Marcello Dudovich, Unfinished. Cinema, 1915-1933: mostra al MIC – Museo Interattivo del Cinema
Fino al 9 marzo 2025, il MIC – Museo Interattivo del Cinema presenta la mostra “Marcello Dudovich, Unfinished. Cinema, 1915-1933”, prodotta da Cineteca Milano e curata da Matteo Pavesi. L’esposizione offre al pubblico l’opportunità di esplorare uno degli aspetti più affascinanti e inediti dell’arte del grande artista italiano Marcello Dudovich, noto per la sua maestria nel mondo del cartellonismo e della pubblicità.
La mostra presenta una preziosa selezione di manifesti, bozzetti e disegni dell’era del cinema muto, molti dei quali realizzati dal talentuoso artista triestino, poi milanese, vissuto tra il 1878 e il 1962. La collezione include lavori restaurati provenienti dall’Archivio di Cineteca Milano, con nove bozzetti attribuiti a Dudovich. Questi materiali sono stati sottoposti a un accurato intervento di restauro in collaborazione con la Scuola di Restauro dell’Accademia di Brera, preservandone la loro autenticità e originalità.
Oltre ai bozzetti e manifesti, il percorso espositivo offre anche ingrandimenti dei dettagli delle opere per apprezzarne la qualità del disegno e dei colori. Inoltre, saranno proiettati spezzoni del film “Il fiacre n.13” di Alberto Capozzi e Gero Zambuto, restaurato da Cineteca Milano, offrendo una visione digitale di questa opera del cinema muto.
La mostra si integra con una rassegna di 16 film internazionali restaurati dalle più importanti cineteche mondiali, che rappresentano il periodo d’oro del cinema muto. I titoli selezionati includono lavori di celebri registi come Charlie Chaplin, Fritz Lang, Alfred Hitchcock e molti altri, offrendo al pubblico un’immersione nel mondo affascinante del cinema silenzioso.
Nell’ambito della mostra, sarà possibile osservare un processo di deterioramento dei film muto, evidenziando l’importanza della conservazione del patrimonio cinematografico. Questo evento al MIC – Museo Interattivo del Cinema è un’opportunità per apprezzare la bellezza e la fragilità dell’arte cinematografica.

I film, le trame e il calendario
Domenica 1 dicembre – ore 17.00
Il dottor Mabuse (Dr. Mabuse, der Spieler; Germania; 1922; b/n; muto; Regia: Fritz Lang; Sceneggiatura: Fritz Lang, Thea von Harbou; Soggetto: Norber Jacques (romanzo); Fotografia: Carl Hoffmann; Interpreti: Rudolf Klein-Rogge, Aud Egede Nissen, Gertrude Welcker, Alfred Abel, Bernhard Goetzke, Paul Richter, Robert Forster-Larrinaga; Produzione Uco Film per Decla-Bioscop AG). Copia proveniente da Fondazione Cineteca Italiana.
Il dottor Mabuse, un brillante ma malvagio psicoanalista, sfrutta la sua padronanza dell’ipnosi e della manipolazione mentale per tessere intricate trame criminali, accumulando ricchezze attraverso la manipolazione dei mercati e la falsificazione monetaria. La sua oscura influenza permea ogni angolo della malavita, dove orchestra il caos e piega le
volontà al suo comando. Tuttavia, nonostante il suo potere apparentemente illimitato, Mabuse non riesce a conquistare l’amore della contessa che tiene prigioniera, finendo per essere consumato dalle sue stesse ossessioni.
Domenica 15 dicembre – ore 17.00
Mariti ciechi (Blind Husbands; USA; 1919; 100’; b/n; muto; Regia: Erich von Stroheim; Sceneggiatura: Erich von Stroheim; Soggetto: Erich von Stroheim; Fotografia: Ben F. Reynolds; Interpreti: Sam De Grasse, Francelia Billington, Erich von Stroheim, Gibson Gowland, Fay Holderness, Valerie Germonprez, Jack Perrin; Produzione: Carl Laemmle per Universal Film Manufacturing). Copia proveniente da Österreichische Filmmuseum, Vienna.
I coniugi Armstrong fanno ritorno a Cortina d’Ampezzo, luogo in cui, durante una precedente vacanza, il dottor Armstrong, celebre chirurgo americano, aveva tratto in salvo Sepp, un montanaro locale, consolidando un sincero legame di amicizia. Tuttavia, il dottore, preso dalle sue occupazioni, trascura la moglie, e il tenente Erich von Steuben, un seduttore incallito, tenta di sedurla approfittando della sua solitudine. Le tensioni si intensificano durante un’escursione alpina, quando il dottor Armstrong scopre un biglietto compromettente indirizzato al tenente dalla moglie, innescando un drammatico confronto tra i due uomini, sullo sfondo maestoso delle vette montane.

