pubblica e porta all’attenzione il tema della sicurezza nelle relazioni affettive, soprattutto tra i più giovani. Diverse testate e blog di cronaca locale hanno riportato commenti di incredulità e solidarietà nei confronti della vittima, oltre a richieste di maggiori interventi formativi nelle scuole e nelle comunità.

La vittima è stata liberata dai carabinieri dopo dieci giorni di prigionia e violenze estreme, ed è attualmente ricoverata in ospedale. L’uomo, arrestato e accusato di numerosi reati gravi, si trova ora in carcere in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.

10 Febbraio 2026
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