11 settembre 2026 – MetroZibaldone del giorno
Iran e petrolio, il Golfo al centro della crisi mondiale
🌐 Iran e Stati Uniti al centro di una nuova escalation: i combattimenti nel Golfo spingono il Brent oltre i 105 dollari, mentre gli Houthi conquistano il porto yemenita di Mokha. In Europa la Bce alza i tassi al 2,5%, l’Ucraina denuncia nuove minacce russe e in Italia il maltempo provoca allagamenti e vittime. Nella Champions League brillano Como, Bayern e Manchester United; la Roma pareggia a Istanbul.
La notizia che domina il 10 settembre è l’ulteriore escalation della crisi tra Iran e Stati Uniti, con il fronte marittimo del Golfo sempre più determinante per gli equilibri militari ed economici internazionali. Lo Stretto di Hormuz rimane fortemente condizionato dalle ostilità e il traffico commerciale continua a essere molto inferiore ai livelli precedenti alla crisi.
Nella notte e nelle prime ore della giornata sono proseguiti gli attacchi e le minacce contro le navi nella regione. Secondo le informazioni disponibili, mercoledì soltanto sette imbarcazioni hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, circa la metà della media dei dieci giorni precedenti. L’Iran ha inoltre rivendicato un’azione contro un mezzo statunitense senza equipaggio all’ingresso dello stretto.
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che il conflitto potrebbe proseguire fino a dopo le elezioni di metà mandato di novembre, collegando di fatto la durata della guerra anche al calendario politico statunitense. La posizione segna un allontanamento dalle precedenti dichiarazioni più ottimistiche sulla possibilità di una conclusione rapida delle ostilità.
Petrolio oltre 105 dollari, la crisi energetica torna globale
L’effetto più immediato della nuova escalation è sui mercati energetici. Il Brent ha superato i 105 dollari al barile, arrivando durante la giornata a circa 107,63 dollari, mentre il WTI ha raggiunto 102,48 dollari. Si tratta dei livelli più elevati da maggio e di una nuova accelerazione dopo il ritorno del Brent sopra quota 100 dollari.
La vulnerabilità del mercato dipende soprattutto dalla concentrazione dei flussi energetici in pochi corridoi marittimi. Hormuz è uno dei passaggi fondamentali per il commercio mondiale di petrolio e gas, mentre l’espansione delle operazioni Houthi nello Yemen introduce un’ulteriore minaccia sul versante del Mar Rosso e dello stretto di Bab el-Mandeb.

L’aumento dei prezzi del greggio sta già condizionando azioni, obbligazioni e aspettative sull’inflazione. A Wall Street gli indici principali hanno aperto in ribasso e anche i mercati europei hanno risentito dell’aumento dell’energia e dei rendimenti obbligazionari.
Yemen, gli Houthi conquistano Mokha e minacciano il Mar Rosso
Il secondo fronte della crisi si è aperto in modo ancora più evidente nello Yemen. Le forze Houthi sostenute dall’Iran hanno annunciato e consolidato il controllo del porto di Mokha, sulla costa del Mar Rosso, aumentando la pressione sullo stretto di Bab el-Mandeb.
Mokha si trova in una posizione strategica perché consente di controllare una parte importante della fascia costiera che conduce verso uno dei principali colli di bottiglia del commercio marittimo mondiale. L’avanzata degli Houthi arriva dopo giorni di combattimenti contro le forze yemenite sostenute dall’Arabia Saudita.
La nuova offensiva rappresenta una delle più importanti modifiche territoriali registrate nello Yemen dalla tregua del 2022. Il conflitto locale si intreccia ora direttamente con quello tra Washington e Teheran, aumentando il rischio di una contemporanea pressione sui due grandi corridoi marittimi della regione: Hormuz a est della penisola arabica e Bab el-Mandeb a sud.
Le autorità saudite hanno reagito con nuovi raid contro obiettivi Houthi. Nelle ultime giornate gli scontri hanno provocato centinaia di vittime, mentre il controllo della costa è diventato uno degli obiettivi centrali della nuova offensiva.