Giovedì 26 dicembre – ore 17.00
La febbre dell’oro (The Gold Rush; USA; 1925; 92’; b/n; muto; Regia: Charlie Chaplin; Sceneggiatura: Charlie Chaplin; Soggetto: Charlie Chaplin; Fotografia: Roland Totheroh; Interpreti: Charlie Chaplin, Mack Swain, Tom Murray, Henry Bergman, Malcolm Waite, Tom Wood; Produzione: Charles Chaplin Production, United Artists). Copia proveniente dalla Cineteca di Bologna.
Un vagabondo s’improvvisa cercatore d’oro fra le gelide terre dell’Alaska, trovandosi tuttavia costretto ad affrontare la fame, il freddo e la bizzarra compagnia di un altro corpulento minatore di nome Giacomone. Tra mille peripezie generate dalla tutt’altro che facile convivenza fra le diroccate mura di una fatiscente baita isolata in mezzo alla neve, il nostro incauto protagonista finirà addirittura per innamorarsi di una bella e giovane ragazza di nome Georgia, la quale potrà, forse, rappresentare un bottino ben più prezioso delle tanto agognate pepite.
Domenica 29 dicembre – ore 17.00
Nosferatu il vampiro (Nosferatu – Eine Symphonie des Grauens; Germania; 1922; 83’; imbibizioni; muto; Regia: F.W. Muranu; Sceneggiatura: Henrik Galeen; Soggetto: da un’idea di Albin Grau e dal romanzo Dracula di Bram Stoker; Fotografia: Fritz Arno Wagner; Interpreti: Gustav von Wangenheim, Max Schreck, Greta Schröder, Alexander Granach, Georg H. Schnell; Produzione: Prana Film). Copia proveniente da Cineteca Milano.
Accompagnamento musicale live a cura di Antonio Zambrini
Il giovane Hutter, un agente immobiliare di Wisborg, piccolo porto del Baltico, si reca dal conte Orlock per vendergli alcuni lotti immobiliari della sua città. Questi vive in un tetro castello della Transilvania, che con la sua atmosfera cupa sembra inquietare Hutter e, sia pure nel corso di una breve permanenza, farlo cadere vittima di una misteriosa prostrazione fisica. Frattanto Orlock si rivela un ospite alquanto enigmatico.
Domenica 5 gennaio – ore 17.00
La stregoneria attraverso i secoli (Häxan; Svezia; 1922; 105’; b/n; muto; Benjamin Christensen; Sceneggiatura: Benjamin Christensen; Soggetto: Benjamin Christensen; Fotografia: Johan Ankerstjerne; Interpreti: Maren Pedersen, Clara Pontoppidan, Elith Pio, Oscar Stribolt, Tora Teje, Johs Andersen; Produzione: Aljosha Production Company, Svensk Filmindustri). Copia proveniente da Fondazione Cineteca Italiana.
Attraverso una narrazione che alterna un taglio documentaristico a ricostruzioni cinematografiche dal forte impatto drammatico, l’opera illustra, in sette differenti capitoli, la nascita e l’evoluzione delle credenze, dei rituali e dell’iconografia legati al secolare fenomeno della stregoneria, partendo dalle culture più primitive sino ad arrivare all’Europa d’inizio Ventesimo secolo. Tramite una continua tensione fra scienza, religione e mitologie pagane, il film offre un ampio spaccato, spesso anche grottesco e ironico, sulle modalità con le quali la stregoneria è stata oggetto di studio e di analisi nel corso della storia umana, fornendo inoltre uno sguardo particolarmente attento alla figura femminile nel corso di secoli bui dominati dal maschilismo e dal patriarcato.
Domenica 12 gennaio – ore 17.00
Il castello degli spettri (The Cat and the Canary; USA; 1927; 90’; b/n; muto; Regia: Paul Leni; Sceneggiatura: Walter Anthony, Alfred A. Cohn, Robert F. Hill; Soggetto: tratto dalla pièce teatrale di John Willard; Fotografia: Gilbert Warrenton; Interpreti: Laura La Plante, Tully Marshall, Gertrude Astor, Creighton Hale, Stanley Forrest; Produzione: Universal Pictures). Copia restaurata proveniente dal Museum of Modern Art con il supporto di Celeste Bartos Fund for Films Preservation.
