6:59 am, 8 Febbraio 26 calendario

🌐  Scoperta montagna sottomarina alta 3.109 m: gigante sotto l’oceano

Di: Redazione Metrotoday

Una spedizione scientifica nel Pacifico sud‑orientale ha scoperto una montagna sottomarina alta 3.109 metri, quasi quattro volte l’altezza del grattacielo più alto della Terra, rivelando nuovi ecosistemi di incredibile biodiversità nelle profondità oceaniche.

Nell’oceano Pacifico sud‑orientale, a circa 1.448 chilometri a ovest della costa cilena, gli scienziati hanno compiuto una delle scoperte più sorprendenti degli ultimi anni: una montagna sottomarina che si innalza per 3.109 metri dal fondale marino, una struttura geologica che supera di quasi quattro volte l’altezza del Burj Khalifa di Dubai, il più alto grattacielo del mondo con i suoi 828 metri.

Questa mastodontica formazione, classificata come seamount — ovvero una montagna sottomarina che non emerge in superficie — è stata mappata durante una missione di 28 giorni guidata dallo Schmidt Ocean Institute imbarcati sulla nave da ricerca R/V Falkor.

La scoperta rappresenta non solo un record di dimensioni, ma anche una finestra su ecosistemi finora poco conosciuti e, in molti casi, mai osservati prima di oggi dalla scienza moderna.

Un gigante nascosto nei fondali oceanici

Il seamount è emerso grazie all’uso di sofisticate tecnologie di mappatura del fondale, che utilizzano sonar e algoritmi per interpretare le variazioni del fondo marino. Solo circa il 26 % dei fondali oceanici è stato mappato con precisione, nonostante il mare copra il 71 % della superficie terrestre.

La montagna, che non ha ancora un nome ufficiale, si trova nella regione della Dorsale di Nazca, una vasta catena di rilievi sottomarini generati dall’attività geologica e vulcanica della placca tettonica.

Con i suoi 3.109 metri di dislivello dalla base alla cima, la formazione non è solo straordinariamente alta — più di molte montagne emerse come il Monte Olimpo in Grecia (2.917 m) — ma rappresenta uno degli oggetti naturali più imponenti mai scoperti sotto il mare.

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Un mondo di biodiversità sotto pressione

Al di là dell’aspetto geologico, la scoperta ha rivelato un ecosistema marino ricco e complesso, con comunità di spugne, coralli millenari e numerose specie animali.

Tra le sorprese più affascinanti della missione, i ricercatori hanno documentato il primo avvistamento in natura di un calamaro del genere Promachoteuthis, un cefalopode rarissimo di cui finora si erano trovati solo esemplari morti nelle reti da pesca.

Un altro incontro memorabile è stato con un polpo dal corpo biancastro soprannominato “Casper”, mai osservato prima in questa regione del Pacifico.

In totale, gli scienziati hanno individuato circa 20 potenziali nuove specie, che saranno ora studiate e classificate dai tassonomi internazionali in vista di pubblicazioni scientifiche dedicate.

Montagne sottomarine: enormi e poco conosciute

Le montagne sottomarine, o seamounts, sono caratteristiche geologiche frequenti sui fondali oceanici. Si stima che ci siano oltre 100.000 seamounts più alti di 1.000 metri in tutti gli oceani del mondo.

Queste strutture si formano generalmente come vulcani spenti o come rilievi derivanti da processi tettonici, e spesso fungono da “oasi di vita” negli abissi, attirando una biodiversità sorprendentemente alta rispetto ai fondali circostanti.

Nonostante la loro abbondanza, meno dell’1 % dei seamounts è stato esplorato in dettaglio: le profondità marine restano infatti uno degli ambienti più misteriosi del nostro pianeta.

La tecnologia dietro la scoperta

Le spedizioni come quella della R/V Falkor combinano diverse tecnologie all’avanguardia per percepire le forme del fondale. Il sonar multibeam, ad esempio, invia onde sonore verso il basso e calcola la profondità misurando il tempo di ritorno dell’eco, consentendo di costruire mappe tridimensionali dettagliate.

Queste tecniche hanno permesso di identificare la montagna sotto i dati di gravità satellitare, un approccio sempre più usato per prevedere anomalie topografiche prima di un rilievo diretto.

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Implicazioni scientifiche e conservazione

La scoperta di questa montagna sottomarina non è solo un record di dimensioni, ma un promemoria dell’immenso grado di ignoto che rimane negli oceani. Ogni seamount esplorato porta con sé informazioni vitali sulla storia geologica della Terra e sulla biodiversità che si cela nelle profondità.

In un momento in cui gli oceani sono sotto crescente pressione per l’inquinamento, la pesca e l’estrazione mineraria profonda, comprendere questi ecosistemi può aiutare a sviluppare politiche di protezione marine più efficaci.

Nel 2026, la mappatura dei fondali resta una frontiera della scienza moderna: solo una frazione del fondo oceanico è stata esplorata con precisione, e ogni anno nuove missioni svelano paesaggi sommersi di proporzioni e forme sorprendenti.

Questa scoperta — una montagna sottomarina alta più di tre chilometri sotto il mare — è un richiamo alla continua necessità di investire nella ricerca oceanica, perché sotto le onde si nascondono ancora milioni di segreti della Terra.

8 Febbraio 2026 ( modificato il 26 Gennaio 2026 | 3:02 )
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