Abusi sessuali in ospedale a Piacenza: Ausl rescinde contratto del primario arrestato
L’Azienda Usl di Piacenza ha preso una decisione drastica dopo l’arresto del primario dell’Ospedale Civile, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di dottoresse e infermiere e di atti persecutori. Con una delibera firmata dalla direttrice Paola Bardasi, l’Ausl ha rescisso il contratto di lavoro del professionista per giusta causa, ai sensi dell’articolo 2119 del Codice civile.
La notizia è stata riportata da IlPiacenza, che evidenzia come il provvedimento non sia stato ancora pubblicato sull’albo pretorio dell’azienda. In seguito all’arresto, è stata disposta un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per il primario.
In una nota ufficiale, l’Ausl ha espresso solidarietà alle vittime, sottolineando che il rispetto e la tutela della dignità delle persone sono principi fondamentali della loro missione. Ogni atto che possa compromettere la libertà o la sicurezza di chi lavora o si cura nelle loro strutture è giudicato inaccettabile.
L’Azienda Usl ha confermato la sua piena fiducia nel lavoro della magistratura e ha sempre collaborato con le autorità competenti, fornendo ogni elemento utile per ricostruire i fatti. Su indicazione della Procura, l’azienda ha agevolato il lavoro degli inquirenti, garantendo condizioni ottimali per lo svolgimento delle indagini.
La direzione aziendale ha dichiarato di essere impegnata a completare rapidamente tutte le azioni necessarie a tutela delle persone coinvolte e ad adottare i necessari provvedimenti nei confronti del medico indagato, nel rispetto delle disposizioni di legge. Laddove sarà opportuno, l’Ausl si costituirà parte civile.
Infine, l’azienda ribadisce il suo impegno a garantire un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso, dove ogni operatore sanitario possa svolgere il proprio ruolo con serenità e dignità, continuando a collaborare con le autorità in attesa degli sviluppi dell’inchiesta.
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