La minaccia alla navigazione commerciale
La conquista di Mokha assume un significato che va oltre il conflitto yemenita. La presenza Houthi lungo la costa aumenta infatti la possibilità di nuove operazioni contro le navi dirette verso il Mar Rosso.
La combinazione tra Hormuz e Bab el-Mandeb sta quindi producendo una pressione simultanea sulle rotte energetiche. Il risultato è un premio di rischio crescente sul petrolio e un aumento dei costi assicurativi e di trasporto per le compagnie marittime.
Ucraina, droni e nuove tensioni tra Mosca e Kiev
La guerra in Ucraina resta il secondo grande fronte internazionale della giornata. La Russia ha intensificato la campagna di attacchi contro infrastrutture e obiettivi ucraini mentre Kiev continua a utilizzare droni a lungo raggio contro installazioni militari ed energetiche russe.
Il presidente Volodymyr Zelensky, in visita in Canada, ha ottenuto nuovi impegni sul fronte della difesa. Ottawa ha annunciato finanziamenti per sistemi di difesa aerea e garanzie sui prestiti destinati all’acquisto di gas naturale, oltre a un programma per aumentare in modo significativo la produzione di droni. Una parte della nuova produzione canadese sarà destinata all’Ucraina.
La situazione sul terreno rimane tuttavia difficile. Kiev deve affrontare una nuova stagione invernale con infrastrutture energetiche ripetutamente colpite e con una disponibilità limitata di sistemi di difesa aerea. La capacità di proteggere centrali, reti elettriche e infrastrutture essenziali è considerata uno degli elementi decisivi per i prossimi mesi.
Drone vicino all’aereo di Zelensky
Resta inoltre al centro dell’attenzione l’incidente avvenuto durante il viaggio di Zelensky. Un drone russo sarebbe passato vicino all’aereo che trasportava il presidente ucraino dalla Moldavia alla Norvegia.
L’episodio ha provocato la temporanea chiusura dello spazio aereo moldavo. Un secondo drone avrebbe inoltre attraversato lo spazio aereo rumeno. Il caso aggiunge un ulteriore elemento di tensione nella fascia orientale dell’Europa, dove le incursioni di droni stanno coinvolgendo sempre più spesso Paesi che non sono direttamente impegnati nel conflitto.
Bce, i tassi salgono al 2,5% mentre l’energia alimenta l’inflazione
La crisi geopolitica entra direttamente nella politica monetaria europea. La Banca centrale europea ha aumentato i tassi di interesse di 25 punti base, portando il principale riferimento al 2,5%.
La decisione arriva mentre il costo dell’energia torna a crescere rapidamente e l’inflazione europea mostra una maggiore persistenza. La Bce prevede che l’inflazione torni verso l’obiettivo del 2% soltanto entro la fine del 2027. La previsione media per il 2027 è stata portata al 2,5%, dal precedente 2,3%.
L’aumento dei prezzi del petrolio costituisce il principale elemento di rischio. Un greggio stabilmente sopra i 100 dollari può trasferire i maggiori costi ai carburanti, ai trasporti, alla produzione industriale e alla logistica.
La Bce ha comunque migliorato leggermente le previsioni sulla crescita dell’area euro, stimando un aumento del Pil dello 0,9% nel 2026 e dell’1,4% nel 2027. La decisione sui tassi si inserisce quindi in un quadro nel quale la crescita resiste, ma l’inflazione energetica rende più complessa la politica monetaria.
Italia, il maltempo torna protagonista
In Italia la giornata è stata segnata soprattutto dall’ondata di maltempo che ha attraversato gran parte della penisola. Temporali, forti precipitazioni e improvvisi cali delle temperature hanno interessato Nord e Centro, con situazioni particolarmente delicate in Lombardia, Toscana e Lazio.
A Milano il Lambro è esondato durante la notte, prima di rientrare nel proprio alveo. Alcune strade sono state allagate e una struttura all’interno del Parco Lambro è stata evacuata. Nella zona settentrionale della città e nei comuni vicini sono caduti quasi 100 millimetri di pioggia in 24 ore.
A Brescia l’acqua ha interessato anche un reparto ospedaliero, mentre in altre zone della Lombardia si sono registrati disagi alla viabilità.