A vent’anni dalla morte dell’eccentrico e solitario miliardario Cyrus West, i parenti si riuniscono nella sua casa per la lettura del testamento. I familiari più stretti scoprono così di essere stati diseredati a favore di una lontana parente, Annabelle, a condizione però che sia provata la sua sanità mentale. Diversi accadimenti, tra cui un omicidio, trasformeranno in un incubo la riunione di famiglia, mettendo a dura prova i nervi della giovane erede designata…
Venerdì 17 gennaio – ore 20.00
Metropolis (Germania; 1927; 107’; b/n; muto; Regia: Fritz Lang; Sceneggiatura: Thea von Harbou; Soggetto: Thea von Harbou; Fotografia: Karl Freund, Günther Rittau, Walter Ruttmann; Interpreti: Alfred Abel, Gustav Frohlich, Brigitte Helm, Rudolf Klein-Rogge, Fritz Rasp, Olaf Storm; Produzione: UFA). Copia proveniente da Fondazione Cineteca Italiana. Accompagnamento musicale live a cura de I Sincopatici (Francesca Badalini – pianoforte/chitarra elettrica; Aurora Bisanti – violino; Luca Casiraghi – batteria/percussioni; Roberto Gelli – basso)
In una futuristica megalopoli divisa tra una classe dirigente che vive in lussuosi grattacieli e una classe operaia costretta a lavorare in condizioni disumane nelle profondità della città, il giovane Freder, figlio del governatore della città, scopre le terribili ingiustizie subite dai lavoratori grazie all’amore di Maria, una bella ed angelica donna che predica la pace e la speranza. Tuttavia un folle inventore crea un robot con le sembianze della giovane, con l’intento di seminare caos e distruzione all’interno della società, con il risultato di dare il via ad una vera e propria guerra di classe destinata ad avere pesanti ripercussioni sul destino della distopica metropoli.
Domenica 19 gennaio – ore 17.00
È piccerella (Italia; 1922; 62’; b/n; muto; Regia: Elvira Notari; Sceneggiatura: Elvira Notari; Soggetto: tratto dalla canzone omonima di Libero Bovio e Salvatore Gambardella; Fotografia: Nicola Notari; Interpreti: Eduardo Notari, Alberto Danza, Elisa Cava, Rosè Angione, Antornio Palmieri, Sig.ra Duval; Produzione: Dora Film). Copia proveniente da CSC – Cineteca Nazionale.
Tore, un giovane napoletano, si innamora perdutamente di Margaretella, una ragazza capricciosa e manipolatrice. Ignorando i consigli degli amici, Tore inizia a spendere enormi somme di denaro per conquistarla, mettendo a rischio la stabilità economica della sua famiglia. Margaretella, però, lo tratta con disprezzo e ambiguità, alternando momenti di affetto a rifiuti sprezzanti. Questo comportamento porta Tore a trascurare i suoi doveri e a commettere azioni disperate, precipitando in una spirale di rovina personale e familiare.
Domenica 26 gennaio – ore 17.00
Il carretto fantasma (Körkarlen; Svezia; 1921; 94’; imbibizioni; muto; Regia Victor Sjöström; Sceneggiatura: Victor Sjöström; Soggetto: dal romanzo Körkarlen di Selma Lagerlöf; Fotografia: Julius Jaenzon; Interpreti: Victor Sjöström, Hilda Borgström, Tore Svennberg, Astrid Holm, Concordia Selander, Lisa Lundholm, Tor Weijden, Einar Axelsson; Produzione: AB Svensk Filmindustri). Copia proveniente da Cineteca Milano.
David Holm, un balordo alcolista, rifiuta di vedere la giovane Edit, sua benefattrice ora in punto di morte. Il gesto disumano scatena una catena di consenguenze che condurrano l’uomo a bordo del carro fantasma inviato, secondo un’antica leggenda svedese, a raccogliere le anime in punto di morte. Qui, egli avrà modo di rivivere tutti gli errori di una vita dissoluta.
Domenica 2 febbraio – ore 17.00
Lulu – Il vaso di Pandora (Die Büchse der Pandora; Germania; 1929; 109’; b/n; muto; Regia: Georg Wilhelm Pabst; Sceneggiatura: Ladislaus Vajda; Soggetto: dal dramma Die Büchse der Pandora di Frank Wedekind; Fotografia: Günther Krampf; Interpreti: Louise Brooks, Fritz Kortner, Francis Lederer, Carl Goetz, Krafft-Raschig, Alice Roberts, Daisy D’Ora, Gustav Diessl; Produzione: Nero-Film AG.) Copia proveniente da Fondazione Cineteca Italiana.
