12:33 pm, 24 Novembre 25 calendario

🌐 Usa, Ucraina ed Europa trattano sul controverso piano di Trump

Di: Redazione Metrotoday
Ginevra – Diplomazia frenetica, polemiche internazionali e un tempo che scorre: sul tavolo delle trattative tra Stati Uniti, Ucraina ed Europa c’è un piano di pace che sta suscitando tanto speranza quanto preoccupazione. L’ultimo atto di un dramma geopolitico sempre più complesso ruota attorno alla proposta in 28 punti promossa dall’amministrazione Trump per mettere fine al conflitto tra Russia e Ucraina — un progetto che ha spiazzato Kiev, irritato Bruxelles e riacceso il dibattito su cosa significhi davvero «pace» sul suolo europeo.

Un piano controverso: cosa prevede la proposta americana

Secondo quanto emerge dalle indiscrezioni e dalle ricostruzioni giornalistiche, il piano Usa prevede concessioni difficili per l’Ucraina: tra i punti più controversi ci sarebbe la rinuncia di Kiev a parti del Donbass controllate dai filorussi, un ridimensionamento dell’esercito ucraino (fino a 600.000 effettivi in tempo di pace), l’impegno a non entrare nella NATO e un patto di non aggressione che coinvolgerebbe anche la Russia. In cambio, il documento Usa prometterebbe garanzie di sicurezza importanti per l’Ucraina, che includerebbero meccanismi simili all’Articolo 5 della NATO, ovvero la possibilità di intervento in caso di aggressione futura.

Altri elementi del piano riguardano la ricostruzione: gli Stati Uniti propongono una cooperazione con Kiev per ricostruire le infrastrutture (come gasdotti e reti energetiche), la gestione congiunta di centrali nucleari — per esempio quella di Zaporizhzhia sotto supervisione dell’AIEA — e la creazione di un comitato umanitario per lo scambio di prigionieri, il ritorno di civili e bambini rapiti, e la ricongiunzione delle famiglie.

https://i.abcnewsfe.com/a/3fea3b1d-efef-495d-99cc-645d4f6379cb/US-ukraine-geneva-delegation-gty-CW-20251123_1763921732903_hpMain.jpg

Zelensky tra dignità e pressione: “Siamo a un bivio”

Il presidente Volodymyr Zelensky si è detto pronto a discutere il piano, ma non senza riserve: nel suo discorso pubblico ha lanciato un monito chiaro, evocando una scelta drammatica tra «perdere la nostra dignità o rischiare di perdere un partner chiave».

Secondo fonti ucraine, l’idea originale di rinunciare completamente al Donbass non sarebbe più sul tavolo nelle sue forme più estreme, ma rimangono forti timori su altri punti, come il taglio delle forze armate. Zelensky ha anche annunciato che intende parlare direttamente con Trump per chiarire alcuni passaggi, segno della delicatezza del momento negoziale.

Una controproposta all’insegna della sovranità

Non solo Kiev: anche i principali Paesi europei — in particolare Regno Unito, Francia e Germania — hanno avanzato una controproposta, basata sulla bozza Usa ma modificata in punti chiave per tutelare la sovranità ucraina.

Tra le modifiche più significative, la controparte europea propone di cancellare o ridimensionare alcuni punti del piano di Trump, mantenendo un concetto di sicurezza collettiva più forte e una dimensione Nato più aperta. Ad esempio, la proposta europea prevede un tetto più alto per l’esercito ucraino in tempo di pace (circa 800.000 unità), rispetto ai 600.000 indicati da Washington.

Altro nodo critico per Bruxelles è il riconoscimento dei territori occupati: le delegazioni europee insistono che ogni trattativa territoriale debba partire dall’attuale linea del fronte, non da concessioni unilaterali.

https://www.aljazeera.com/wp-content/uploads/2025/11/2025-11-22T130137Z_1985528875_RC2O1IA57K7R_RTRMADP_3_G20-SUMMIT-1763851088.jpg?quality=80&resize=770%2C513&w=770

Ginevra al centro dei colloqui: “progressi costruttivi”, ma non conclusivi

La sede delle trattative è Ginevra, dove funzionari americani, ucraini ed europei si sono incontrati in un clima descritto da Marco Rubio come «probabilmente il più produttivo finora».