Le precipitazioni hanno raggiunto anche Toscana, Lazio e Campania. A Roma le piogge intense hanno interessato la giornata, dopo l’ondata di temporali che aveva già colpito il Centro-Nord nelle ore precedenti.
Incidente nel Reggino, muoiono un padre e due figlie
La cronaca italiana è segnata anche da un gravissimo incidente stradale nel Reggino. Un uomo di 53 anni e le sue due figlie, di 14 e 8 anni, sono morti dopo lo scontro frontale tra l’auto sulla quale viaggiavano e un mezzo pesante.
L’incidente è avvenuto intorno alle 6 sulla strada statale 682 Jonio-Tirreno, in direzione Rosarno. Le due ragazze e il padre sono morti sul colpo. La madre, gravemente ferita, è stata trasferita in terapia intensiva all’ospedale di Polistena. La dinamica dello scontro è ancora oggetto degli accertamenti.
Filippine, incendio su un traghetto: almeno cinque morti e 87 dispersi
Una delle tragedie internazionali più gravi della giornata è avvenuta nelle Filippine, dove il traghetto MV June Aster ha preso fuoco al largo di Palawan mentre era diretto verso Coron.
A bordo risultavano 134 persone, tra passeggeri ed equipaggio. Il bilancio disponibile in serata è di almeno cinque morti e 87 persone ancora disperse, mentre 43 persone sono state tratte in salvo.
L’incendio sarebbe scoppiato dopo una forte esplosione avvertita nella zona del carico. Le fiamme si sarebbero propagate rapidamente, spingendo alcuni passeggeri a gettarsi in mare. Le operazioni di soccorso sono state rese più difficili dalle condizioni del mare e dalla scarsa visibilità.
Le autorità stanno verificando le cause dell’incendio. Il traghetto aveva superato i controlli di sicurezza prima della partenza da Manila.
Sochi, attacco con droni marini: otto feriti
Un attacco con droni marini ha colpito nella notte la città russa di Sochi, sul Mar Nero. Le autorità locali hanno riferito di otto persone ferite e di danni ad alcune strutture sul lungomare.
Sochi è una delle principali località turistiche russe e ospita anche una residenza ufficiale del presidente Vladimir Putin. L’attacco amplia ulteriormente la geografia delle operazioni ucraine contro obiettivi russi e conferma la crescente importanza dei sistemi senza equipaggio nelle operazioni sul Mar Nero.
Champions League, la notte dei gol: Como travolgente, Bayern e United a valanga
La seconda serata della prima giornata della Champions League regala una serie di risultati pesanti e una sorpresa italiana di grande rilievo.

Il Como, alla sua prima partecipazione nella storia alla massima competizione europea, ha battuto il Lipsia per 4-1. La squadra guidata da Cesc Fàbregas ha segnato con Martin Baturina, Tasos Douvikas, Assane Diao e Máximo Perrone, dopo avere costruito il successo con un avvio particolarmente aggressivo. Il debutto europeo del Como si trasforma così in una delle notizie sportive più importanti della giornata.
A Istanbul la Roma ha invece pareggiato 1-1 contro il Fenerbahçe. I giallorossi sono passati in vantaggio nel primo tempo con Bryan Cristante, alla prima rete nella fase principale della Champions League, ma i padroni di casa hanno trovato il pareggio nella ripresa con Archie Brown su assist di Mason Greenwood.
La Roma ha avuto una grande occasione per tornare in vantaggio, ma il rigore inizialmente concesso è stato cancellato dopo il controllo del VAR. Nel finale il Fenerbahçe ha colpito anche la traversa.
Bayern Monaco e Manchester United, due goleade
Il Bayern Monaco ha iniziato la propria Champions League con un netto 5-0 contro il Bodø/Glimt. Jamal Musiala, tornato titolare dopo uno stop di circa due mesi, ha aperto la partita nella ripresa. Sono poi arrivati i gol di Harry Kane, Alphonso Davies e la doppietta di Michael Olise.
Per il Bayern si tratta del 23° successo consecutivo nella partita inaugurale della Champions League.