Lulù, giovane e spregiudicata amante del ricco editore Ludwig Sch
via sempre più turbolenta. Dai quartieri alti e dalla frequentazoni esclusive, la donna passerà, attraverso una precipitosa
Venerdì 7 febbraio – ore 20.00
The Lodger (The Lodger: A Story of the London Fog, Gran Bretagna; 1927; 90’; b/n; muto; Regia: Alfred Hitchcock; Sceneggiatura: Eliot Stannard, Alfred Hitchcock; Soggetto: tratto dal romanzo di Marie Belloc Lowndes; Fotografia: Gaetano Ventimiglia, Hal Young; Interpreti: Marie Ault, Arthur Chesney, June, Malcolm Keen, Ivor Novello; Produzione: Gainsborough Pictures, Carlyle Blackwell Productions). Copia proveniente da Fondazione Cineteca Italiana. Accompagnamento musicale live a cura di Gino Lucente
Domenica 9 febbraio – ore 17.00
Villa Falconieri (Italia, Germania; 1928; 93’; b/n e colore; muto; Regia: Giulio Antamoro, Richard Oswald; Sceneggiatura: Alfred Halm; Soggetto: dal romanzo omonimo di Richard Voss; Fotografia: Giovanni Vitrotti; Scenografia: Heinrich Richter; Interpreti: Hans Stüwe, Maria Jacobini, Clifford McLaglen, Elena Sangro, Eve Gray, Angelo Ferrari, Oreste Bilancia; Produzione: Società Anonima Stefano Pittaluga, Richard Oswald Film-Produktion GmbH). Copia restaurata proveniente da Fondazione Cineteca Italiana.
Il conte Campana, un elegante e giovane poeta, affitta una tenuta di campagna vicino a Roma. Qui incontra Maria, la bella moglie dell’affittuario Mariano, costantemente minacciata e maltrattata dal marito. Nel frattempo Campana conosce e si invaghisce della principessa Sora, che abita nella tenuta accanto. Tra seduzioni, inganni e delitti la storia conduce a un finale tutt’altro che prevedibile.
Domenica 16 febbraio – ore 17.00
Il gabinetto del dottor Caligari (Das Cabinet des Dr. Caligari; Germania; 1920; 77’; b/; muto; Regia: Robert Wiene; Sceneggiatura: Carl Mayer, Hans Janowitz; Fotografia: Willy Hameister; Interpreti: Werner Krauß, Conrad Veidt, Friedrich Fehér, Lil Dagover, Hans Heinrich von Twardowski, Rudolf Lettinger; Produzione: Erich Pommer, Rudolf Meinert per Decla Film Gesellschaft). Copia proveniente da Fondazione Cineteca Italiana.
Alla fiera di Holstenwall, un tranquillo paese in Germania, arriva il misterioso dottor Caligari con il suo sonnambulo Cesare, che, se risvegliato, può predire il futuro. Ben presto, la cittadina è scossa da una serie di omicidi violenti, con Cesare come principale sospettato. Tuttavia, la linea tra realtà e allucinazione si fa sempre più sottile, rendendo difficile discernere la verità. Questo film, emblema del cinema espressionista tedesco, immerge lo spettatore in un labirinto di illusioni e distorsioni, riflettendo nella sua estetica frammentata e asfissiante la complessità e il caos della trama.
Domenica 23 febbraio – ore 16.00
Sciopero! (Стачка; Unione Sovietica; 1925; 82’; b/n; muto; Regia: Sergej Michajlovič Ėjzenštejn; Sceneggiatura: Valerij Pletnëv, Sergej Ėjzenštejn, Ilja Kravčunovskij, Grigorij Aleksandrov, il collettivo del Proletkul’t; Soggetto: Valerij Pletnëv, Sergej Ėjzenštejn, Ilja Kravčunovskij, Grigorij Vasil’evič Aleksandrov; Fotografia: Eduard Tisse, Vasilij Chvatov, Vladimir Popov; Interpreti: Ivan Klyukvin, Alexandre Antonov, Mikhail Gomorov, Grigorij Glizer, Michail Ivanov, Vera Janukova; Produzione: Goskino). Copia proveniente da Fondazione Cineteca Italiana.