Rubio, segretario di Stato Usa, ha dichiarato che il piano non è necessariamente un’offerta definitiva: ci sarebbe infatti margine di flessibilità per rivedere i punti più controversi.

Nel frattempo, Trump ha confermato di aver posto una scadenza — inizialmente il 27 novembre, giorno del Ringraziamento — per una risposta da parte di Kiev, ma ha anche aperto alla possibilità di estendere il termine per permettere ulteriori negoziati.

Le preoccupazioni di Kiev e dell’Europa

L’atteggiamento europeo è stato netto: molti leader considerano il piano Usa troppo sbilanciato a favore della Russia e troppo penalizzante per l’Ucraina.

Secondo l’Alto rappresentante dell’Unione europea, Kaja Kallas, una pace duratura richiede che Kiev e l’Europa abbiano voce in capitolo e che il rispetto della sovranità ucraina non sia negoziabile.

In Italia, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato la necessità di coinvolgere l’Ucraina in modo diretto nei colloqui: «Quello che conta sono le scelte di chi paga il prezzo ogni giorno», ha detto, riferendosi alle perdite umane e territoriali subite da Kiev.

Il punto di vista di Mosca e il futuro possibile

Sul fronte russo, l’atteggiamento è ambiguo: da un lato, il Cremlino ha mostrato un certo interesse ad alcune parti della proposta, ma dall’altro non ha ancora chiarito se intenda accettarne tutte le condizioni. Fonti filtrano che Mosca potrebbe appoggiare un patto di non aggressione e una graduale riapertura economica, purché alcune sue richieste strategiche vengano rispettate.

Per la Russia, la pace non è solo un tema politico ma anche un’opportunità economica: il piano Usa prevede investimenti nella ricostruzione e lo sblocco dei fondi congelati, un potenziale incentivo per Mosca per moderare almeno in parte le sue posizioni.

https://www.reuters.com/resizer/v2/FLS4Q2PMZZI4XKZIYYN63MHFMM.jpg?auth=76e41c448335aceca8d7c19b48a3b13d2ff9a4c48d89bc3f1fc36f78d9cedd41&quality=80&width=2557

Scenari in bilico: cosa potrebbe accadere

  • Accordo entro la scadenza: se Kiev accettasse un testo rivisto nei punti critici e l’Europa riuscisse a imporre le sue richieste, si potrebbe arrivare a una dichiarazione congiunta in tempi brevi. Ma restano molti ostacoli.

  • Estensione del negoziato: con la pressione europea e la cautela ucraina, il “termine del 27 novembre” potrebbe slittare, soprattutto se Washington è disposta a trattare su garanzie e punti sensibili.

  • No della parte ucraina: una rifiuto del piano — o la richiesta di modifiche sostanziali — potrebbe riaccendere le tensioni in campo diplomatico e militare e prolungare la guerra.

  • Pace fragile: anche con un accordo, la sua sostenibilità dipenderà dalle garanzie reali (militari, economiche, internazionali) e dalla fiducia tra le parti, alimentata da un passato di conflitto e tradimenti.

Il piano di pace promosso dagli Stati Uniti sembra aprire una finestra diplomatica importante, ma è al tempo stesso un terreno pieno di mine politiche: per Kiev, accettarlo senza adeguate garanzie potrebbe mettere a rischio la sua sovranità; per l’Europa, modificare il testo è una questione di credibilità geopolitica; per la Russia, potrebbe significare una via più sicura verso l’integrazione economica, pur mantenendo alcune conquiste strategiche.

24 Novembre 2025 ( modificato il 28 Novembre 2025 | 9:23 )
© RIPRODUZIONE RISERVATA