Ancora più netto il successo del Manchester United, che ha battuto 4-0 il Sabah ad Old Trafford. Matheus Cunha, Bruno Fernandes, Benjamin Sesko e Lisandro Martínez hanno firmato la goleada inglese. La squadra di Michael Carrick ha così iniziato il nuovo percorso europeo con una vittoria senza subire reti.
PSV Eindhoven e Shakhtar Donetsk hanno invece pareggiato 1-1, mentre il Lens ha battuto lo Slavia Praga 3-2.
US Open, Zverev e Khachanov in semifinale
Il torneo di New York completa il quadro delle semifinali maschili. Alexander Zverev ha superato Botic van de Zandschulp con il punteggio di 6-2, 7-5, 6-1 e affronterà Karen Khachanov.
Il tedesco ha raggiunto la semifinale in tutti e quattro gli Slam disputati nel 2026 ed è l’unico campione Slam rimasto nel tabellone maschile. Con la vittoria contro l’olandese ha inoltre portato a 23 il numero delle sue vittorie nei match di Slam disputati quest’anno, superando il precedente record stagionale di Boris Becker per un tennista tedesco.
L’altra semifinale sarà invece tutta americana: Ben Shelton contro Frances Tiafoe. Shelton aveva eliminato il campione uscente Carlos Alcaraz al termine di una maratona terminata alle 3:33 del mattino, mentre Tiafoe ha superato Alex Michelsen in cinque set.
Il vincitore della sfida tra Shelton e Tiafoe conquisterà una finale Slam che manca al tennis maschile statunitense dal 2003.
L’Italia lascia invece definitivamente il torneo di doppio maschile: Simone Bolelli e Andrea Vavassori sono stati eliminati ai quarti di finale da Christian Harrison e Neal Skupski con il punteggio di 6-3, 6-2.
Clima, agosto 2026 è il mese più caldo mai registrato
Tra le notizie scientifiche più rilevanti della giornata c’è il nuovo record climatico comunicato dal servizio europeo Copernicus. Agosto 2026 è risultato il mese più caldo mai registrato a livello globale, a pari merito con luglio 2023.
La temperatura media globale dell’aria sulla superficie terrestre ha raggiunto 16,96 °C, pari a 1,65 °C sopra la media stimata del periodo preindustriale 1850-1900. È inoltre il primo mese dal novembre 2025 a superare nuovamente la soglia di 1,5 °C rispetto al riferimento preindustriale.
Anche la temperatura media della superficie degli oceani extra-polari ha raggiunto livelli record. Il dato arriva mentre il fenomeno El Niño si rafforza nel Pacifico e l’estate 2026 risulta tra le più calde mai osservate in Europa.
Tecnologia, Apple porta sul mercato il primo iPhone pieghevole
Il debutto del primo iPhone pieghevole continua a occupare il settore tecnologico dopo la presentazione avvenuta questa settimana.
Il nuovo iPhone Duo utilizza un doppio display, con uno schermo esterno da 5,4 pollici e uno interno da 7,6 pollici una volta aperto. Il prezzo di partenza è di 1.999 dollari, collocando il dispositivo nella fascia più alta del mercato degli smartphone.
Apple ha presentato insieme al modello pieghevole anche iPhone 18 Pro e 18 Pro Max, con una nuova generazione di chip e ulteriori funzioni basate sull’intelligenza artificiale. La strategia punta a rafforzare la gamma premium proprio mentre il mercato degli smartphone affronta costi crescenti per memoria e componentistica.
Ultima notizia significativa: in piazza del Plebiscito l’Italia del volley apre gli Europei
La serata sportiva italiana si conclude a Napoli con l’apertura degli Europei maschili di pallavolo. Piazza del Plebiscito ospita la sfida inaugurale tra Italia e Svezia, davanti a un’arena allestita per circa 6.000 spettatori e con la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
L’Italia, campione d’Europa in carica, affronta la Svezia nella prima partita della Pool A. Il calendario prevede poi per gli azzurri le sfide contro Grecia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Slovenia. La gara di Napoli apre ufficialmente il percorso europeo della nazionale guidata da Ferdinando De Giorgi.
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