Accompagnamento musicale live a cura di Zambrini – Bodilsen-Andersen Trio
Attraverso una suddivisione in sei atti (che rappresentano le sei tappe della lotta di classe), il film illustra la genesi di quel movimento spontaneo che, nella Russia degli inizi del ventesimo secolo, ebbe origine dall’indignazione causata dalle condizioni di estrema povertà e dalla violazione dei fondamentali diritti umani, sfociando infine nella protesta da parte degli operai e nella mobilitazione di massa per la libertà politica soppressa nel sangue dalle autorità zariste nel 1912 e che, di lì a cinque anni, avrebbe dato vita alla celebre Rivoluzione d’Ottobre.
ön, nasconde una vita sentimentale irrequieta e via
caduta sociale, a frequentare le strade malfamate di Londra.
| Uno strano personaggio, Jonathan Drew, si presenta a casa dei signori Bunting alla ricerca di una stanza in affitto mentre tutta Londra è alla ricerca di un serial killer che ha la mania di uccidere le donne bionde, chiamato ‘il vendicatore’. Daisy Bunting, una bella ragazza figlia dei padroni di casa, è fidanzata con Joe Chandler, uno dei detective che è alla ricerca |
| dell’assassino. Questi ben presto si ingelosisce del nuovo inquilino e comincia a sospettare che il killer sia proprio Drew. |
Domenica 2 marzo – ore 17.00
Giglio infranto (Broken Blossoms; USA; 1919; 90’; b/n; muto; Regia: David W. Griffith; Sceneggiatura: David W. Griffith; Soggetto: Thomas Burke; Fotografia: G. W. Bitzer; Interpreti: Lillian Gish, Richard Barthelmess, Donald Crisp, Arthur Howard, George Beranger; Produzione: D.W. Griffith Productions, Paramount Pictures). Copia proveniente da Fondazione Cineteca Italiana.
Cheng Huan, uomo di fede, lascia la Cina per raggiungere Londra e aprire una bottega nel quartiere portuale di Limehouse. La sua monotona e rassegnata esistenza si scontrerà con quella altrettanto tragica e disillusa dell’adolescente Lucy, figlia del brutale pugile Battling Burrows e da quest’ultimo perennemente vessata. Cheng rimarrà colpito dalla bellezza di Lucy, non riuscendo tuttavia a comunicarle la sua attrazione, sino ad un tragico evento che unirà per sempre le loro anime tormentate.
Domenica 9 marzo – ore 17.00
Aurora (Sunrise: A Song of Two Humans; USA; 1927; 94’; b/n; muto; Regia: F.W. Muranu; Sceneggiatura: Carl Mayer; Soggetto: dal racconto Die Reise nach Tilsit di Hermann Sudermann; Fotografia: Charles Rosher, Karl Struss; Interpreti: George O’Brien, Janet Gaynor, Margaret Livingston, Bodil Rosing, J. Farrell MacDonald; Produzione: Fox Film Corporation). Copia proveniente da Fondazione Cineteca Italiana.
Stanco della sua monotona vita di campagna, un contadino rimane stregato da un’affascinante donna venuta dalla città, la quale lo convince ad assassinare la giovane moglie per poter così vivere insieme. L’uomo progetta quindi di uccidere la consorte durante una gita in barca a remi, ma le cose andranno diversamente, portando i due coniugi a lasciare momentaneamente la loro bucolica esistenza per avventurarsi fra le insidiose luci della metropoli.
LE BIO DEI MUSICISTI
Antonio Zambrini, pianista jazz e compositore milanese, è autore di brani originali e apprezzati, condivisi e ripresi da molti colleghi jazzisti di diversa estrazione (Lee Konitz, Rita Marcotulli, Eliot Zigmund, Fabrizio Bosso…). Antonia, il suo brano forse più eseguito, apriva un cd significativo come Piano solo, per ECM, di Stefano Bollani. Ha realizzato e partecipato a circa 50 produzioni discografiche, con molteplici formazioni e progetti artistici, una ventina delle quali in qualità di leader o co-leader. È stato ospite in numerose trasmissioni radiofoniche Rai e di altri networks.
Diverse sue incisioni sono inserite in compilations e raccolte edite. Per Cineteca Milano ha realizzato al pianoforte ben più di cento sonorizzazioni, improvvisate dal vivo, di film muti. Zambrini ha insegnato nei Conservatori di Como, Verona, Brescia, La Spezia ed è ora docente di ruolo al Conservatorio di Milano.
Francesca Badalini è laureata in Pianoforte, Composizione, Lettere antiche. Ha seguito numerosi corsi di perfezionamento in composizione per cinema e teatro (tra cui masterclass con Nicola Piovani presso l’Accademia Chigiana a Siena) e improvvisazione. Ha insegnato Teoria, Analisi e Composizione presso il Liceo Musicale Zucchi. Attualmente insegna pianoforte e composizione presso la Scuola Internazionale Musicale di Milano e Tecniche di improvvisazione e composizione per il cinema muto presso la Civica Scuola di Musica C. Abbado (Milano). Cura laboratori di improvvisazione e composizione per le immagini e conferenze di argomento musicale. Compone musiche per opere teatrali e cinematografiche, musical, audiolibri, dvd di film muti restaurati. Dal 1999 collabora con Cineteca Milano componendo, improvvisando ed eseguendo dal vivo musiche per film muti in tutta Italia, Francia, Svizzera, Tunisia (Venezia, Teatro La Fenice; Festival del Cinema di Locarno; Annecy, Festival du Cinéma Italien; Bologna, Festival del Cinema Ritrovato; Pordenone, Le Giornate del Cinema Muto; Susa, Cinéma au Musée).
Il gruppo de I Sincopatici, nato dall’esperienza della compositrice e pianista Francesca Badalini che dal 1999 collabora con Cineteca Milano improvvisando, componendo ed eseguendo dal vivo musiche per film muti in tutta Europa, si dedica principalmente alla riscoperta dei capolavori del cinema muto con accompagnamento
musicale dal vivo e più in generale a progetti che vertano sul rapporto tra musica e immagini. I Sincopatici propongono una forma di spettacolo fortemente emozionale ed intensa, il Cineconcerto, in cui alla potenza evocativa delle immagini di capolavori del cinema muto si unisce la forte suggestione creata dalla musica che spazia tra l’improvvisazione a 360 gradi, il rock, la musica elettronica e la musica classica. L’ensemble si è finora dedicato ai film Dans la nuit, Il gabinetto del dr. Caligari, La corazzata Potemkin, L’Inferno, Metropolis e allo spettacolo Musiche per le galassie, oltre che all’improvvisazione su filmati comici di vari autori.
Gino Lucente vive e lavora a Milano. Artista visuale, sperimentatore di diversi media, compositore e performer musicale, fondatore del gruppo art/ rock King Tongue. Nel 2024 è stato ospite in residenza artistica alla Casa degli Artisti di Milano con il progetto multimediale La Follia e le Montagne di. Nel 2019 ha presentato l’opera Sagra, realizzata per la residenza artistica presso Cirkulacija2, Lubiana, Slovenia. Insieme ai King Tongue e con il suo progetto da solista ha realizzato diverse performance in Italia e in Europa, collaborando nel progetto King Me con altri artisti contemporanei italiani e internazionali, in musei, gallerie e altri spazi espositivi e nell’ambito di festival e manifestazioni culturali, tra i quali: Galleria Civica d’Arte Contemporanea Trento; MiArt, Fondazione Mudima e C.S. Leoncavallo, Milano; Museo Laboratorio, Città Sant’Angelo; Agorà, Basel, Analix Forever e L’Usine Centre Culturel Autogéré, Ginevra, Svizzera; Museo MAGA Gallarate; Art Festival, Rovereto; Krisvanassche e Port des Champs-Elysées, Parigi,Francia; Mole Vanvitelliana, Ancona; Ain’t Nothing But e 28 Redchurch St., Londra, Regno Unito; Chert, Berlino, Germania.
Il contrabbassista e compositore danese Jesper Bodilsen è ben noto in Italia grazie alla lunga e fortunata collaborazione con Stefano Bollani. Alcune sue composizioni sono entrate nel repertorio che il “danish” trio di Bollani ha proposto in tutto il mondo, e registrato per ECM in numerosi albums.
Martin Andersen, formidabile batterista sempre di scuola danese, ha suonato e vissuto in mezzo mondo, lavorando con personaggi come Yousef Lateef, Perico Sanbeat, Ray Anderson. Lew Soloff, Chano Dominquez, Dave Kikoski, Jorge Rossy, New Jungle Orch di Pierre Dorge, seguendo una sua naturale inclinazione verso le musiche del mondo e la contaminazione con suoni afro cubani e ispanici. È tra i più attivi strumentisti in Danimarca e in Spagna, dove vanta tutt’ora innumerevoli collaborazioni.
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